COAZZE (To), fraz. Forno, loc. Sellery. Pilone della Beata Vergine del Carmine con raffigurazione di sant’Antonio abate.

Pilone della Beata Vergine del Carmine – pista a traffico limitato del Sellery.
Dai laghi di Avigliana ci si dirige verso Giaveno, poi si seguono le indicazioni per Coazze; dopo circa quattro chilometri si imbocca a sinistra la strada in direzione Forno – Pian Neiretto, la si segue per circa 9 chilometri fino ad un tornante, da cui si stacca la pista agro-silvo-pastorale del Sellery (segnalata da una bacheca illustrativa dell’ambiente), dove si parcheggia, ad una quota di circa m 1150. Carte dell’Istituto Geografico Centrale n. 1 Torino Pinerolo e Bassa Val di Susa, e n. 17 Valli di Susa Chisone e Germanasca.
Il pilone si trova sul bordo della pista, ad una quota di m 1200, poco oltre le baite delle Prese Dragone, tutte diroccate tranne una, a circa un quarto d’ora di cammino dal parcheggio.

 

Il pilone, di dimensioni limitate, sui lati esterni e sul retro è decorato con una grande croce. Nel vano interno sono affrescati al centro la Beata Vergine del Carmine, sulla parete destra S. Giuseppe, e sulla parete sinistra S. Antonio Abate.
Il santo è raffigurato in atto benedicente, sulla soglia di una caverna ed in un paesaggio montano, ed è caratterizzato da due dei simboli che gli sono attribuiti, il bastone e la campanella. Diversamente dalle immagini tradizionali, non è accompagnato solamente dal maialino, ma anche da altri numerosi animali, a ben rappresentare il suo ruolo di loro protettore.
Raffigurazioni di questo tipo sono frequenti nei santini e nelle stampe risalenti in genere al secolo scorso o all’Ottocento, diffuse soprattutto nelle zone agricole e montane.

 

Note storiche:
Il pilone è in buone condizioni grazie a due restauri che si sono susseguiti a distanza di anni.
Il primo è datato al 1955 ed è ricordato da un’iscrizione posta sulla parete esterna (“Rinnovato 1955 Tuoi Fedeli”); il secondo, risalente al 2001, è segnalato da una targa ed è stato eseguito per volontà delle famiglie proprietarie delle prese Dragone, che hanno il patronato del pilone, ed a cura dell’Ecomuseo Regionale Alta Valsangone  e del comune di Coazze.

Non esistono indicazioni che permettano di risalire alla data di costruzione.

 

Bibliografia:
per uno studio sulla figura del santo si veda L. FENELLI, Dall’eremo alla stalla. Storia di Sant’Antonio Abate e del suo culto, Laterza Bari 2011;
per una immagine di Sant’Antonio risalente al XX secolo, analoga a quella del pilone, ibidem fig. 2.
Per informazioni sull’itinerario e notizie di carattere storico e ambientale: C. ROLANDO, Escursioni in Val Sangone. Sui sentieri partigiani alla scoperta di Verdelandia, Susalibri, Sant’Ambrogio di Torino 2007, pagg. 51-62.

Note:
Sulla pista del Sellery, a quota 1400, si entra nel parco regionale Orsiera Rocciavrè; poco dopo una deviazione conduce in breve alla ex palazzina di caccia Sertorio, teatro di scontri tra partigiani e nazi-fascisti nel 1944-45, ora sede di un rifugio escursionistico e di un osservatorio ambientale.
Proseguendo per la pista, si incontrano gli alpeggi Sellery a valle (m 1545) e Sellery a monte (m 1750), raggiungibile anche mediante sentieri segnalati, che permettono di abbreviare il tragitto.
Superato questo alpeggio, un sentiero conduce al colle della Roussa. Tra i due alpeggi, su di un rilievo, sono visibili i resti dei muri perimetrali del fortino San Maurizio, eretto per volontà di Carlo Emanuele I di Savoia e distrutto dai Francesi nel 1630.
Lungo il percorso sono collocati alcuni cartelli che illustrano le caratteristiche della fauna locale.

Fruibilità:
Il pilone è facilmente visibile per chi percorre l’itinerario del Sellery, che culmina con il colle la Roussa (m 2017), tra la val Sangone e la val Chisone.

Rilevatore: M. Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 25 marzo 2012