CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Bosco. Oratorio di San Giacomo, con immagine di s. Antonio abate

Cellio-sGiacomo.foto-SFerrarisAffresco attribuito al Maestro di S. Jacu Pittu, secolo XV, primo quarto.
Soggetti: Santi e sante, Sant’Antonio abate, Santa Caterina d’Alessandria
Collocazione: Parete sud, Navata
Dimensione: 160 x 106 cm (senza cornice); 184 x 136 cm (con cornice)
Restauro: F. De Dominici, 1977

Di difficile identificazione è l’oggetto ai piedi di s. Antonio, forse una piccola cassetta o scatola per raccogliere le elemosine.
La datazione proposta corrisponde al periodo di attività del pittore per la quale utile riferimento sono le date 1403 e 1422 su due affreschi in S. Martino a Bolzano; per questi affreschi di Cellio si potrebbe ipotizzare una data forse anteriore al 1422.

 

Bibliografia:
Mitta, 1970, p. 18,19 ; Debiaggi, 1971, p. 40, 41 e fig ; Bertamini, 1973, p. 70 ; Rigaux, 1994, p. 185, 191 ; Bertamini, 1996, p. 352 e fig. 84 ; Tonella Regis, 1997 c, scheda 1.1, p. 91, 94 ; Minonzio, 2002, p. 46, 51, 54n. 45 e fig. 5

Vedi anche:
http://archeocarta.org/cellio-con-breia-vc-oratorio-di-san-giacomo-o-san-jacu-pittu/

Rilevazione: Angela Crosta

CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Baltegora. Oratorio di Sant’Antonio abate.

La sua costruzione risale al secolo XVII.
Rispecchia la tipica chiesetta del primo ‘600 ampliata su una cappella più antica.

La frazione si trova a 730 m s.l.m. (12 abitanti) a Nord del comune di Cellio, dal quale dista circa un chilometro. Località Baltegora, 25
https://goo.gl/maps/KfYPQv68e2pc3aaL8

Il suo nome deriverebbe da “gora” (grande roggia), corrente d’acqua per alimentare le ruote dei mulini. I suoi abitanti sono soprannominati “scimiёti” (scimmia), probabilmente perché scimmiottavano la gente che non era del posto!
È raggiungibile da Cellio percorrendo la SP 103 ed un breve tratto di strada comunale.
Chi giunge a piedi a Baltegora, può abbandonare la strada carrozzabile per percorrere, sulla sinistra, la vecchia mulattiera, ancora in buono stato, e trovarsi di fronte al lavatoio, risalente al 1896, tuttora funzionante, alimentato dalla sorgente sita ai piedi di Cadarafagno, detta “acqua della Beata” (la beata Panacea, il cui padre era nativo di  quel borgo).
Proseguendo a sinistra per la via in salita, si giunge sul piazzale della chiesa dedicata a S. Antonio Abate, celebrato il 17 gennaio con la Santa Messa e il tradizionale incanto delle offerte, il cui ricavato viene destinato al mantenimento dell’oratorio.
In questa occasione viene esposta la statua lignea raffigurante il Santo, protettore degli animali domestici, il quale regge un bastone alla cui sommità vi è una campanella e con accanto un maiale.
La chiesa è aperta solitamente il terzo giovedì del mese, in occasione della celebrazione della stazione mensile della Santa Messa.

Rilevazione: Angela Crosta

BORGOSESIA (Vc), fraz. Agnona. Cappella di Sant’Antonio abate

 La cappella è sita in Via Grandis, 67  – frazione Agnona.
https://goo.gl/maps/XjfJdf84k4ey6fHTA

La piccola cappella un tempo sorgeva isolata sul sentiero carrareccio. Intorno a questa piccola costruzione, nel tempo crebbe l’abitato che finì con l’inglobarla. Si tratta della tipica cappella campestre cinquecentesca ad orandum (probabilmente nell’ambito di una proprietà privata) formata da una piccola cella coperta da una volta a crociera. Sulla rastellata fino a metà del secolo scorso si poteva ancora leggere la scritta dipinta in cartella trecentesca: PRESIDIUM CONFIGIMUS SANCTA GENITRICI IN TRIBOLATIONIS NOSTRA ORA PRO NOBIS. (C. Conti).

Di grande interesse sono gli affreschi devozionali che ornano le pareti interne risalenti al Quattro – Cinquecento. Vedi sotto la figura di sant’Antonio abate.

 

Rilevazione: Angela Crosta