ONCINO (CN). Portale affrescato a Co’ di Peiret, con immagine di s. Antonio abate

Oncino (altitudine m 1220) si raggiunge percorrendo per circa 5 km una strada secondaria che ha inizio sulla sinistra della strada provinciale della Valle Po nel tratto tra Paesana e Crissolo.
Casa Fantone, via Crissolo 35, la via che conduce da Oncino capoluogo alla strada per Crissolo.


Gli affreschi occupano le due nicchie poste ai lati del portale. Nella nicchia di destra l’affresco che rappresenta S. Antonio abate è molto deteriorato e si individuano con difficoltà le caratteristiche della figura, che indossa un saio chiaro ed un mantello scuro e regge con la mano sinistra il bastone con la campanella; sul lato esterno del portale è raffigurata Santa Caterina di Alessandria.

 

Note storiche:
L’imponenza del portale e la ricchezza delle decorazioni inducono a pensare che la casa appartenesse ad una famiglia abbiente; secondo una tradizione locale invece il luogo era sede di una comunità religiosa. Non vi è alcun documento che consenta di risalire all’autore del dipinto.

Fase cronologica:
Sul portale è indicata la data 1760.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 221.

Rilevatore: Gianni Aimar

PAESANA (Cn), borgata Gerbido. Affresco sul muro esterno di una casa privata, con s. Antonio abate

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; la borgata Gerbido (altitudine m 770) si trova a circa 2,5 km dal capoluogo e la si raggiunge varcando il Po in direzione della frazione Santa Margherita.
Casa Antonio Sabino.


Nella parte superiore è rappresentata la Madonna del Rosario con il Bambino, in basso a sinistra S. Pietro e S. Anselmo, ai piedi del quale si trovano alcuni eretici, a destra S. Antonio abate, che indossa un saio marrone e un mantello blu e tiene nella mano sinistra il libro della Regola dell’Ordine Antoniano, mentre con il braccio regge il bastone con

 

Note storiche:
Il dipinto è firmato dall’autore, Giors Boneto, in alto a destra. Giors Boneto era un pittore itinerante nato nel 1746 a Pratoguglielmo di Paesana, di cui è documentata l’attività tra il 1777 e il 1828; a lui vengono attribuite circa trecento opere presenti in varie località delle valli cuneesi. La rappresentazione degli eretici ai piedi di S. Anselmo si spiega con la presenza, nei secoli passati, di numerosi ugonotti in questa zona.

Fase cronologica:
Il dipinto risale a circa al 1790.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 107; per Giors Boneto si veda alle pagg. 16-24.

Note:
La Madonna del Rosario con il Bambino è un soggetto ricorrente nella pittura di Boneto.

Rilevatore: Gianni Aimar

ALAGNA VALSESIA, Riva Valdobbia (Vc), loc. Ca’ di Janzo. Cappella di S. Antonio abate

Il 1 gennaio 2019 il Comune di Riva Valdobbia è stato incorporato in quello di Alagna Valsesia.

Riva Valdobbia si trova nella Val Vogna che si apre sulla destra idrografica della Valsesia, sulla statale per Alagna, circa tre chilometri prima della città. Lasciata la statale, si percorre la carrozzabile fino al parcheggio sottostante la frazione Ca’ di Janzo (m 1354); di qui, percorrendo il sentiero che porta alle frazioni Oro e Selveglio (cartello indicatore), in pochi minuti si giunge alla cappella, situata nell’abitato della frazione.
https://goo.gl/maps/NSEafXjoHHingQLA6


La cappella, coperta con lose, è addossata alla sua sinistra ad un basso fabbricato che riprende l’inclinazione del tetto, ed è dotata di un’apertura ad arco, chiusa da una cancellata lignea; agli angoli sono dipinte finte pietre rettangolari L’interno, che ha un soffitto a vela, è privo di decorazione; la statua del Santo titolare, a causa del pericolo di furti, è stata trasferita nella chiesa parrocchiale di Riva Valdobbia.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
AA.VV, Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia. Riva Valdobbia- Ca’ di Ianzo (1354 m) Alta via dei Walser (a quota 1550 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo.

