TORTONA (Al), fraz. di Rivalta Scrivia. Abbazia di Santa Maria, affreschi con sant’Antonio abate.

L’abbazia cistercense di Santa Maria di Rivalta è un edificio religioso che appartiene al complesso monumentale di Rivalta Scrivia, frazione di Tortona, sulla riva sinistra del torrente Scrivia, nei pressi dell’incrocio di antiche strade romane (via Aemilia Scauri e via Postumia), divenute nel Medioevo importanti vie di transito commerciale e di pellegrinaggio.
Le origini dell’abbazia di Rivalta Scrivia risalgono al 16 gennaio 1180, quando Folco, abate dell’abbazia cistercense di Lucedio nel vercellese, promise ad Oberto, vescovo di Tortona, di facere ecclesiam de Ripaalta abbatiam del proprio ordine e di rispettare i diritti della chiesa di Tortona.

La chiesa dell’abbazia rivaltese acquista un particolare valore storico-artistico anche grazie alla presenza di un ricco apparato pittorico che orna le pareti interne, i pilastri ed alcuni altari.
Solo dalla prima metà del XV secolo ci si dedicò alla decorazione ad affresco, proseguita sino agli inizi del secolo successivo. Si notano così le diverse connotazioni stilistiche che distinguono le opere.
Una matrice tardo-gotico rivolta al valore decorativo è presente negli affreschi più antichi (San Bernardo, San Benedetto e la Madonna col Bambino, quelli visibili nell’abside, mentre una volontà improntata ad un più preciso realismo di forme si osserva nelle figurazioni con santi, alcune datate e firmate da Franceschino Boxilio (San Cristoforo e Vergine col Bambino e monaco orante).
Il confronto stilistico e l’analisi critica consentono di proporre l’attribuzione al Boxilio sia delle due cappelle destre del transetto con figure di santi, sia della Lactatio Virginis, riquadro che orna il secondo altare destro. L’artista, insieme al padre Manfredino, sembra aver contribuito alla realizzazione e alla diffusione di un linguaggio pittorico di modi e formule che caratterizzarono gran parte della produzione pittorica locale tra il XV e il XVI secolo.
Sebbene Franceschino Boxilio rimanga l’unico nome noto tra coloro che in fasi alterne operarono all’interno dell’edificio religioso, si può osservare una stessa corrente d’influenza artistica prettamente lombarda cui i diversi artisti guardavano come modello. La decorazione pittorica, caratterizzata da una connotazione votiva, si presenta con forti accentuazioni popolari, incentrata su scelte compositive semplici ed immediate che utilizzano un reperto iconografico vario ed elaborato.

 

La figura di sant’Antonio abate compare:
– Affresco con Madonna che allatta Gesù Bambino, con Sant’Antonio Abate, San Sebastiano, San Rocco e un altro Santo (vedi imm. a fianco e particolare sotto.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulle colonne tre affreschi con la figura del Santo, uno nell’immagine in alto.

– Affresco su colonna raffigurante Sant’Antonio Abate (vedi immagine sotto)

– Affresco su colonna raffigurante Sant’Antonio Abate (vedi immagine sotto.)

 

Info:
Viale di Rivalta Scrivia 1 – 15057 Cascina Rivalta Scrivia AL – tel. 0131817150 – 3399172442
Fruibilità: aperto durante le funzioni o previa prenotazione telefonica
Materiale informativo ed illustrativo: opuscoli in loco

Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Santa_Maria_di_Rivalta

Data compilazione scheda: 3 – 12 – 2018

Nome del rilevatore: Valter Bonello

FORNI DI SOTTO (Ud). Chiesa di San Lorenzo, affresco con sant’Antonio abate

La chiesa, originaria dei secoli XIV e XV, è stata successivamente rimaneggiata. La struttura architettonica è quella tipica delle chiesette votive friulane e carniche del primo Quattrocento.
La facciata, nel corso dei secoli, è stata modificata numerose volte, soprattutto nei secoli XVIII e XIX.
Al suo interno troviamo un aula interna rettangolare, il presbiterio quadrato e il soffitto è a crociera. Le porte e le finestre, rifatte nel 1838, sono rettangolari.
Sul colmo della facciata è posta una monofora campanaria (rifatta nel 1862). Anche il portico è stato ricostruito più volte, a partire dal 1863.
Il vecchio atrio e il coro erano a due spioventi, coperti di tavole a forte pendenza, il resto della chiesa era a pendenza ordinaria, coperto sempre da scandole.
L’atrio è stato ricostruito recentemente (1960). La muratura è in sassi, con intonaco rinnovato. La copertura è ancora in coppi.

