VASTO (Ch), fraz. Sant’Antonio. Chiesa di Sant’Antonio abate

Nella frazione Sant’Antonio del comune di Vasto si trova la Chiesa di Sant’Antonio Abate, proprio là dove transitava il tratturo che da L’Aquila scendeva verso la Puglia.
Esiste tuttora una Via cosiddetta “del tratturo” che testimonia proprio il passaggio del colle

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 04/01/2013

 

FARA FILIORUM PETRI (Ch). Chiesa di Sant’Antonio ai Colli

Via Vicenne, fraz. Bucchianico. https://goo.gl/maps/a3xAYzehEFe2pwiq5

La chiesa fu costruita nel luogo dove la tradizione dice sia accaduto il miracolo che protesse Fara dall’invasione Francese del 1799.
Il luogo era famoso nella memoria contadina perché vi esisteva un boschetto di querce, dieci delle quali secondo tradizione conservavano il tronco sempre dello stesso diametro nonostante passassero gli anni.

 

Durante l’ultima guerra, una famiglia della zona era stata intimata dalle truppe tedesche a “sfollare”. Dopo aver caricato un carro uno dei figli si avviò in cammino verso Chieti ma giunto in prossimità del boschetto i buoi si inginocchiarono e non vollero proseguire.
Tornato a casa vi restò con tutta la famiglia non subendo alcuna aggressione. Fu reputato miracolo di sant’Antonio e passata la guerra, nel 1947, fu costruita l’attuale chiesetta per ringraziamento.

 

Link: http://www.farafiliorumpetri.it
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=9598

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 08/01/2013

 

FARA FILIORUM PETRI (Ch). Sant’Antonio Abate e le farchie

 

Il lavoro qui svolto deriva dall’osservazione della Festa nelle edizioni comprese tra il 1993 e 2000. Oltre alla partecipazione diretta alla festa molte informazioni sono state ottenute con interviste a persone di Fara rilasciate anche in altri periodi dell’anno.
Fara Filiorum Petri è sita presso il Parco Nazionale della Majella (Abruzzo) laddove i fiumi Vesola S. Angelo, Fòro e Vesola S. Martino formano un’articolata confluenza che si apre alla valle che traccia dalla montagna sino al mare Adriatico, meglio nota come Valle del Foro. All’interno di essa, poggiato su un antico terrazzo fluviale, anticamente circondato da boschi di querce e orti si sviluppa il nucleo urbano con gran parte del territorio solcato da canali e formali che alimentavano cartiere e valchiere.
Di origine longobarda, fondata presumibilmente nel secolo XI, Fara si trovò più volte coinvolta nelle partizioni feudali, volute dalla nobiltà di origine franco-longobarda e poi normanna. Successivamente, diventato feudo della potente famiglia romana degli Orsini-Colonna, fu abitata da una florida e potente borghesia rurale, dedita alla lavorazione dei tessuti di lana, allevamento e agricoltura. Famosa nel circondario per i fertili orti, nell’Ottocento risultava grande produttrice di cipolle. L’emigrazione di fine-Ottocento e poi quella successiva al II Conflitto Mondiale, ridusse di molto la popolazione (2391 abitanti nel 1951 , 1795 nel 1985).
Solo con gli anni ’80 a seguito del rilancio delle attività legate alla piccola industria e artigianato, innescarono un processo di modificazione sociale peraltro generale in tutto il Chietino, determinando la fine dell’emigrazione e l’inizio di una nuova fase culturale, tuttora in atto.
La tradizione delle Farchie, legata ad un culto di origine contadina, assume un nuovo valore quando ad essere determinante è essenzialmente il suo ruolo socializzante e di grande manifesto dell’identità locale. I significati apotropaici risultano essere quelli tradizionali mentre tutti gli abitanti considerano la Festa una grande espressione dell’identità paesana, iniziatica ed importante quale manifestazione del proprio senso di appartenenza.

Vedi anche la scheda in :https://www.santantonioabate.afom.it/fara-filiorum-petri-chieti-chiesa-di-santantonio-abate/

Vedi un’approfondita descrizione della festa delle “farchie”, nel sito, vai >>>

(alla pagina “Il libro delle Farchie”), realizzato da Giuliano Davide Di Menna.