Fase cronologica:
Al di sopra dell’arco è scritta la data 1667.

Note:
L’opuscolo Sentieri dell’arte è disponibile presso il CAI sezione di Varallo, via Durio 14 –13019 Varallo (Vc), tel. 0163 51530, fax 0163 54384, e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2 novembre 2006 – aggiornam. 19 dicembre 2021

BUSSOLENO (To). Cappella di S. Antonio abate

Bussoleno è situato sulla statale 25 del Moncenisio, ad un’altitudine di circa m 430.
La cappella di S. Antonio Abate si trova sulla piazza del mercato, Via Walter Fontan 95.  Per raggiungere via Fontan dalla via centrale di Bussoleno, occorre superare il fiume Dora sul ponte ottocentesco e portarsi sul lato destro idrografico della Dora.  Per raggiungere via Fontan dalla via centrale di Bussoleno, occorre superare il fiume Dora sul ponte ottocentesco e portarsi sul lato destro idrografico della Dora.
https://goo.gl/maps/UcQQSybn6m9VsyZ26

 

La cappella, di modeste dimensioni, ha una copertura a beole che sporge sulla facciata, ed un campanile impostato sulla parte sinistra del tetto.
Ai lati della porta d’ingresso si aprono due finestre, e alle estremità della facciata sono addossate due lesene con capitelli dipinti di un colore bianco, che è ripreso nella cornice sottostante gli spioventi del tetto.
Sopra la porta è collocata in una nicchia una statua di S. Antonio abate; il santo, che indossa un saio ed un ampio mantello, regge nella mano sinistra il bastone con la campanella, mentre la mano destra ha un atteggiamento benedicente; ai suoi piedi si trova il maialino.

L’interno, ad una sola navata, ha una copertura a botte, su cui si aprono alcune finestre. Sull’altare è collocata una grande tela, che rappresenta in alto la Madonna con il Bambino circondata da angeli, in basso a sinistra S. Antonio abate, e a destra S. Antonio di Padova; sullo sfondo è dipinto un paesaggio montano. S. Antonio abate, che indossa un saio ed un mantello con il cappuccio, si appoggia con la mano sinistra al bastone con la campanella e legge un libro che tiene con la destra; il libro indica il sostegno derivante dalle Sacre Scritture nella lotta contro le tentazioni.

 

Note storiche:
La cappella è situata fuori della parte medievale del paese, all’estremità dell’attuale via Fontan, che la Via Francigena percorreva attraversando l’abitato di Bussoleno. Questa collocazione, insieme alle caratteristiche dell’edificio, fa pensare ad una fase successiva, probabilmente il secolo XVIII.

Fase cronologica:
Mancano indicazioni di data. Per l’edificio e per la tela la datazione più probabile sembra essere il secolo XVIII; la statua potrebbe risalire ad un periodo anteriore.

Note:
A ridosso della Porta di Francia, l’unica rimasta tra le porte della cerchia muraria medievale, è situato un edificio di impianto quattrocentesco, che ospitava la Locanda della Croce Bianca; più avanti, sempre lungo la via Fontan, si trova la casa Aschieri, risalente al XIV secolo. Questa zona ha subito poche modifiche dopo che la costruzione della strada napoleonica all’inizio del XIX secolo (l’odierna statale) ha spostato il traffico sul lato sinistro idrografico della Dora.

Fruibilità:
La cappella è aperta il 17 gennaio, in occasione della ricorrenza di S. Antonio Abate.

