BATTISTERO BIELLA

BIELLA. Battistero, affresco raffigurante Sant’Antonio abate.

Il Battistero si colloca nella zona centrale della città di Biella, stretto tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e il duomo di Biella, cattedrale della città, dedicata a Santo Stefano. Il retro della struttura appare invece visibile da via Italia, l’antica via Umberto I, fulcro della città, accanto alla chiesa della Santissima Trinità.

Si tratta di un antico edificio sorto sulle rovine di un preesistente sepolcreto pagano tardo-romano costruito a partire dal IX secolo e successivamente ampliato. Il Battistero presenta una struttura in stile prettamente romanico, costruita in ciottoli locali misti a parti in laterizio, a base quadrangolare avente un’abside semicircolare su ciascuno dei lati, separati dai quattro pilastri angolari che sorreggono il tiburio a pianta ottagonale, in conformità con la tradizione cristiana.

Al di sotto del livello del terreno si trova una cripta a croce greca scavata nel 1791.

La struttura è sormontata da un’esile lanterna ad uso campanario ornata di bifore sui quattro lati; il tiburio è invece caratterizzato da una monofora per ciascuna faccia del prisma ottagonale che lo compone, mentre ciascuna abside è ornata da tre monofore, ad eccezione di quella frontale, dove la monofora centrale è sostituita dalla porta d’accesso.

Detta porta è resa celebre dal bassorilievo di età tardo-romana scolpito su pietra dal soggetto discusso, ma certamente di ambito pagano. Il bassorilievo è stato con ogni probabilità recuperato dalle sottostanti tombe romane e ha, in passato, indotto un grande numero di storici a credere che l’intera struttura fosse riadattata da un edificio pagano.

L’aspetto dell’edificio è ingentilito dalle mensole che sorreggono le sporgenze del tetto dell’edificio.

All’interno sono presenti degli affreschi attribuiti al Maestro di Oropa dipinti tra il 1318 e il 1319; fra questi una rappresentazione di Sant’Antonio abate.

Storia del sito:
Mancando una precisa documentazione d’archivio il dibattito sulla datazione della costruzione si è basato sull’esame delle strutture dell’edificio. Le proposte di datazione variano in un arco di tempo assai vasto: dal VII al secondo quarto dell’XI. La maggior parte degli studiosi tende a collocarlo alla fine della seconda metà del X secolo. Alcuni a motivo sia delle strutture murarie che della decorazione ad archetti ciechi, che si riscontra anche in altri edifici della metà dell’XI dell’area eporediese e torinese (San Giovanni ai Campi a Piobesi, San Pietro di Celle), propendono per un avanzamento al secondo quarto dell’XI secolo.

Descrizione del sito:
batt biellaL’edificio faceva parte del complesso della chiesa matrice di Santo Stefano; dopo la demolizione della chiesa, avvenuta alla fine dell’Ottocento, si è salvato solo il bellissimo campanile a otto piani. Il Battistero si trovava sul lato destro della chiesa, staccato da essa all’altezza del presbiterio. È una costruzione a pianta quadrata con absidi semicircolari su ciascun lato. Impostato sulle absidi è il tamburo ottagonale, coronato da una piccola torretta-lanterna, sfalsata rispetto alla pianta di base e pur essa quadrata nell’iconografia. Ciascuna abside è separata all’esterno da robusti contrafforti che controbilanciano le spinte della cupola, protetta all’esterno da un involucro ottagonale. Le absidi sono inoltre decorate da quattro lesene, delimitate nella parte superiore da archetti pensili e da nicchiette a fornice cieco. Ciascuna specchiatura reca al centro una piccola finestra ad arco a doppio strombo, ad eccezione di quelle a nord-ovest e a sud-ovest, dove al posto della finestrella centrale si apre una piccola porta. Il portale di nord ovest è architravato e sormontato da una nicchia ornata con mattoni a raggiera recante al centro una lastra marmorea di età romana raffigurante Ercole con un amorino di fronte ad un portico con lesene. Il tamburo è ottagonale, ma non regolare nelle proporzioni; presenta ciascuna faccia decorata nella fascia superiore da una serie di archetti ciechi simili a quelli delle absidi. Al centro di ogni lato si apre una piccola finestra arcuata a doppia strombatura. Il lanternino è decorato da quattro bifore a doppia profilatura con colonnina con capitello a stampella. La sua struttura muraria e la sua disposizione assialmente eccentrica rispetto alla base dell’edificio ha fatto supporre una sua appartenenza ad una fase di costruzione più tarda. La struttura muraria del battistero è all’esterno piuttosto rozza, come dimostrano in primo luogo i muri del tamburo, che non hanno uno spessore uniforme, ma si ingrossano nella parte centrale, per ragioni di carattere statico, di miglior sostegno della volta superiore. I materiali con cui sono costruiti i paramenti esterni sono mattoni, ciottoli di fiume misti a frammenti di laterizi, con disposizioni a filari e più spesso a spina di pesce, con legamento di malta. Singolare è il sistema di copertura impiegato sull’intero edificio. Le lastre risultano infatti posate direttamente sull’estradosso delle volte, secondo un sistema proprio della tradizione tardo-antica. La lanterna ha una piccola croce di ferro e rame dorato (del sec. XII rinvenuta durante i restauri del 1913).
Nella parte interna il Battistero passa dalla pianta quadrata del corpo inferiore a quella circolare della parte superiore (cupola) mediante l’impiego di pennacchi, la cui struttura ha dato adito a vivaci discussioni fra gli studiosi a proposito della datazione dell’edificio. Contrasta con la corposa e colorata struttura muraria dell’esterno la nuda semplicità dell’interno, che ora appare interamente intonacato. Dalle parti decorate a calce emergono tracce della decorazione pittorica (affreschi e sinopie) che vengono datati tra la fine del XIII secolo e gli inizi del secolo successivo e sembrano appartenere ad interventi diversi. Una prima mano rivela innanzitutto l’affresco dell’abside dell’altare raffigurante la Vergine con il Bambino ed un Santo martire. La cultura di questi dipinti rinvia a talune maestranze che operano nel XIII secolo a Milano (S. Ambrogio) e a Pavia (S. Teodoro) con una traduzione semplificata degli stilemi bizantini. Ad altre mani ancora, più tarde ed involute, appartengono altri frammenti con figure di Santi

Info:
Tel.015 22592 (Parrocchia di Santo Stefano)

Rilevatore: Valter Bonello

Categorie: Schede