CERVATTO (VC), fraz. Cadiano. Oratorio di Sant’Antonio abate

Cadiano è una frazione di Cervatto, nella val Mastallone, che si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia; la strada ha inizio verso il termine dell’abitato di Varallo.  Si seguono le indicazioni per Fobello (19 km da Varallo); qui sulla sinistra ha inizio la strada che in un km circa conduce a Cervatto. Dalla piazza centrale una carrozzabile molto stretta (scarse sono le possibilità di parcheggio) conduce alla frazione Cadiano (altitudine m 1007), a meno di un km dal capoluogo. In alternativa si può lasciar l’auto al parcheggio situato poco più in basso dell’abitato di Cervatto e proseguire a piedi sulla carrozzabile, giungendo all’oratorio in circa 20 minuti.
L’oratorio si trova in un piccolo spiazzo al termine della strada carrozzabile.   https://goo.gl/maps/yAkM22Gq1UkYkRbg8


L’oratorio ha proporzioni ridotte, dovute  alle dimensioni limitate del luogo su cui sorge; presenta sulla facciata una porta con architrave e cornici  in pietra, sopra la quale si apre una finestra; sotto lo spiovente del tetto si trova una finestrella.
Un piccolo campanile è impostato sull’angolo anteriore sinistro del tetto. Agli angoli sono dipinte finte pietre rettangolari, secondo un uso frequente nella zona.
Nell’interno la navata è coperta da una volta a crociera, mentre il presbiterio ha una copertura a botte; i pilastri laterali, le cornici aggettanti e gli archi sono decorati con profilature dipinte.

 

Bibliografia:
Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 4^, pag. 60.
– AA.VV., Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia. Cervatto – Madonna del Balmone, Club Alpino Italiano sezione di Varallo.

Note:
Nel 2006 l’interno era completamente spoglio (vedi foto 3); infatti gli arredi erano stati asportati, perché stava per essere rifatto il pavimento, mentre la copertura in beole era già stata completamente rinnovata. Il quadro con l’immagine della Madonna e del Santo titolare era in corso di restauro.
Nel 2021 l’oratorio si presenta restaurato anche esternamente.

 

Fruibilità:
L’oratorio è aperto in occasione della festa, che è celebrata nel mese di luglio, anziché a gennaio, per avere un maggior concorso di persone. Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Cervatto alla Madonna del Balmone, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”.
Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 29/09/2006 – aggiornamento 19/12/2021

QUARONA (Vc). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Quarona (altitudine m 420 circa) si trova sulla statale per Alagna, tra Borgosesia e Varallo.
La chiesa è situata sul corso P. Rolandi, 30 (la strada di attraversamento del centro di Quarona, sulla destra per chi giunge da Borgosesia).
https://goo.gl/maps/BZeAL4Q7gaZwwcR9A

 

Alla facciata è anteposto un pronao ad archi sostenuti da quattro colonne, al di sopra del quale si aprono una trifora centrale e due finestre laterali. Sopra il portale, che ha timpano spezzato e cornici in pietra, si trova una nicchia con una statua di S. Antonio Abate, rappresentato inginocchiato in un ambiente roccioso, mentre tiene nella mano sinistra il bastone con la campanella; ai due lati della nicchia è dipinta un’Annunciazione. Lateralmente al portale, in due nicchie dipinte, sono affrescati S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese valsesiane, e S. Antonio di Padova.
Nella parte posteriore sinistra della chiesa si innalza un campanile con orologi.
L’interno ha una sola navata, coperta con una volta a botte decorata con riquadri affrescati con figure di santi; il presbiterio è di forma quadrata, mentre nel transetto si aprono due cappelle per lato. Nella prima cappella del lato sinistro del transetto è collocata una bella Deposizione con statue lignee dipinte. Nella seconda cappella del lato destro, tra le altre, si trova una statua di S. Antonio da Padova. In un altarino è collocato un quadro che rappresenta la Madonna con il Bambino, della scuola di Gaudenzio Ferrari (Valduggia, forse 1477-1546).