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=8382&Cappella_di_Sant%27Antonio__Bussoleno

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 18 gennaio 2007

SANT’ANTONINO DI SUSA (To). Cappella di Sant’Antonio abate

In bassa Val di Susa. S. Antonino è situato sulla statale 25 del Moncenisio, ad una altitudine di m 380.
La cappella si trova in  Piazza sant’Antonio, 6. La piccola piazza si apre su di un lato della strada principale che attraversa l’abitato (Via Torino).
https://goo.gl/maps/qnexwtp3wfqKLMAf8

La cappella presenta un facciata semplice con un frontone neoclassico; il portale ligneo, con architrave e piedritti in pietra, è affiancato da due finestre, al di sopra delle quali, all’interno di nicchie, sono collocate due statue: a sinistra S. Antonio abate e a destra san Desiderio.
Sant’Antonio indossa un saio chiaro ed un mantello con cappuccio, e regge con la mano sinistra contro il petto un libro, che sta ad indicare il sostegno derivante dalle Sacre Scritture nella lotta contro le tentazioni; ai suoi piedi si trova il maialino. Alle estremità della facciata sono addossate due lesene con capitelli dipinte di bianco, colore che è ripreso nel frontone con cornici aggettanti, di sotto al quale si apre un rosone ovoidale. Sul lato sinistro del tetto è impostato un piccolo campanile.

 

Note storiche:
Il primo nucleo abitativo conosciuto nella storia di Sant’Antonino risale allo sviluppo medievale degli spazi destra della Dora, tra Avigliana e Bussoleno passando per Sant’Ambrogio, Sant’Antonino e San Giorio. Questo sviluppo contribuì alla formazione del borgo Sant’Agata, la cui nascita viene collocata nell’Alto Medioevo (476 d.C. – 1000 d.C.).
Questo luogo  era l’antica sede della prevostura di San Desiderio.
Nel 1043 il marchese Enrico e la sua consorte, signori di San Giusto di Susa, donarono ai canonici di Sant’Agostino la chiesa che attualmente si trova al centro del paese (la Parrocchiale di Sant’Antonino). Per molti secoli, il paese di Sant’Antonino è stato soggetto alle due maggiori fondazioni monastiche della Valle di Susa, vale a dire, San Giusto di Susa e San Michele della Chiusa. Le due parti possedevano rispettivamente un terzo del territorio, formato dall’antica chiesa minore di San Desiderio (già Sant’Agata), e gli altri due terzi posseduti da San Michele della Chiusa, formati dalla chiesa parrocchiale. Per diversi secoli le due fondazioni si scontrarono per ottenere il controllo del paese, con numerosi interventi pacificatori da parte dei vescovi di Torino, di Moriana e del papa. Nel 1297 si arrivò ad una definitiva risoluzione della situazione, con l’assegnazione definitiva della prevostura a San Michele della Chiusa.
L’antica prevostura governava un terzo del territorio ma ebbe vita breve, già a metà del ‘600 infatti risulta inesistente e gli edifici  e la chiesa di San Desiderio erano gravemente compromessi a causa dell’incuria dei monaci dell’abbazia di S. Giusto di Susa da cui dipendeva.
A seguito della maggiore libertà ottenuta dai cittadini grazie ai due atti di affrancamento dai diritti feudali del 1599 e del 1798, la popolazione decise di far costruire la cappella di Sant’Antonio nel borgo Sant’Agata. Questa volontà nasceva anche dal fatto di volere un luogo spirituale vicino a casa, senza dover essere obbligati ad attraversare il paese.
Nel 1826 la comunità si radunò nella sala consiliare per deliberare la costruzione di un nuovo edificio. Ad essa contribuì anche la popolazione, il terreno fu donato dal notaio Antonio Amprimo. Nell’estate del 1832 la chiesa fu aperta al culto. Il ricordo della Prevostura minore di S. Desiderio è testimoniato solo più da una statua posta nella nicchia di destra della facciata.

 

Fruibilità:
La cappella è aperta la domenica precedente o seguente il 17 gennaio (ricorrenza di S. Antonio abate), quando vi è celebrata la messa e sono benedetti gli animali e i veicoli.

Link:
https://www.comune.santantoninodisusa.to.it/it-it/vivere-il-comune/storia

https://www.comune.santantoninodisusa.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/cappella-di-sant-antonio-sec-xviii-6451-1-e5b3dfb1a1b879fb64b29d6549a17c34

Note:
Testo in parte tratto dal sito del Comune.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 19 gennaio 2007 – aggiornamento a cura di AC, 19 dicembre 2021