OULX (To), fraz. Chateau Beaulard. Chiesa San Bartolomeo Apostolo, con altare e dipinto dedicato a Sant’Antonio abate

La chiesa parrocchiale di Chateau Beaulard sorge nel cuore del borgo stesso, a circa 1500 metri di quota, e fu fondata il 13 marzo 1493, quando questo piccolo paese è diventato parrocchia, separandosi da quella di Beaulard. Visitata dal Vescovo di Susa monsignor Beggiano nel 1673, si presentava a navata unica, con ingresso laterale e con il campanile confinante con la sacrestia. Oggi l’ingresso è di fronte all’alatre maggiore, preceduto da un poderoso porticato, costruito nel 1757, come attesta la data sopra l’arcata. In facciata, al di sopra del portale di accesso, è presente una lunetta affrescata con la raffigurazione del martirio di San Bartolomeo, datata 1761.
IMG_20200727_140715L’interno, sobrio nella decorazione delle pareti, presenta un profondo presbiterio ed un transetto con gli altari laterali.
Si accede alla chiesa attraverso un massiccio portone di legno (nel 1628 fu realizzato il portone ligneo di accesso alla chiesa, firmato “M. Alferi”), intagliato secondo i modi tipici della valle e che ben si inserisce nella struttura di pietra del portale (nella prima metà del Cinquecento fu realizzato il portale lapideo, opera del lapicida Remi Fatin), che reca sull’architrave la data 1740 (data di rielaborazione del portale lapideo).
Il rétable dell’altar maggiore, databile all’inzio del sec. XVIII, è opera di una famiglia di intagliatori, che fu attiva nell’area Oulx-Cesana e che si rifaceva alla cerchia di Chaffrey Faure di Thures (nel 1736 fu affidato all’intagliatore Chaffré Faure di Thures l’incarico di realizzare il retable ligneo dell’altare maggiore, dorato da un certo Nicole tre anni dopo). E’ ripartito in tre spazi da quattro colonne tortili, interamente ricoperte da foglie di vite e grappoli d’uva. In alto al centro c’è il “petit rétable”, che presenta il Padre Eterno benedicente. Ai lati del dipinto, che rappresenta il martirio di San Bartolomeo, sono presenti due nicchie che ospitavano le statue dei Santi Giacomo e Rocco, purtoppo scomparse.
Sul lato sinistro si osserva l’altare della Madonna del Rosario, con il suo rétable, poco più recente di quello dell’altare maggiore. Domina al centro il grande dipinto con la raffigurazione della Madonna, San Domenico e Santa Caterina.
Sul lato sinistro c’è l’altare di Sant’Antonio: la sua decorazione settecentesca, più semplice, incornicia il dipinto con Sant’Antonio abate e San Francesco da Sales, che reca la seguente iscrizione: Ex voto habitentium huius loci Castri Bolarij anno 171?”. Il retable dell’altare di Sant’Antonio, con colonne tortili e fastigio, intagliato e dorato, è databile alla seconda metà del Seicento.
Riadattato come altare rivolto al popolo, l’antico pulpito in legno intarsiato reca la data 1695 ed è firmato dal maestro Albert.
Il coro disposto e semicerchio nella zona antistante il presbiterio conserva dieci semplici scanni.
Il leggio corale, impostato su uno stipo per conservare i libri liturgici, presenta una decorazione ad intaglio e reca la data 1647.
IMG_20200727_140750La chiesa conserva anche una croce processionale in argento e rame del sec. XV.
La notevole torre campanaria è in stile romanico delfinale, con cuspide ottagonale affiancata da quattro acroteri piramidali.
In controfacciata è presente una modesta cantoria lignea

 

Data compilazione scheda: 12 -10 – 2020

Rilevatori: Valter Bonello e Feliciano Della Mora

Fonte: http://www.oocities.org/boriog/Chiesa.html


Provincia Torino
Regione Piemonte

Categorie: Immagini, Schede