AVIGLIANA (To). Pilone ed la ca’ Nova, intitolazione presunta a Sant’Antonio abate

Corso Laghi di fronte a via Giaveno.

 

Pilone a base quadrata in muratura intonacata con basamento con tre sfondati.
Verso la strada, nicchia con altarino in pietra a due gradini con affreschi non identificabili sulle pareti.
La grata è in ferro verniciato.
Sulle facciate nord e sud sfondati.
Copertura a quattro falde in lose e costolatura in cotto, sormontata da croce.

Note storiche:
Risale probabilmente all’inizio del secolo XX. Buona la struttura. Parzialmente deteriorata l’intonacatura. Sfioriti gli affreschi, non più rilevabili.

Sul fondo della nicchia si intravvede una figura dipinta di abate.
Statua di Madonna con Bambino.

Ne è proprietaria la famiglia Allais Michele, che risiede nella cascina adiacente.

 

Bibliografia:
 – AA.VV. I piloni di Avigliana. Riscopriamo i segni della religiosità popolare, Comune di Avigliana e Associazione Amici di Avigliana, Avigliana 2002, pp. 32.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 12/11/2011

 

AVIGLIANA (To), Pilone di via Don Marco Cravotto, con quadretti di sant’Antonio abate

Sorge in aperta campagna sotto una vecchia quercia, dopo le ultime case di Drubiaglio verso Cascina del Conte.


Pilone a base quadrata con zoccolatura in pietra a spacco naturale e muratura intonacata a resina granulare.
Nella facciata rivolta verso la strada, nicchia ad arco chiusa con serramento in lamiera e grata in rete metallica sormontato da croce.
Copertura a quattro falde, con croce in ferro sovrastante.
Costruito intorno al 1888, si presenta in buone condizioni.

Proprietà degli eredi di Perotto Roberto.

 

Note storiche:
Nella nicchia, oltre ad una statua di Madonna con Bambino, vi sono due quadretti di sant’Antonio abate, un santo molto amato dai coltivatori della terra e considerato protettore degli animali.

Fu fatto erigere dalla vedova di Antonio Perotto, deceduto nel 1887 in quel luogo cadendo da un albero di pere. La vedova volle piamente ricordare il marito e ringraziare Dio per la nascita del figlio Antonio, avvenuta cinque giorni dopo il tragico evento.

 

Bibliografia:
 – AA.VV., I piloni di Avigliana. Riscopriamo i segni della religiosità popolare, Comune di Avigliana e Associazione Amici di Avigliana, Avigliana 2002, pp. 32.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 12/11/2011

 

MOSCIANO SANT’ANGELO (Te), fraz. Montone. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza De Bartolomeis, Montone, frazione di Mosciano Sant’Angelo.
https://goo.gl/maps/2HykpUjDBNFEZNp78

 

Del comune di Mosciano fa parte la frazione di Montone, borgo medioevale suggestivo, dove dal 1994 annualmente si tiene il festival culturale “Montone tra il sole e la luna”.
Nella dizione locale è muscianë; il toponimo, attestato fin dall’anno 897, è un derivato dall’antroponimo latino Mus(s)ius, con il suffisso prediale -ānus.

La Chiesa di  Sant’Antonio abate di Montone, XV secolo, ha tratto la sua importanza soprattutto per la presenza in essa del famoso sarcofago di Bucciarello da Montone.
Come unica chiesa del paese all’inizio della “curtis”, probabilmente era annessa ad un monastero retto da monaci benedettini o antoniani e, poi, celestini. Nel 1656, per disposizione papale fu necessario sopprimere le piccole “Grance”: i monaci si raccolsero in quelle principali, la “Grancia” di Montone cessò di essere una dipendenza di S. Onofrio di Campli e fu aggregata a quella di S. Maria dello Splendore di Giulianova che divenne Priorato. Quando i Celestini di Giulianova cominciarono a trascurare i loro doveri i due edifici finirono nelle mani di privati. Agli inizi del 1800 Biagio de Bartolomeis già proprietario dell’attigua abitazione ottenne dal Priore dei Celestini l’uso della Chiesa e decise di restaurarla in stile barocco, trasformandola in una specie di cappella gentilizia.
Il sarcofago di Bucciarello è un’opera di artistica fattura del 1390 costruita in pietra scolpita in stile gotico. Un tempo era situata presso la chiesa di S. Jacopo fuori le Mura, ma quando la chiesa fu adibita a cimitero, il capolavoro venne trasferito nella chiesa di S. Antonio, dov’è tuttora conservato.

Link:
https://www.comune.mosciano.te.it/index.php?id=233&itemid=1

Bibliografia:
 – Gaetano Zenobi, Mosciano ieri e oggi, CETI, Teramo 1965;
– Duilio Shu, Il toponimo Mosciano Sant’Angelo, in Mosciano Sant’Angelo, Immagini e ricordi di Tonino Di Matteo, Ed. Eco, S.Gabriele 1991, pp. 11–22;
– Duilio Shu, Storia e significato dei nomi locali del comune di Mosciano Sant’Angelo, con presentazione di Carla Marcato, Comune e Banca di Credito cooperativo Val Tordino di Mosciano Sant’Angelo, Tip. 2000, Mosciano Sant’Angelo 1995;
– Tonino Di Matteo, Mosciano Sant’Angelo Patrimonio artistico, Tip. 2000, Mosciano Sant’Angelo 2009.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 31/10/2011