MONSELICE (Pd). Quadreria del Duomo Nuovo di Monselice (San Giuseppe Operaio), con “Sant’Antonio abate”.

La chiesa è stata inaugurata l’8 settembre 1957 ed è diventata il nuovo duomo di Monselice.
Al suo interno sono custodite le opere d’arte delle chiese di Monselice chiuse o soppresse. Un vero “tesoro” che meriterebbe di essere restaurato ed esposto al pubblico.

Domenico Campagnola (1500 – 1564): quadro raffigurante Sant’Antonio abate.
Il “fuoco di Sant’Antonio”: Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il santo addirittura recarsi all’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori. Per questo, tra i molti malati che accorrevano per chiedere grazie e salute, molti erano afflitti dal male degli ardenti, conosciuto anche come fuoco di Sant’Antonio, o herpes zoster, Si manifesta sotto forma di eritemi e vescicole con un decorso di poche settimane.
Gli animali domestici: Sant’Antonio tuttavia è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Secondo una leggenda del Veneto (chiamato San Bovo o San Bò, la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.

 

Fonte: http://www.ossicella.it/monselice/quadreria-del-duomo-nuovo-di-monselice-san-giuseppe-operaio/


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