LUSERNETTA (To). Chiesa di Sant’Antonio Abate

Chiesa di Sant’Antonio Abate, santo patrono del paese.
https://goo.gl/maps/Yr2yF8uZytax372eA

La costruzione, di linee semplici e armoniose, è di stile barocco con pianta a croce greca e con cupola centrale semisferica.
Nella facciata, una grande trabeazione sormonta quattro pilastri terminanti con capitelli dorici.
Analoghi pilastri coronati da capitelli si trovano anche nell’interno della chiesa, che è ornata da molteplici finte finestre in stile rinascimento.
L’ampia cupola centrale reca alla sommità un bel dipinto dell’Assunta ed è arricchita alla base da quattro grandi dipinti raffiguranti gli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni; ignoto è il loro autore.

Sullo sfondo dell’abside, in posizione centrale, vi è una pregevole tela, racchiusa in ornata cornice, raffigurante l’Assunta circondata dal patrono della chiesa S. Antonio Abate, da S. Bernardino e S. Rocco, patroni di due cappelle omonime che si trovano nell’ambito del territorio parrocchiale.

 

In conformità alle norme stabilite dal Concilio Vaticano II circa la ristrutturazione delle chiese, l’area su cui sorgeva l’altare centrale ha subito una profonda trasformazione che snellisce l’insieme e mette in evidenza il “coro” ligneo che orna la parte inferiore dell’abside.
Nel braccio destro della chiesa, sopra l’altare su cui si conserva il SS. Sacramento, si nota un grande dipinto raffigurante la Madonna del Rosario; nel braccio sinistro un altro grande dipinto raffigura la Famiglia di Nazareth.
La mensa centrale e l’ambone sono opera dello scultore pinerolese Stefano Drago.
Le scene scolpite sulla parte anteriore della mensa rappresentano, procedendo da sinistra verso destra, la Crocifissione, la Risurrezione di Gesù e Cristo Giudice.
L’ambone porta scolpita la scena evangelica del ritorno del figlio alla casa del Padre.
In complesso siamo davanti ad una bella e degna costruzione, le cui linee e particolarità costruttive furono messe in maggiore risalto dai restauri eseguiti a regola d’arte dall’Impresa Perini di Pinerolo in occasione del centenario della sua edificazione (1846 – 1946).

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=83030&Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate__Lusernetta

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 13/02/2013

PAESANA (Cn), fraz. Calcinere. Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio abate

 

Calcinere (oppure Le Calcinere) è una piccola frazione del comune di Paesana, dal quale dista 4,32 chilometri. Il paese è a sua volta diviso in due parti, Calcinere Inferiori e Calcinere Superiori. Il nome di questo agglomerato pare derivare dalle vecchie cave di calce, ormai abbandonate da diversi anni, che erano situate proprio al centro della frazione e davano lavoro ad un discreto numero di operai provenienti da tutti i paesi vicini. Calcinere, oggi poco abitato (93 ab.), è stato molto più popoloso in passato e diversi edifici sono riconducibili ad un passato più ricco di vita.
La  Chiesa è sita nella parte bassa della frazione, lateralmente alla strada che attraversa l’abitato, unica via di collegamento con l’Alta Valle Po fino alla costruzione della circonvallazione.
https://goo.gl/maps/rgt2temRuDSfURq96

 

La costruzione della cappella di S. Antonio fu voluta per testamento da G. A. Castellar dei Signori di Paesana (nato nel 1464 o 1466, morto nel 1528 o 1529 ), feudatario della Valle Po all’epoca degli ultimi Marchesi di Saluzzo. Il portale è attribuito al Sanmicheli.
Nel 1845 fu ristrutturata ed ampliata con il fine di erigerla in sede parrocchiale. La parrocchia di Sant’Antonio abate, di discrete dimensioni, ha subito di recente importanti interventi di restaurazione grazie al contributo ricevuto dal parroco da parte degli abitanti di Calcinere.

Gli elementi scultorei in pietra locale inseriti a decorazione di portale e finestre vennero probabilmente sistemati nella posizione attuale nel 1868: questa data, infatti, è incisa sul lato inferiore dell’architrave; la loro realizzazione risale però a un periodo più antico, verosimilmente rinascimentale. Il campanile è staccato dal corpo della chiesa; è situato a ovest, a pochi metri dalla facciata principale; li separa un piccolo spazio che ospita il sagrato e l’accesso carraio alle abitazioni limitrofe.
La chiesa è formata da due navate: una maggiore terminante in un abside tondeggiante e, a nord, quella minore, con la pavimentazione rialzata di un gradino rispetto alla navata principale nella prima metà e di due nella seconda metà. Dall’ingresso principale si accede all’aula che termina nel presbiterio rialzato di due gradini. Alla sinistra dell’altare maggiore una porta collega il presbiterio con la sacrestia. La navata minore presenta un accesso secondario e termina all’altezza del presbiterio, con un altare minore dedicato alla Madonna.
La navata laterale ospita anche un altro altare minore: entrando dall’ingresso secondario si trova sulla sinistra ed è dedicato a S. Antonio abate

Sulla facciata tre zone affrescate: nella parte sinistra assieme a un altro Santo, c’è sant’Antonio abate con bastone e campanella

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=59190

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 13/02/2013 – aggiornamento 12 dicembre 2021

 

PAESANA (Cn), fraz. Calcinere, Festa di Sant Antonio Abate.

La Festa di Sant’Antonio abate a Calcinere di Paesana ripropone anche la distribuzione dei “caritun”.
Santa Messa alle 11 mattino, rosario alle 15.30 del pomeriggio, poi processione per le vie del paese e conclusiva benedizione eucaristica per una celebrazione dal fascino antico.
Festa grande e dall’immutato fascino antico, quella che si svolgerà domenica 20 gennaio 2013, nella Parrocchia di Calcinere di Paesana. Qui, dove il Giovedì Santo si svolge la cerimonia della “lavanda dei piedi”, le tradizioni resistono all’usura e l’affetto delle gente supera da sempre quello che è il nome del “pastore” di turno.
Domenica dunque, la sua piccola parrocchia – creata nel 1911 dal vescovo di Saluzzo Giovanni Oberti – festeggerà il patrono Sant’Antonio abate, che l’Occidente invocò come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici e ritenne essere potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili.
Sarà, come detto, una festa dai sapori immutati rispetto a quelli di un tempo. Perché se la Messa alle 11 mattino, il rosario alle 15.30 del pomeriggio con successiva processione per le vie del paese e la benedizione eucaristica finale saranno i punti apicali della religiosità del luogo, la celebrazione eucaristica mattutina prevede anche la benedizione e la successiva distribuzione dei “caritun”.
Il “caritun” – in taluni luoghi – è oggi un dolce addirittura a Denominazione d’Origine, ma nei tempi andati era un pane molto semplice che si dava ai poveri del luogo: “caritun” infatti deriva dall’espressione carità.
Oltre alla benedizione dei “caritun”, nel corso della funzione ci sarà anche la benedizione delle medagliette protettive raffiguranti il Santo Patrono.

Fonte: www.targatocn.it, 18 gen 2013