SIENA. Pinacoteca Nazionale. Maestro di Città di Castello, “Madonna col Bambino ei Santi Agostino, Paolo, Pietro, Antonio Abate. Polittico di Crevole”.

‘Maestro di Città di Castello’ (discepolo di Duccio, attivo tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo).
Tempera e oro su pannelli, complessivo: 118 x 205 cm. tra il 1312 e il 1325.
Provenienza: Pieve di Santa Cecilia, Crevole presso Murlo (Siena).
In ogni cuspide dei pannelli laterali c’è un Angelo di media lunghezza.
4638FF85-A7C7-4CE5-8C27-91956FED20FFOpera di un ignoto pittore a cui è stato dato il nome di ‘Maestro di Città di Castello’, questa pala è stata esposta a lungo sulle pareti della Pinacoteca Nazionale senza il pannello centrale poi conservata a poche centinaia di metri, presso il Museo dell’Opera del Duomo. Fortunatamente, il tutto è stato ricostruito in modo che possa essere presentato oggi nella sua quasi totalità.
Sappiamo fino a che punto è possibile sbagliarsi guardando una Vergine con Bambino del tardo Medioevo. Gli innumerevoli esempi che si incontrano in questa guida ci insegnano che bisogna considerare l’immagine non come una sorta di scena di genere che rappresenta un momento di amore materno, ma come la rappresentazione premonitrice di un dramma a venire, quello del Passione di Cristo: è fondamentale capire che i due protagonisti presenti conoscono, per la loro condizione divina, quale deve essere il destino del Bambino appena nato.
La scena che stiamo guardando costituisce una nuova e splendida variazione del tema. Questa volta l’enfasi è sul gesto specifico di Cristo che stringe il velo della Madre, che è anche un’evocazione anticipatrice di quello della Vergine quando, arrivata in cima al Golgota, vede il figlio messo a nudo. In un ultimo gesto di dignità, si impadronirà poi del proprio velo per nascondere l’insopportabile nudità del Figlio. Questo stesso velo, il perizonio , che i Vangeli apocrifi indicano come quello che Maria portava sul capo, sotto il mantello piegato.
I cinque pannelli rappresentano rispettivamente (da sinistra a destra): Agostino, Paolo, La Vergine e il bambino, Pietro, Antonio abate.
Si noterà che, come in tutti i dipinti di questo periodo che rappresentano un incontro di santi attorno alle figure di Cristo o di Maria, le figure laterali hanno il corpo e lo sguardo sistematicamente orientato verso di loro in segno di rispetto.
Allo stesso modo, è comune che le prime pale d’altare dipinte a Siena non utilizzino la stessa scala per rappresentare la Vergine, al centro, ei santi d’arte e altro.

Autore: Stefania Mendelssohn

Fonte: https://provincedesienne.com, 9 set 2018

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