Piergiuseppe DE MATTEIS, Sant’Antonio Abate nell’arte e nella tradizione popolare(libro)

 

Piergiuseppe De Matteis ha progettato per l’Editore Il Parametro, un libro intitolato Sant’Antonio Abate, nell’arte e nella tradizione popolare.
Siccome ha intenzione d’illustrarlo, anche, con riproduzioni di opere (dipinti, sculture, opere grafiche) che raffigurano il Santo monaco anacoreta, eseguite da artisti noti e ignoti, selezionati in modo che a lavori ultimati il tasso artistico dell’insieme editato risulti il più alto possibile.
Le opere ordinate e “schedate” qui di seguito sono una anticipazione. Con la promessa che non sarà privilegiata eccessivamente l’iconologia più popolaresca e straconosciuta costituita dalla statuaria devozionale stereotipa, dai santini cartacei e dall’oggettistica iconizzata con l’effigie del Santo maialato.
L’iconologia più nota e illustre, costituita da opere eseguite da artisti già museificati e monografati, sarà censita in una appendice, riproducendo le opere nelle quali risultano raffigurate le tentazioni demoniache firmate da: Giacomo Jaquerio (1375?-1453), Martin Schongauer (1448-1491), Hieronymus Bosch (1450-1516), Matthias Grunewald (1475-1528), Jan Brueghel il Vecchio (1525-1569), David Tenier il giovane (1610-1690), Paul Cézanne (1839-1906), Odilon Redon (1840-1916), Max Ernst (1891-1976), Salvador Dalì (1904-1989). La Storia di Sant’Antonio che Michelangelo Buonarroti (1475-1564) avrebbe copiato dallo Schongauer, noto in Italia anche come Bel Martino o Martino D’Anversa: dando credito a ciò che ha scritto il Vasari, completerà il libro con i sette episodi della Vita del Santo affrescati nel 1426 da Giacomo Jaquerio nell’Abbazia di Sant’Antonio in Ranverso (Torino).

Autore: Enzo Ross-Roiss

Info: Il Parametro Editore, http://www.ilparametro.it

NOVOLI (Le). Sant’Antonio Abate(pubblicazione 2005)

Il primo a giungere ieri nelle edicole è stato “Lu Furgularu” (il pirotecnico), il più giovane giornale della festa: ha solo due anni, e forse per questo è più veloce ed anche più promettente. Il numero unico prende il nome dall’artigiano che realizza e accende i fuochi d’artificio, ed è una rivista di cultura, satira e, come si dice “varia umanità”. Fondata da Antonio Toscano e diretta da Piergiuseppe De Matteis, fortemente voluta da un gruppo di amici “malati di novolesità” e da appassionati di tradizioni popolari.
L’edizione di quest’anno (2005) giunge a 52 pagine, il triplo della scorsa edizione, quasi tutte a colori, con molte fotografie. Altri tre giornali hanno fatto bella mostra di sé nelle edicole. Le attempate “Fasciddre te la fòcara“, giunte al loro 43° anno, dirette da Vito Pellegrino con la collaborazione di Oronzino Mele e con i disegni di Danilo De Nicola Lezzi.
Poi “La Cernia”, che ricorda il piatto tipico di oggi sulla mensa dei novolesi. Anche qui siamo con successo al 4° anno.
La redazione è composta da Luciano Salamac, Francesco Romano, Dario Quarta, mentre le vignette sono di Emanuela Rizzo.
Infine “Sant’Antoni e l’Artieri“, il foglio che il fondatore Alfonso Sebaste, in collaborazione con Maria Rosaria De Tommasi, ha portato avanti sino a questo 29° anno; i disegni sono di Gabriella Sebaste.
La novità culturale di quest’anno è rappresentata dall’edizione, in 150 esemplari numerati, di due pregevoli stampe di Sant’Antonio abate, una tedesca e l’altra francese.
L’iniziativa sperimentale è a cura del “Parametro Editore” di Mario Rossi in collaborazione con la Tipografia “L’Italica”.
Altra particolarità di questa festa 2005 è l’opuscolo “informativo-culturale” dal titolo “La Focara” con testi di don Giuseppe Spedicato. Stampato in 12mila copie è stato diffuso nel Salento a cura del Comitato.
Non c’è che dire, c’è da passare il tempo anche a casa a leggere e sorridere, se si superano i personalismi e ci si fa prendere solo dal gusto sano della satira (quando è riuscita).

Autore: Dino Levante

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 gennaio 2005
Il Parametro Editore, http://www.ilparametro.it

Paul ARENE. La vera tentazione del grande Sant’Antonio(libro)

Un sant’Antonio abate, redivivo inopinatamente sul finire del 1800, col suo inseparabile maiale nomato Barabba, narra una sua “tentazione” ad alcuni bambini che si sono recati a trovarlo nel giorno di Natale.
Narra favoleggiando un ricco pranzo il cui menu prevedeva in abbondanza spiedini di carne ricavata dal suo compagno artiodattilo dopo aver espresso il proprio compiacimento per la bibliografia agiografica già acquisita, particolarmente quella firmata M. Gustave Flaubert e confessato la propria soddisfazione per l’iconografia che lo rappresenta, già realizzata e divulgata da artisti virtuosi nel raffigurarlo nomati Tèniers, Brughel, Callot.
L’autore della “narrazione” antoniana, Paul Arène, è uno scrittore francese nato nel 1843 e morto nel 1896, meritevole di lettori ed attenzioni esegetiche per altri testi ben più corposi ed intriganti.
La pubblicazione in oggetto, prima edizione italiana, è stata tradotta da Francesca Quarta.

Fonte: Il Parametro Editore, 2002, http://www.ilparametro.it