BARDONECCHIA (To), fraz. Melezet. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

La frazione Melezet (altitudine m 1367) dista da Bardonecchia quasi 4 chilometri ed è situata sulla strada che porta al colle della Scala.
La parrocchia si trova sulla via che attraversa il centro dell’abitato.
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Al portale d’ingresso si accede attraverso un portico a tre arcate preceduto da due scale in pietra.
Un’apertura tra le due scale esterne dà accesso a un locale interrato, usato per le sepolture invernali, quando la neve e il terreno gelato non consentivano i normali interramenti.
Al di sopra del portico si apre una finestra, sovrastata da una nicchia vuota, che in origine ospitava la statua lignea della Madonna con il Bambino, ora al Museo di Arte Religiosa Alpina di Melezet.
Il campanile, che ricorda lo stile romanico delfinale, nei due livelli superiori presenta finestre a bifora e culmina con una cuspide ottagonale in pietra e con quattro pinnacoli.
L’interno è costituito da tre navate, un presbiterio e un’abside rettangolare.
Sulla trave sottesa all’arco trionfale è collocato un crocifisso, mentre i lati dell’arco e i pilastri sono decorati da ghirlande lignee di fiori e frutta, opera di intagliatori di Melezet.

Il retable dell’altar maggiore ha una struttura complessa: sul coronamento sono rappresentati l’Eterno e numerosi angioletti, le colonne sono ornate da tralci di vite e hanno ai lati elaborate volute (gli aillerons).
La tela del retable rappresenta in alto la Madonna con il Bambino e angeli, in basso a sinistra S. Antonio Abate, riconoscibile grazie alla presenza del fuoco e del maiale, e a destra l’Angelo custode protettore del paese, che con la mano destra indica la chiesa parrocchiale di Melezet, rappresentata piccolissima sullo sfondo.

Sul paliotto dell’altare, entro un ovale fiancheggiato da tralci fioriti, è raffigurato S. Antonio in ginocchio di fronte a una croce; il Santo tiene in mano un libro e un rosario e ha ai lati la campanella e il maiale.

La tela nel retable dell’altare di S. Antonio Abate, nella navata destra, rappresenta il Santo in ginocchio davanti a una roccia su cui è posato un libro; in basso è visibile il fuoco, uno dei simboli del Santo.
La tela sull’altare della navata sinistra raffigura la Madonna con il Bambino e Santi. Nella medesima navata è collocata una statua in legno dorato del Bambino.
Sulla parete destra del presbiterio si trova una tela con l’assunzione della Vergine.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
Opuscolo Itinerari di Arte e Cultura Alpina – Valle di Susa Bardonecchia, pagg. 4-5, a cura di Associazione Turistica pro Loco Bardonecchia, Centro Culturale Diocesano di Susa, Museo civico di Bardonecchia.
Dépliant Parrocchie della Valle Stretta Melezet- Les Arnauds, a cura di Commissione Diocesana Turismo sport e Tempo libero, Centro Culturale Diocesano.

Note storiche:
La popolarità del culto di S. Antonio Abate in valle di Susa andò aumentando nel XVI secolo in seguito all’insediamento degli Antoniani, avvenuto agli inizi del secolo, a Névache, che si trova a poca distanza dal colle della Scala, sul versante francese.
Névache e la valle di Susa a monte di Gravere appartenevano ai conti del Delfinato; solo nel 1713 l’alta valle di Susa passò ai Savoia.
A Névache gli Antoniani edificarono una cappelletta e si dedicarono alla cura del male degli ardenti; intervennero anche in campo agricolo, introducendo la rotazione delle colture. S. Antonio è rappresentato in un affresco e sul portale della chiesa di St. Marcellin a Névache.
La chiesa originaria, che sorgeva poco lontano da quella attuale e risaliva alla fine del XV secolo, fu danneggiata e poi distrutta, come buona parte del paese, da due incendi scoppiati il primo nel 1668 e il successivo nel 1694.
La nuova chiesa fu edificata sul luogo in cui sorgeva un rudere, donato alla parrocchia proprio per favorire la costruzione dell’edificio, e venne realizzata a spese della popolazione locale, che iniziò la riedificazione immediatamente dopo l’incendio del 1694.
Le due tele degli altari laterali provengono dalla chiesa originaria; il campanile è stato innalzato utilizzando parte delle strutture quattrocentesche.


La chiesa è stata costruita tra il 1694 e il 1698; il retable dell’altar maggiore è simile a opere analoghe degli intagliatori Flandin e Rosaz di Termignon, mentre la tela è attribuita alla bottega dei Dufour, probabilmente a Gabriel, ed è stata commissionata da Giovanni Agnes de Geneys nel 1698 (“Ex dono di Gioannis Agnes des Geney 1698”); anche l’esecuzione del retable è datata alla fine del Seicento.
Il paliotto dell’altare risale al XVII secolo.
L’altare di S. Antonio Abate era in uso alla confraternita maschile di S. Antonio, fondata alla fine del Quattrocento; il retable è dovuto probabilmente a Jacques Jesse di Embrun. La tela, forse attribuibile ai Dufour (così come quella sull’altare della navata sinistra), appare molto simile a quella collocata sull’altare della parrocchia dell’Immacolata Concezione nella borgata S. Antonio della Ramats di Chiomonte, opera di un pittore di ambito franco-piemontese; presenta somiglianze iconografiche anche la tela collocata nella cappella di S. Antonio Abate a Jouvenceaux.
Il retable e la tela di Melezet risalgono all’ultimo quarto del Seicento. I tabernacoli sono aggiunte non pertinenti all’esecuzione degli altari.
La statua che rappresenta il bambino è databile agli inizi del Settecento; la tela con l’Assunzione, opera di Paolo Gerolamo Della Croce, è del 1619. Le ghirlande lignee sono datate agli inizi del Settecento; il fonte battesimale, opera della bottega locale dei Roude, risale agli inizi del Seicento.
La costruzione, gli altari e il fonte battesimale sono datati al XVII secolo; la statua in legno dorato e le ghirlande lignee risalgono al XVIII secolo.

 

Bibliografia:
 – N. BARTOLOMASI – S. SAVI – F. VILLA, Storia Arte attualità della Chiesa in Valsusa, pag. 98, Cuneo 1972.
– G. GENTILE, Documenti per la storia della cultura figurativa in Valle di Susa, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 52, 68, pagg. 72-75, Torino 1977.
– B. DEBERNARDI, Una Diocesi alpina, pag. 104, Savigliano 1991.
– G. Paolo DI PASCALE, Bardonecchia e le sue valli. Parte prima – Storia, arte, folklore, pag. 43, Bardonecchia 1991.
– R. CARNISIO, Escursionismo tra arte e storia in Val di Susa e Delfinato, pagg. 140-141, Torino 2000.
– AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pag. 241, 243 n. 28, Torino 2005.
S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 126-128, ed. Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link: http://www.centroculturalediocesano.it

Email: museo@centroculturalediocesano.it

Fruibilità:
La chiesa è aperta durante la celebrazione della messa.
Per le visite ci si può rivolgere al Centro Culturale Diocesano, via Mazzini 1 – 10059 Susa (To) – tel. e fax 0122 622640.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 16/08/2012 -Aggiornamento per verifica sul campo il 16/08/2012 ad opera di Valter Bonello.