IVREA (To). Duomo di Santa Maria Assunta, cripta, affresco con sant’Antonio abate, 1426

Duomo di “Santa Maria Assunta” situato su di un’altura, nel centro storico a poca distanza dal Castello dalle rosse torri; la costruzione presenta parti romaniche e barocche neoclassiche.

L’affresco è sito nella cripta, X sec., del duomo, esso è posizionato sul fianco di un’arcata.
E’ attribuito a Giacomino da Ivrea: Sant’Antonio Abate accanto a San Cristoforo; altri affreschi mostrano San Sebastiano e Madonna che allatta il Bambino;  sull’arco absidale un’Annunciazione.
Giacomo, o Jacopo o, più frequentemente, Giacomino da Ivrea, fu un pittore piemontese attivo tra il 1426 e il 1469 nel Canavese e in Valle d’Aosta. Gli affreschi del 1426 eseguiti nella cripta del Duomo di Ivrea, assieme a quelli dipinti nella chiesetta campestre di San Grato, posta su un’altura nei pressi di Pavone, segnano con molta probabilità il suo esordio pittorico.

Note storiche:
Durante la costruzione della nuova facciata (nell’800) sono venuti alla luce molti reperti di periodo romano, ed inoltre ne sono visibili molti altri rimpiegati per la costruzione della parte più antica che fanno pensare in precedenza lì vi fosse, fin dal I secolo a.C., un tempio romano in asse con il sottostante teatro.
In seguito il tempio fu trasformato in chiesa cristiana tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, cioè quando venne istituita la diocesi di Ivrea (precedentemente sotto quella di Vercelli). Questa prima chiesa si presentava a tre navate e con due absidi messe in contrapposizione, modello tipico delle chiese paleocristiane.
A sud-est (a fianco della chiesa) vi si trovava il battistero (oggi scomparso).
Fu il Vescovo Warmondo (che tenne la cattedra eporediese dal 969 al 1005) a far abbellire ed ingrandire la cattedrale; egli incoraggiò lo sviluppo artistico del Duomo e dello “sciptorium” (dove operavano miniatori, disegnatori e copisti). Nel deambulatorio vi si trova una lapide del tempo che recita: “condit hoc Domino praesul Warmondus ab imo”.
Le parti della costruzione di quel periodo ancora conservate sono: l’abside, le torri campanarie, il deambulatorio, il coro, delle bifore e trifire, la cripta (ove già allora vi era conservato il sarcofago del questore Caio Atecio Valerio reimpiegato come urna funeraria per le reliquie di San Besso).
Durante il XIV – XV secolo la cattedrale fu abbellita con decorazioni pittoriche, stalli lignei del coro.
Alla fine del 700 la chiesa venne adattata ai gusti dell’epoca per volere di Mons. Ottavio Pochettini che affidò l’incarico all’architetto Giuseppe Martinez; i lavori interessarono in special modo il presbiterio, le navate laterali e le volte.
Con l’aggiunta di stucchi e pitture di Giovanni Cogrossi la cattedrale assunse un aspetto Barocco.
Nel 1854 il vescovo Luigi Moreno fece ampliare e ristrutturare completamente con modifiche strutturali, allargandola di una navata ed innalzando la facciata attuale dandole un aspetto neoclassico; i lavori vennero progettati dall’architetto Gaetano Bertolotti.

 

Link: http://www.serramorena.it

 

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 28/08/2012