Materiale informativo ed illustrativo:
– Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pagg. 579-580.
– AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 45.

Fase cronologica: la chiesa risale al XVII secolo ed è stata consacrata nel 1667

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pagg. I, 177-178.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli, pag. 172.
– Per Gaudenzio Ferrari si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 58-61.
– Per la compresenza di immagini di S. Antonio abate e di S. Antonio di Padova si veda V. Casini, Chi passa per questa via…itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi occidentali, Priuli e Verlucca, Aosta 2005, pag. 55.

Note: un cartello collocato all’esterno della chiesa attribuisce la costruzione al XVI secolo e la consacrazione al 9 ottobre 1617, ma fonti attendibili non concordano con queste date.

Fruibilità: la chiesa è normalmente aperta

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 02/10/2006

RIMELLA (VC). Oratorio di S. Antonio abate

Rimella è in Val Mastallone, che si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia; la strada ha inizio verso il termine dell’abitato di Varallo. Seguendo le indicazioni per Rimella, dopo poco meno di 20 km da Varallo una deviazione sulla sinistra della strada, già nel comune di Rimella, porta dopo meno di un km alla frazione Pianello; di qui la strada prosegue e dopo circa un km termina sotto l’abitato di S. Antonio. Si raggiunge la frazione (altitudine m 1151) in meno di dieci minuti seguendo la vecchia mulattiera. https://goo.gl/maps/sYxwjBpJrPZQHYeRA
L’oratorio è situato in una piccola spianata, tra le case a destra e il greto del torrente Bise Rosso a sinistra.

 

L’oratorio si presenta, arrivando dalla mulattiera, con il campanile addossato alla parte terminale dell’abside. La facciata ha uno schema frequente nelle chiese valsesiane: un pronao coperto con lose (come anche il tetto), la porta con due finestre e due panche in pietra ai lati e una nicchia al di sopra, una finestra sopra il pronao e una finestrella sotto lo spiovente del tetto. La nicchia sopra la porta contiene una scritta, leggibile con difficoltà, con la dedica alla Vergine e al “Divo Antonio”. In ciascuno dei due pilastri di sostegno del pronao è stata ricavata una nicchia poco profonda; quella di sinistra contiene qualche traccia di affresco.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
a cura di A. M. Marchetti Grasso, Passeggiate valsesiane –Le valli di Rimella, Corriere Valsesiano, venerdì 30 settembre 2005

Note storiche:
Numerosi ex voto testimoniano, dagli inizi dell’Ottocento ai primi del Novecento, le vicende degli abitanti del territorio.

Fase cronologica:
All’interno la volta è decorata con affreschi risalenti al 1911; la chiesa è però sicuramente molto anteriore.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 13/09/2006

BALMUCCIA (VC), fraz. Guaifola. Oratorio di S. Antonio abate e S. Antonio di Padova

Balmuccia si trova sulla statale per Alagna, a circa 11 km da Varallo, all’imbocco della val Sermenza. Si raggiunge la frazione Guàifola (altitudine m 570) imboccando una strada poche centinaia di metri prima del bivio per la val Sermenza; dopo poche decine di metri si giunge alla frazione.
L’oratorio sorge in un piccolo spiazzo all’inizio del centro abitato, Via Guaifola, 22.
https://goo.gl/maps/u91HCWHEgwdVJZ2T7

 

L’oratorio, coperto in beole, ha una facciata completamente affrescata, come è frequente nelle chiese valsesiane. La porta, con cornici e architrave in pietra, è fiancheggiata da due finestre. La superficie della facciata è scandita da elementi architettonici dipinti: architrave, frontone e quattro colonne, di cui le due laterali sono scanalate. Sopra la porta sono affrescati una Madonna e due santi inginocchiati: a sinistra S. Antonio abate e a destra probabilmente S. Antonio da Padova; al di sopra è rappresentata un’Annunciazione, che ha ai lati due Sante. Il campanile è impostato sulla parte destra del tetto.

