DIANO MARINA (IM), Parrocchia di Sant’Antonio abate.

La chiesa si trova in via Giuseppe Garibaldi (la via Aurelia), già via Genala 1, a poca distanza dal mare.

Diano-01L’edificio, che già in origine aveva una pianta rettangolare absidata a tre navate di stile tardo romanico, nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri e rifacimenti dopo la fase più antica, risalente agli ultimi anni del XIV secolo e gli inizi del XV. Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento la chiesa è stata soggetta a una ristrutturazione, che ha determinato un ampliamento e la presenza di cinque cappelle e cinque altari; inoltre è stata realizzata la copertura a volta e la facciata adeguata allo stile barocco.
Tra il 1770 e il 1850 l’edificio è stato ulteriormente ingrandito con la formazione di nuove cappelle, tre per ognuna delle due navate laterali.
Diano-03Tra il 1862 e il 1865 la chiesa, a causa della sua precaria staticità dovuta ai numerosi interventi subiti, è stata quasi completamente demolita e ricostruita, e ha ricevuto un’impronta neoclassica. L’aspetto odierno del campanile risale al rifacimento avvenuto nel 1876. Il terremoto che ha colpito la Liguria nel 1887 ha provocato gravi danni alla chiesa, che ha subito una nuova ristrutturazione, con l’ampliamento del coro e del presbiterio.

Le tre navate e il presbiterio sono dotati di un ricco apparato decorativo, la cui formazione è avvenuta nel corso di alcuni secoli. Recenti sono le vetrate, realizzate tra il 1950 e il 1954, mentre la quadreria comprende opere che vanno dalla fine del XVI secolo al XX.
Gli altari, collocati nelle navate laterali, sono particolarmente interessanti sia per le statue sia per la struttura architettonica che le comprende. Il più recente è l’altare di S. Luigi Gonzaga, il secondo nella navata sinistra, realizzato nel XIX secolo, con colonne di marmo rosso e il coronamento in marmo bianco di Carrara. Il dipinto raffigurante S. Luigi, collocato in origine sull’altare, è stato sostituito da una statua di Sant’Antonio Abate. Il santo, la cui mano destra è in atteggiamento benedicente, con la sinistra regge un bastone culminante non con la tau, bensì con una croce, alla quale è appesa una campanella. Gli altri cinque altari laterali risalgono a periodi precedenti, tra il Seicento e la prima metà del Settecento.
L’altare maggiore, datato al XVIII secolo, è formato da un’alzata a gradoni e ornato con intarsi marmorei di vari colori; è sovrastato da un crocifisso ligneo, eseguito probabilmente tra Seicento e Settecento.
Diano-07Sulla volta della navata centrale tre medaglioni racchiudono affreschi che rappresentano Simone Stock, generale dei Carmelitani, al cospetto della Vergine, e due episodi della vita di Sant’Antonio Abate: la predica contro l’arianesimo ad Alessandria d’Egitto e l’incontro con S. Paolo Eremita, al quale un corvo sta portando il pane. Sul catino absidale è affrescata la gloria di Sant’Antonio circondato da angeli. Gli affreschi sono stati eseguiti da R. Resio nel 1923.
Un’opera di rilievo è il pulpito, realizzato da G. M. Augustallo nel 1586. Sui pannelli del parapetto sono scolpiti a bassorilievo i santi Chiara, Erasmo, Antonio Abate e Nicola di Bari; S. Erasmo, a cui è dedicato il primo altare della navata sinistra, in passato era oggetto di particolare devozione perché ritenuto il protettore dei marinai. Nel pulpito sul basamento di sostegno del pavimento, in corrispondenza con l’immagine di Sant’Antonio, è raffigurata una imbarcazione a vela con il timoniere.

Diano-04Delle tre ipotesi avanzate da G. Abbo (La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina) per spiegare la presenza dell’imbarcazione associata all’immagine di Sant’Antonio: il riferimento alla traslazione delle spoglie del santo in Delfinato, il legame leggendario con la famiglia dei conti di Ventimiglia, e infine la protezione che Sant’Antonio, nella devozione popolare, avrebbe accordato contro la peste “la cui minaccia veniva principalmente dal mare attraverso i naviganti” (G. Abbo), la seconda appare la meno fondata. Riguardo alla prima spiegazione, la conoscenza del trasferimento delle spoglie e, si può presumere, della figura di Sant’Antonio come guaritore, potrebbe essere dovuta all’arrivo a Diano di un viaggiatore proveniente dal Delfinato. Diano-05La terza ipotesi è sostenuta dall’associazione nel pulpito dalle immagini di S. Erasmo e di Sant’Antonio, il primo protettore dei marinai, il secondo difensore contro un contagio portato a Diano da chi viaggia per mare. Quanto qui esposto può chiarire il motivo della inusuale presenza in una località marina di una chiesa dedicata a un santo, normalmente associato a località montane o di campagna.

La chiesa è solitamente aperta.

Materiale informativo:
– G. Abbo, La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina, Diano Marina 2016
– Un opuscolo in quattro lingue.

pianta della chiesaInfo: tel. 0183 434313-495515 – email: parrocchiadianom@alice.it

Verifica effettuata il 22 settembre 2021.

Autore: M. Gabriella Longhetti


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