CUNEO. Edificio in Via Savigliano ang. Via Chiusa Pesio, affresco con sant’Antonio abate e la Sindone

 

Su una casa privata, di civile abitazione, tra il secondo ed il terzo piano, un affresco in cui è rappresentato Sant’Antonio Abate.
Copia ottocentesca dell’affresco in via Cacciatori delle Alpi, poco distante. Vedi https://www.santantonioabate.afom.it/cuneo-via-savigliano-ang-via-cacciatori-delle-alpi-affresco-con-santantonio-abate-che-adora-la-sindone/


Probabilmente un ex-voto che costituisce un segno tangibile della presenza della malattia difficilmente curabile. Nel Medioevo, i frati Antoniani di Ranverso allevavano dei maiali da cui si traeva una pomata lenitiva.
Al tempo era l’unica cura possibile contro l’herpes zoser.

 

Per approfondire:
https://www.santantonioabate.afom.it/fulvio-romano-sant-antonio-abate-e-la-sindone/

Fruibilità:
Sulla pubblica via.

Rilevatore: Della Mora Feliciano

Data ultima verifica sul campo: 09/08/2012

 

CUNEO. Via Savigliano ang. Via Cacciatori delle Alpi, affresco con sant’Antonio abate che adora la Sindone

Su una casa privata, tra il primo ed il secondo piano, un affresco in cui è rappresentato Sant’Antonio Abate che adora la Sindone. Si affaccia sulla piazzetta di Santa Chiara.
Anche grazie alle sue dimensioni (due metri di altezza per uno di base) era ed è ancora ben visibile per chi transiti nel quartiere, un tempo dedicato a Sant’Antonio abate, nel cuore del centro storico della città.
Vi campeggia un Sant’Antonio Abate adorante con gli occhi rivolti verso il cielo azzurro dove, sopra una nuvola nebbiosa, due angioletti ostendono la Sindone tenendone tesi i due capi, mentre l’eremitica capanna, con il tetto di paglia e due uccellini sul tetto, chiude il campo visivo con a lato alcune verzure ed il maialino del santo che fa capolino dall’angolo, in basso a sinistra.

Note storiche:
Realizzato nel XVII secolo, colpisce la perizia pittorica dell’ignoto autore, che non dimostra incertezze nella tecnica figurativa ma tratteggia anche con grande efficacia e realismo la figura del Santo: la barba ed i capelli bianchi fluenti, lo sguardo rapito dall’umana divinità del Sacro Lenzuolo, il drappeggio ancora rinascimentale della tonaca e del mantello.
Un affresco di buona qualità pittorica, sia per la diretta espressività che per i volumi ed il cromatismo, opera forse di valente frescante di passaggio per la città subalpina. Un lavoro di pregio, che potrebbe risalire alla fine del Cinquecento o ai primi del Seicento.
Sono presenti gli attributi del Santo: il bastone da pellegrino a forma di TAU, il campanello che scaccia i demoni e il maiale.


Per un’analisi più approfondita:
https://www.santantonioabate.afom.it/fulvio-romano-sant-antonio-abate-e-la-sindone/

Rilevatore: Della Mora Feliciano

 

Fulvio ROMANO, “Sant’Antonio abate e la Sindone”

Tracce pittoriche di un sistema simbolico folklorico, in AA.VV., Il corpo del crocifisso. Sindone e religiosità popolare, 2010.

La presenza della Sindone nell’iconografia e nella devozione popolare di Cuneo città è limitata a quattro esempi. Tanti, almeno, quelli fin qui registrati (Terzuolo, 1998, p. 181): una copia del Sacro Lenzuolo datata 1653 e conservata nella parrocchia di Santa Maria, una tela nella sacrestia di San Sebastiano; un affresco (fig.) su di un antico edificio, da poco ristrutturato, in via Savigliano e – infine – un secondo affresco (fig.), ingenua copia ottocentesca del precedente, in via Chiusa Pesio, poco distante dall’originale.

Leggi l’analisi approfondita nell’Allegato: fulvio romano.pdf