L’interno ha una sola navata ed un presbiterio a pianta quadrata, coperti da volte a crociera. La pala d’altare, inserita entro una cornice architettonica, rappresenta in alto la Madonna con il Bambino circondata da angeli, ed in basso i due Santi titolari; a destra della pala è affrescato S. Rocco, a sinistra un altro santo.

Il presbiterio presenta una complessa decorazione ad affresco: sulle pareti laterali sono rappresentati, ai lati di una finestra ed entro cornici dipinte, quattro episodi della vita di S. Antonio abate (a sinistra le tentazioni di S. Antonio e una visione del Santo nel deserto, a destra S. Antonio con S. Paolo Eremita, e la morte di S. Paolo); negli spicchi della volta sono raffigurati, entro medaglioni, busti di profeti e del Padreterno, mentre al culmine è affrescata la Gloria di S. Antonio abate, circondato da angeli.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 63.

Note storiche:
Gli affreschi sono opera di Antonio Orgiazzi il Vecchio (Varallo 1725-1790 circa), con la collaborazione di Giovanni Avondo (Balmuccia 1763-1829); entrambi sono capostipiti di due famiglie di pittori che hanno operato soprattutto in Valsesia tra la fine del Settecento e l’Ottocento. La gloria di S. Antonio abate rappresentata sulla volta del presbiterio, pur nelle dimensioni più ridotte, è simile a quella affrescata sulla volta della parrocchiale di Morondo, opera anch’essa di Antonio Orgiazzi.

Fase cronologica:
L’intervento di Antonio Orgiazzi a Guàifola risale agli ultimi anni della vita del pittore, quindi intorno agli anni ottanta del Settecento; probabilmente la costruzione dell’oratorio è di poco anteriore.

 

Bibliografia:
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese, Valsesia, Vercelli, pag. 192
– Per A. Orgiazzi e G. Avondo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 7-8, 127-128.
– Per la compresenza di immagini di S. Antonio abate e di S. Antonio di Padova si veda V. Casini, Chi passa per questa via…itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi occidentali, Priuli e Verlucca, Aosta 2005, pag. 55

Note:
A causa di alcune infiltrazioni d’acqua, gli affreschi del presbiterio si stanno deteriorando

Fruibilità:
L’oratorio è aperto quando, su richiesta, vi vengono celebrate messe, e in tre occasioni: il 17 gennaio (S. Antonio abate), il 13 giugno (S. Antonio di Padova) e il 16 agosto (S. Rocco).

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 06/10/2006

ALAGNA VALSESIA (VC), fraz. Dosso. Cappella di Sant’Antonio abate

La frazione Dosso (altitudine m 1357) si trova a monte di Alagna ed è raggiungibile tramite una strada carrozzabile che ha inizio sulla sinistra della statale, verso il termine dell’abitato di Alagna, oppure in circa 45 minuti di cammino, su una mulattiera che parte dalla centrale piazza Grober e attraversa la frazione Bonda. Dosso è situata su di un ripiano erboso attraversato dal vecchio sentiero per il col d’Olen: la cappella si trova in una piazzetta in mezzo alle case ed ha di fronte una fontana (anno 1627) con una vasca in pietra.
https://goo.gl/maps/D8aHERYN1RAhDRjRA

 

La cappella è coperta con lose ed ha un piccolo campanile situato sul lato destro del tetto, ed un’abside con una piccola finestra circolare. Sui due lati, immediatamente sotto lo spiovente del tetto, sono dipinte due fasce decorative, di cui l’inferiore è a cancorrente. La cappella è chiusa da una porta lignea, con arco a sesto acuto, e da sbarre, anch’esse di legno.

La struttura interna è a botte. Sull’altare vi sono tre statue: al centro si trova la Madonna con il Bambino, che ha alla sua  destra S. Giovanni Battista, a sinistra S. Antonio abate. Il trittico può essere chiuso da due ante, su cui sono dipinti a sinistra S. Pietro e a destra forse S. Giorgio.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 91.

Fase cronologica: sopra la porta è dipinta la data 1610

Note: la cappella è stata restaurata recentemente

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 23/09/2006