SAN PIETRO DI FELETTO (Tv). Pieve di San Pietro con due immagini di Sant’Antonio abate.

La pieve di San Pietro è l’edificio sacro più importante di San Pietro di Feletto.
Il primo nucleo della chiesa risale a un’epoca compresa tra VIII e IX secolo, in epoca longobarda, cosa che la fa, probabilmente, il più antico edificio sacro dell’allora diocesi di Ceneda.
L’edificio ancora esistente ebbe il suo sviluppo nell’XI secolo, quando prese forma l’attuale pieve.
Nei secoli seguenti la chiesa si sviluppò e arricchì di un numero crescente di affreschi, fino al XVI secolo, quando
aveva ormai raggiunto l’aspetto attuale.
Tutti i dipinti hanno beneficiato di un completo restauro tre 1998 e 2002, il quale consente oggi di godere delle suggestioni coloristiche originarie.
Situata in posizione panoramica sui colli del Feletto, la pieve guarda verso Refrontolo e le Prealpi bellunesi. L’edificio si raggiunge direttamente dalla strada attraverso una scalinata, da cui si domina un vasto paesaggio ancora prevalentemente rurale.
L’edificio si presenta con una facciata a salienti, davanti alla quale si apre un ampio porticato del XIII secolo, sotto il quale sono custoditi cinque preziosi affreschi tardo-medioevali:
– Sopra il portone d’ingresso S. Antonio Abate, S. Giacomo, la Madonna con il Bambino ed un Vescovo, forse San Donato o San Tiziano.

 

 

 

 

 

 

Sulla sinistra S. Antonio Abate e la ‘Madonna del latte’.

A destra della facciata, in posizione autonoma sorge il campanile, struttura coeva in stile romanico, terminata da una cuspide cinquecentesca, sul modello di quello di Aquileia.
All’interno, a tre navate, sono custoditi antichissimi affreschi, eseguiti e stratificatisi tra il XII e il XV secolo: una parte dei più antichi, riportati alla luce nel XX secolo, è ancora visibile nella parte sinistra della navata centrale e sopra l’arco dell’abside. Il catino absidale è dominato da un grande Cristo Pantocratore tra la Vergine e San Pietro del XIII secolo.
I restanti affreschi sono del XV secolo: tra essi quelli che fanno da cornice alla cappella di San Sebastiano, sovrastata da volta a crociera, all’innesto dei cui costoloni vi è la mano di Cristo Pantocratore; qui è la sede del fonte battesimale, inserita tra il colorato racconto delle vicende agiografiche di San Sebastiano, tra le quali degno di nota è la raffigurazione, di grandi dimensioni, del Martirio.
L’orario di apertura è garantito solo la domenica e nei giorni festivi il pomeriggio dalle 15 alle 19.

 

Bibliografia:
– Crespi, Leonardi, Zanato, Magia del colore. Chiese affrescate della Marca Trevigiana, Vianello
libri, 2008.
– Fossaluzza G., La pieve di San Pietro di Feletto e i suoi affreschi, Terra Ferma, 2008.
– Vittorio Sgarbi, San Pietro di Feletto. Gli affreschi, B&M Edizioni, Treviso, 1986.


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