A Gianfrancesco  da Tolmezzo (Giovanni Francesco Dal Zotto,  ? – 1511). – Non si conosce l’anno di nascita di questo pittore friulano che, come testimonia l’iscrizione apposta nel 1493  viene concordemente assegnata la decorazione dell’abside, datata 1492 ma non firmata, della chiesa di S. Lorenzo a Forni di Sotto. La volta è decorata con Profeti e Dottori della Chiesa; sulle pareti si allineano in basso figure di Apostoli e in alto alcune di Evangelisti; nella lunetta di sinistra è raffigurato Il martirio di s. Lorenzo; sull’arco trionfale, una Annunciazione e S. Martino e il povero tra i ss. Nicolò e Antonio abate; nell’intradosso dell’arco, figure a mezzobusto di Sante.
L’anno seguente Gianfrancesco firmò e datò le pitture della chiesa di S. Martino di Socchieve. Seguendo lo schema del ciclo di Barbeano, dipinse Dottori della Chiesa nella volta del coro, Natività e vari Santi sulle pareti, un’Annunciazione sull’arco trionfale e varie figure di Sante nell’intradosso dell’arco; tuttavia in questo caso una maggiore apertura alle conquiste rinascimentali porta le figure a essere inserite in uno spazio ben definito tridimensionalmente.

 

Info: tel. 0433 87034, 0433 80758. – SS52, 33020 Forni di Sotto UD

Link:
https://www.treccani.it/enciclopedia/gian-francesco-da-tolmezzo_%28Dizionario-Biografico%29/

COMELICO SUPERIORE (BL), fraz. Candide. Chiesa di S. Antonio abate

Accanto alla chiesa pievanale di S. Maria Assunta sorge la chiesa di S. Antonio abate. Alcuni storici segnalano che un’antica chiesa esisteva in luogo dell’attuale, prima del 1508, eretta come voto, essa fu incendiata durante l’invasione delle truppe di Massimiliano d’Austria.
La chiesa venne edificata nel 1538 da Mastro Nicolò Ruopel, “murador de Carnia”. La chiesa dovette essere ultimata nel 1538, come risulta dall’epigrafe su uno dei lati del coro, che reca la data e la firma del costruttore.
La chiesa fu consacrata il 1° luglio 1548 ma subì altri incendi nel 1669 e 1705 e nonostante i gravi danni riportati, la popolazione respinse le proposte di demolizione, in forza soprattutto della grande devozione portata a S. Antonio.
Nella facciata si può osservare un affresco che raffigura S. Antonio abate.
Nell’interno la navata è ad aula unica rettangolare, coperta da una volta suddivisa in due campate percorse da spesse nervature che disegnano un reticolo.
Anche la volta del coro è innervata da robusti costoloni: essa spicca da peducci pensili che raffigurano teste umane e presenta, ad ogni punto d’incontro delle nervature, chiavi d’arco  in forma poligonali.
Queste sono presenti soprattutto nel coro, sono quasi tutte dipinte con immagini di croci, monogrammi e simboli. Sono rimaste labili tracce di alcuni affreschi mentre sono ancora visibili decorazioni a stelle, a fiori e a crocette.

 

Al centro dell’abside è collocato il prezioso altare ligneo del XVII secolo. La pala conserva un’immagine di sant’Antonio abate.

: nella nicchia centrale la statua di S. Antonio abate, ai lati raffigurate su tela le immagini di S. Lucia e di S. Caterina d’Alessandria, sopra  la Madonna con il Bambino; le pitture sono attribuite a Cesare Bagni.

Un primo restauro di questo tempio risale al 1960; il secondo nel 1990.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0500364880

Referenti: Franca Benvenuto, Spada Giuseppe