SAN DANIELE DEL FRIULI (Ud). Chiesa di Sant’Antonio abate, affreschi

Via Garibaldi – San Daniele del Friuli (centro città)

Anche se sconsacrata, la chiesa di Sant’Antonio è cosiderata patrimonio nazionale e soprannominata la “Sistina del Friuli”. Al suo interno custodisce infatti il meraviglioso ciclo di affreschi rinascimentali realizzato da Pellegrino da San Daniele, il più famoso pittore friulano dell’epoca.
La prima notizia scritta su Sant’Antonio Abate (o chiesa “del Pellegrino”) risale al 1308, anno in cui venne riconsacrata.
Il terremoto del 1348 la danneggiò seriamente per cui fu ristrutturata ed ampliata con l’aggiunta del coro e della sacrestia. A questi interventi, conclusi nel 1441, seguirono la nuova facciata in pietra d’Istria (1470), arieggiante il tardogotico veneziano, con portale a sesto acuto e rosone traforato e le vetrate a mosaico, le prime del genere in Friuli. Per approfondire  vedi scheda: https://www.santantonioabate.afom.it/san-daniele-del-friuli-ud-chiesa-di-santantonio-abate-scultura-in-lunetta

PELLEGRINO DA SAN DANIELE
Il suo vero nome era Martino e i suoi dati biografici lo indicano nato a Udine nel 1467.
Proviene da una famiglia di artisti: il padre Battista da Zagabria è pittore e intagliatore.
Nel capoluogo friulano frequenta la scuola di Antonio da Firenze e nel 1488 passa a lavorare con Domenico da Tolmezzo. Presso questo pittore si ferma per un periodo non molto lungo dato che, già tre anni dopo, dipinge gli affreschi ormai perduti a Villanova di San Daniele.
E, a quest’ epoca, Martino è già divenuto “Pellegrino”: il soprannome, variamente interpretato, è da mettere verosimilmente in relazione con la sua origine allogena che porta i friulani a considerarlo uno straniero. Ma perché “da San Daniele” se con ogni probabilità nasce a Udine, muore a Udine ed è sepolto nel Duomo della medesima città? La risposta si trova con facilità nel saggio più alto, e oggi anche il più integro, della sua maturità artistica che si può ammirare nella chiesa di Sant’Antonio Abate a San Daniele del Friuli.

All’interno della chiesa si ammira il più bel ciclo di affreschi rinascimentali della regione, opere di Martino da Udine detto “Pellegrino da San Daniele” (1467 – 1547). Il pittore vi lavorò in varie fasi, dal 1497 al 1522, evidenziando la graduale evoluzione formativa, dalla giovanile maniera “tolmezzina” alle più mature esperienze veneziane, ferraresi ed umbre.
Al 1497-98 appartengono il Cristo, gli Evangelisti ed i Profeti nel soffitto, così come le figure sullo sguancio della finestra del coro, ove si legge la firma dell’autore.
Agli anni 1513-1520 sono invece da attribuire la Crocifissione e tutto l’arco del coro con le finte colonne che lo precedono e le rispettive statue e l’Annunciazione.
Al 1520-1522 risalgono le pitture del coro: la Lavanda dei piedi, la Discesa al Limbo, scene del Vecchio Testamento ed episodi della vita di Cristo (nello zoccolo).
Contemporanei alle pitture, i due altari finti laterali nella navata, la predicazione di S. Antonio (fianco sinistro).
Si noti, in particolare, la Benedizione di sant’Antonio alla Confraternita (qui possiamo notare le tracce incise, con i bordi arrotondati, lasciate dall’uso del cartone utilizzato per tracciare il disegno).

Nelle lunette a sinistra della parete di fondo del presbiterio sono due scene della vita di sant’Antonio abate: le Tentazioni e il Seppellimento di san Paolo eremita.

Tali brani probabilmente sono stati affidati da Pellegrino a collaboratori di bottega. La complessa questione sul numero e l’identità di questi ultimi non ancora stata risolta. Appare certamente plausibile l’ipotesi che Pellegrino si sia avvalso dell’aiuto di almeno due pittori legati alla sua bottega, assegnandogli le parti accessorie e di minore pregio del ciclo.

Ai primissimi anni del XV sec. appartengono invece le scene del Natale, dell’Adorazione dei Magi e della Fuga in Egitto. La coeva scena di Cristo fra i dottori del Tempio è stata staccata e collocata nel Museo del Territorio.

Su una vetrata della chiesa, il Santo appare anche nell’iconografia tradizionale, che lo vede associato ad un maialino.

Fase cronologica: 1497-1522

Bibliografia:
Anchise TEMPESTINI. Gli affreschi del Pellegrino in Sant’Antonio Abate. in “Studi su San Daniele del Friuli”, collana Antichità Altoadriatiche XIV, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1978, pp. 101-126).

Vedi anche, per una descrizione più completa: https://guidartefvg.it/elenco/chiesa-di-santantonio-abate-san-daniele-del-friuli/

Fruibilità: Ingresso gratuito, sempre aperta in concomitanza con l’apertura del Palazzo del Municipio, di fronte (normalmente h. 9-19).

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 23 feb 2020

 

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