FANO (Pu). Cattedrale, Cappella Nolfi, affresco di Sant’Antonio abate

 

Immagine di Sant’Antonio abate all’interno della cappella Nolfi, la terza entrando nella Cattedrale, sulla destra.
L’immagine si trova alla sinistra della pala dell’altare.


La cappella
è ricca di dipinti e affreschi, ed è decorata e rivestita di preziosi marmi.
Nell’ottobre 1604, accogliendo la loro richiesta, la cosiddetta “Cappella grande” venne concessa in patronato a Guido e Cesare Nolfi, patrizi fanesi, che si impegnarono a trasformarla.
Con l’obbligo d’erigere l’altare entro il 1606, essi la commissionarono a Matteo Castelli che vi pose in alto le statue della Fede e della Speranza, la tela “il Paradiso e l’Assunta” che fu dipinta dall’anconetano Andrea Lilli.
Morto nel 1612 Cesare (che era un ecclesiastico), fu Guido a portare a termine i lavori della cappella, che però, non vide mai, perché non si mosse da Roma dove, insigne giurista, rivestì incarichi nella curia capitolina, servendo sette pontefici.

Fase cronologica:

– 1604 inizio della costruzione della cappella
– 1606 viene terminato l’altare
– 1612 Cesare Nolfi fa scolpire da Francesco Caporale i busti del fratello
– 1614 viene realizzata la decorazione dall’architetto Girolamo Rainaldi
– 1617 /1618 inizia e termina la realizzazione degli affreschi realizzati da Domenico Zampieri
– 1627 muore Guido Nolfi
– nel corso degli anni la cappella subì molteplici restauri per i danni fatti dall’umidità
– 1641 crollo della volta a causa delle vibrazioni date dal terremoto
– 1672 un altro terremoto fece crollare la torre campanaria che si coricò su gran parte della chiesa danneggiandola in modo gravissimo.

 

Fruibilità:
La Chiesa è normalmente aperta.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2008

FANO (Pu). Chiesa di Sant’Antonio Abate

Posta come fondale ad un “trebbio” (trivio), dove convergono sulla piazza Costanzi le vie Bovio e Cavour.

 

Note storiche:
Eretta nel 1400 vi fu sepolto l’architetto Matteo Nuti; crollata, venne interamente ricostruita nel 1749 su disegno dell’architetto Gianfrancesco Buonamici.
Al suo interno sono conservate le pregevoli tele di Carlo Magini (un Sant’Antonio Abate) e di Sebastiano Ceccarini (la Sacra Famiglia e Vergine con i santi Liberata, Gaetano da Tiene e Antonio di Padova).
Gli ovali con le immagini dei santi che ornano le paraste sono opera del pittore veneto Francesco Pittoni.
La facciata venne completamente rinnovata nel 1922, come testimonia una targa lapidea.

All’esterno è  visibile una formella in terra cotta che riporta l’intitolazione.

 

 

 

Note:
Attualmente di culto ortodosso
: il vescovo della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola Armando Trasarti ha concesso nel 2011 ai cristiani ortodossi l’uso della chiesa che si è costituita in parrocchia intitolata ai SS. Antonio, Teodoro e Tatiana.

Fruibilità:
Normalmente non visitabile.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2008