PAESANA (Cn), fraz. Santa Margherita. Affreschi del pilone di Lauria, con s. Antonio abate

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; la borgata Santa Margherita (altitudine m 600) si trova a circa un km da Paesana, sulla sponda opposta del Po.
Zona: antica strada di Sanfront angolo via Maccari, al bivio per Pratoguglielmo.


Il pilone votivo è affrescato all’interno con una Madonna con Bambino; alla sua destra è rappresentato S. Antonio abate, che indossa un saio marrone e un mantello blu, regge con la mano sinistra il bastone con la campanella e nella destra tiene il libro con la Regola dell’Ordine Antoniano; sulla parete destra della nicchia si trova S. Pietro, sulla parete sinistra S. Chiaffredo; sulla facciata a sinistra Santa Caterina.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono opera di un pittore itinerante, Giovanni Borgna (Martiniana 1854-1902), autore di oltre trecento affreschi in chiese e cappelle nelle province di Cuneo, Imperia, Savona, Torino ed Asti.

Fase cronologica:
Gli affreschi del pilone risalgono al 1894.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I Libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 98; per Giovanni Borgna ibidem pagg. 31-34.

Note:
Il pilone è stato restaurato nel 2003.

Rilevatore: Gianni Aimar

PAESANA (Cn), fraz. Calcinere. Pilone votivo con affresco di S. Antonio abate

Paesana (altitudine m 600) è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; Calcinere si trova a circa 3 km a Ovest del capoluogo, sulla provinciale della Valle Po in direzione di Crissolo.
Zona: borgata Piana; il pilone si trova su di un sentiero.

 

Descrizione:
Nella nicchia sono raffigurati sullo sfondo la Croce, in primo piano la Madonna di Cantogno (come è definita dall’iscrizione) con il Cristo morto tra le braccia; ai lati sono rappresentati a destra S. Antonio abate inginocchiato, a sinistra S. Chiaffredo. A sinistra della Madonna vi è la scritta “POSUIT ME DESOLATAM”. Sulle pareti esterne si trovano a sinistra S. Giovanni Battista, a destra S. Matteo, sul retro la Croce.

Note storiche:
Il pilone è stato realizzato dai fratelli Ghigonetto GB. e M. del fu Chiaffredo, come è scritto sulla parte alta della facciata. L’autore, come risulta dalla firma apposta sugli affreschi, è il pittore Azeglio di Barge, che ha affrescato altri piloni in alta Valle Po.

Fase cronologica:
La data indicata è il 1926.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 139.

Note:
Questa è una delle rare immagini di S. Antonio rappresentato in posizione inginocchiata anziché in piedi.

Rilevatore: Gianni Aimar

Provincia: CN

PAESANA (Cn), fraz. Croesio. Affresco sul muro esterno di una casa privata con s. Antonio abate

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; Croesio (altitudine m 633) si trova a circa 3 km dal capoluogo e la si raggiunge percorrendo una strada secondaria che ha inizio sulla destra della strada che conduce a a Sanfront.
Zona: località Ciafrè Alliou in borgata Allio.


L’affresco rappresenta la Madonna della Misericordia in piedi in posizione centrale, ai suoi lati si trovano a destra S. Antonio abate e a sinistra un albero, raffigurati in proporzioni ridotte rispetto alla Madonna; gli angoli superiori del dipinto sono occupati da nuvole.
S. Antonio indossa un saio marrone e un mantello blu, e con la mano destra regge il bastone con la campanella. Le figure sono perfettamente frontali.

 

Note storiche:
L’affresco è attribuito a Giacomo Mattio (1804- 1880), un pittore itinerante nato a Paesana, che ha eseguito numerosi affreschi su piloni e muri di case private in Valle Po.

Fase cronologica:
Sul muro accanto al dipinto sono ancora leggibili due scritte: in alto “La SS. V. M. della Misericordia 1877, e a destra “Bara Domenico F.F .Q.O. [fece fare questa opera] 1877 alli 2 di ottobre”.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 114; per Giacomo Mattio ibidem pagg. 25-27.

Note:
Uno dei motivi dell’attribuzione a Giacomo Mattio è la sproporzione nella dimensione dei soggetti (in questo caso l’albero e S. Antonio abate, rappresentati di uguale altezza); questo elemento si trova in altre opere del pittore.

Rilevatore: Gianni Aimar