BIELLA, Santuario di Oropa, Sacello eusebiano, affresco con san Paolo eremita e sant’Antonio abate

Sotto la cupola ottagonale del Santuario si trova l’antico sacello (il Sacello eusebiano, IX secolo) che custodisce la statua della Madonna.
Da segnalare sono gli affreschi che ornano il sacello (prima metà del XIV sec.), l’Ultima Cena di Bartolomeo Lanino e gli affreschi dell’abside (sec. XV-XVI), staccati dal priorato di San Bartolomeo e dalla cella di S. Paolo della Burcina.

Nel presbiterio si trovano affreschi staccati, posti su pannello e provenienti dalla cella di San Paolo della Burcina (a Biella Vandorno) e dal priorato di San Bartolomeo (sull’Alpe omonima). Gli affreschi risalgono al XIV e XV secolo e raffigurano la Madonna che allatta il Bambino; l’Incoronazione della Vergine; vari Santi tra cui sant’Onofrio, santa Lucia, san Bartolomeo e san Paolo Eremita e sant’Antonio abate nell’atto di ricevere e spezzare il pane portato da un corvo

 

Info sul Santuario:
http://archeocarta.org/oropa-bi-basilica-antica-sacello-eusebiano/

BARDONECCHIA (To). fraz. Les Arnauds, loc. Pian del Sole. Cappella di Notre Dame del Coignet, con affresco di s. Antonio ab.

La cappella romanica, su un panoramico poggio che domina le frazioni Les Arnauds e Melezet, posta sulla strada che conduce al Colle della Scala, è decorata esternamente ed internamente da affreschi del XV secolo. I dipinti risalgono a due campagne pittoriche, la prima del 1496 e la seconda del XVI secolo. Gli affreschi sono stati recentemente restaurati.
La frazione Les Arnauds e’ oggi quasi unita al capoluogo dalle nuove costruzioni che hanno prolungato l’antico nucleo abitato. Dai pressi della chiesa parrocchiale di San Lorenzo, attraversato il ponte sul torrente Melezet, si incontra un facile percorso ombreggiato adatto a tranquille passeggiate, “La vie du vio’ “, che collega Les Arnauds con la localita’ Campo Smith o, con un itinerario leggermente piu’ in quota, al forte del Bramafam. Dal medesimo ponte, imboccando invece la ripida srada che conduce al Pian del Sole, si puo’ raggiungere la bellissima cappella di Notre Dame du Coignet (5 minuti a piedi dal ponte). La frazione e’ anche raggiunta dal servizio di trasporto pubblico.
Gli affreschi esterni sulla facciata raffigurano l’Annunciazione posta fra il gigante san Cristoforo e sant’Antonio abate o San Gerolamo (l’attribuzione non è chiara, né definitiva), assegnati dalla critica ad un anonimo frescante attivo intorno al terzo decennio del Cinquecento presso la cappella di Horres a Millaures e presso quella di San Sebastiano a Plampinet.
Gli affreschi interni furono invece realizzati nel 1496, su committenza di un tale Jean Guy, da un pittore probabilmente legato all’atelier dei pinerolesi Serra ma dotato di personalità autonoma, attivo anche presso la cappella di Sant’Andrea di Ramats a Chiomonte, la cappella dell’Annunciazione dell’Oulme di Salbertrand e nella parrocchiale di Rochemolles.
Ad esso si affiancò un più modesto aiuto che, in epoca coeva rispetto alla sua attività, realizzò le scene dedicate alla Vita della Vergine poste sulla pareti ovest e est e la figura del Cristo del Dolore situata nello sguancio della finestra.
Gli affreschi raffigurano sanguinose scene di martìri: san Grato regge la testa di Giovanni Battista, santa Lucia mostra un piatto contenente i propri occhi. Nel martirio di sant’Agata il pittore indugia particolarmente su dettagli macabri e cruenti: i carnefici dall’espressione feroce e arcigna torturano la donna stringendole i seni con corde.
Nel presbiterio trovano spazio due cicli distinti. Il primo raffigura in stile arcaico e popolare le Storie della Vergine, descrivendo Visitazione, Dormitio Virginis e Assunzione.
Opera di altro autore è invece il capolavoro della cappella, la Deposizione dalla croce, affiancata dalla Resurrezione. Vera e propria Pietà occitana; nella Deposizione le figure di Cristo e Maria risaltano grandiosamente sul povero sfondo di colline desolate, e la postura della Vergine conferisce alla composizione un afflato severo e drammatico. Il corpo del figlio, privo di connotazioni anatomiche, appare tempestato di piaghe sanguinanti, conformemente all’iconografia della Germania meridionale.

 

Info:
Centro Culturale Diocesano tel. 0122 622640; Pro Loco Bardonecchia tel. 0122 99032.

Vedi anche: http://archeocarta.org/bardonecchia-to-cappella-di-n-d-du-coignet-di-les-arnauds/
e
http://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/bardonecchia/cappella-di-notre-dame-del-coignet#sthash.3myl89LA.dpuf

BRIONA (NO). Chiesa di Sant’Alessandro, affresco raffigurante Sant’Antonio abate

La Chiesa, già dipendente della pieve di Sizzano, era l’antica parrocchiale di Briona dedicata al suo santo patrono. E’ una costruzione romanica che, dall’analisi strutturale, può essere fatta risalire ai secoli XI-XII. Viene citata per la prima volta nel 1335-36. Conserva affreschi del XIII, XIV e XV secolo.
Gli affreschi rappresentano, su una semicolonna, una Madonna del latte, di scuola toscana e risalente al XIV secolo; lungo le pareti e le absidi vi sono altri affreschi della seconda metà del XV secolo, alcuni attribuiti a Giovanni e Luca De Campo e a Daniele De Bosis, eseguiti intorno al 1482. Tra essi la figura di sant’Antonio abate.
Nell’absidiola a sud sono visibili alcuni affreschi, in parte solo abbozzati (sinopia), che costituiscono un raro documento della tecnica pittorica dell’epoca.
Sulla facciata d’ingresso, sotto il portico, pregevoli frammenti di affreschi della fine del duecento: una Crocifissione con san Giovanni dolente e un san Cristoforo.

Info:
All’interno del cimitero, che si trova a circa 300 m verso ponente, oltre la roggia Mora, sull’antica strada che univa Briona a Carpignano.
Comune di Briona tel. 0321 826080

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Stefania COLAFRANCESCHI, “Sant’Antuòne, Sant’Antuone, lu nemiche de lu demonie”

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Vedi allegato
In: LA PIVA DAL CARNER, opuscolo rudimentale di comunicazione a 361°, Montecchio Emilia, gennaio 2015.
Allegato: saa colafranceschi.pdf

IVREA (To). Cattedrale, Cappella di Sant’Antonio Abate con scultura

Il Duomo di Ivrea, dedicato a Santa Maria Assunta, si erge su di un’altura, nella parte vecchia della città, a due passi dal Castello dalle rosse torri; la sua storia più che millenaria è testimoniata dalle parti conservatesi delle sue strutture romaniche e dalla serie di interventi successivi che ne ha mutato la fisionomia adeguandola via via ai gusti estetici emergenti, del barocco e del neoclassicismo.

Nella Cappella di Sant’Antonio Abate, composizione in legno e stucchi raffigurante l’abate con tutti i suoi attributi.