FAGAGNA (Ud). “Sant Antoni: Fieste dal Purcitar”, a Cjase Cocel da 25 anni.

La tradizione di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati.
Una festa che viene celebrata in tanti paesi del Friuli, tra i quali eccelle Fagagna dove alla memoria religiosa si abbina da molti anni una manifestazione molto sentita dedicata alla norcineria artigianale. Il tutto si svolge in un’unica giornata, la terza domenica di gennaio, in quella splendida cornice che da venticinque anni è Cjace Cocel, il Museo della vita contadina realizzato in un vecchio casolare sottratto a un inesorabile declino per offrire testimonianza – e soprattutto le scolaresche che vengono in visita sono tante ogni anno – di quello che era il modo di vivere e di lavorare nelle campagne del nostro Friuli. E quindi anche a Fagagna e nel suo ambiente collinare.
Pertanto la ormai irrinunciabile manifestazione – “Sant Antoni Fieste dal Purcitar” – comincia alle 10 con il consueto e sempre interessante convegno dedicato alla tradizione friulana della macellazione del maiale in casa e che sarà concluso da una degustazione di prodotti della gastronomia locale. Nel pomeriggio, alle 14.30, benedizione degli animali davanti alla vicina ancona dedicata al Santo, raffigurato tra gli animali e l’immancabile porcellino – tanto che in friulano si dice il “purcit di Sant Antoni” -, e al termine dimostrazioni pratiche della lavorazione norcina.
Ma dicevamo del quarto di secolo del museo rurale. “Cjase Cocèl con la riproposizione degli ambienti della nostra vita contadina, come il focolare, la bottega del fabbro e quella del falegname, va inserita all’interno del nostro programma di sviluppo turistico; può attrarre visitatori e regalare loro questo patrimonio di mestieri antichi e di civiltà rurale che rappresentano le nostre tradizioni, da conservare e tramandare“, aveva detto l’assessore al Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, partecipando ai festeggiamenti per i 25 anni di attività della benemerita istituzione, durante i quali è stato svelato il murale commemorativo realizzato da Massimiliano Gosparini.
“Venticinque anni sono un importante traguardo reso possibile anche dall’impegno dei volontari, a cui va il nostro ringraziamento – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -. Grazie alla loro presenza e al sostegno delle istituzioni riusciamo a far conoscere la storia e le tradizioni”. “La vita rurale quotidiana della nostra terra, che in questo museo è ben rappresentata, va tramandata ai giovani”, ha ribadito Bini rimarcando il dovere di non dimenticare le nostre origini e sottolineando la massima disponibilità da parte dell’amministrazione regionale a conservare e diffondere questo patrimonio del passato.
L’assessore, accompagnato dal consigliere regionale Massimo Moretuzzo, dal sindaco di Fagagna Daniele Chiarvesio e da Elia Tomai, presidente dell’associazione del Museo della vita contadina, ha potuto apprezzare la ricostruzione delle diverse ambientazioni che facevano parte della civiltà contadina del Friuli: dagli antichi mestieri con la bottega del fabbro e quella del falegname, alla casa con il focolare fino ai lavori agricoli, femminili con quelle che erano attività che un tempo la maggior parte delle friulane sapeva fare come pizzi, merletti, ricami, tessitura della lana e lavorazione della seta. Bini ha potuto visitare anche l’aula della scuola con gli arredi del passato, i banchi con i calamai e il pallottoliere.
Chiarvesio ha valorizzato l’impegno profuso dalla comunità in questi 25 anni evidenziando alcuni numeri, fra i quali gli oltre diecimila studenti in visita ogni anno a Cjase Cocèl, mentre Tomai, già sindaco del paese collinare, ha precisato come il progetto museale affondi le radici agli inizi degli anni ’80 quando fu istituito il comitato esecutivo per le celebrazioni del millenario di Fagagna, anche se la data di nascita è fissata al 1994. Moretuzzo, infine, ha plaudito all’intuizione di dare vita a una realtà “che difende la cultura e l’anima del nostro popolo, conserva il passato e ha riflessi sul presente”.

Autore: Giuseppe Longo

Fonte: www.friulivg.com, 18 gen 2020

MONCALIERI (To). Collegiata di Santa Maria della Scala e S. Egidio, con statua di s. Antonio abate

La chiesa parrocchiale è situata in via principessa Maria Clotilde 3, in fondo alla piazza Vittorio Emanuele II, che si raggiunge percorrendo via S. Martino a partire dalla stazione ferroviaria. La località si trova sulla collina, in prossimità del Real Collegio e della via che sale al Castello Reale.

SAA 1L’interno presenta tre navate divise da pilastri, le due laterali terminano con un’abside, quella centrale con un presbiterio. Una quarta navata, su cui si aprono alcune cappelle, è stata inserita in in secondo tempo; la copertura è costituita da volte a crociera.

La statua di S. Antonio Abate è collocata in alto, sul lato destro del presbiterio ed è inserita in una nicchia. Il santo tiene il bastone nella mano destra, mentre nella sinistra regge il libro con le sacre scritture, e veste una tonaca ampiamente drappeggiata.

Fruibilità: la chiesa è quotidianamente aperta.

SAA 3Notizie storiche: la chiesa, fondata nel XIII secolo, a partire dal Settecento ha subito nel suo interno numerosi rimaneggiamenti; tra questi si cita la demolizione dell’abside della navata centrale, avvenuta nel 1745 circa, sostituita da un presbiterio, i cui stalli lignei sono stati eseguiti da Antonio Riva nel 1749.
Altri interventi si sono verificati nella prima metà dell’Ottocento, e solo il restauro del 1863 ha permesso di recuperare l’aspetto originario. Anche la facciata è stata modificata: nel corso dell’Ottocento è stato inserito il rosone e la scala in marmo ha sostituito quella originaria in mattoni.

Fase cronologica: la chiesa è stata costruita in due campagne successive (1262 e 1363). La costruzione, iniziata nel XIII secolo, ha poi subito numerosi interventi e restauri sino al XX secolo. Il campanile risale al XV secolo. La statua di S. Antonio abate probabilmente è contemporanea alla costruzione del presbiterio della navata centrale e all’esecuzione degli stalli ignei.

Link:
http://archeocarta.org/moncalieri-to-chiesa-collegiata-s-maria-scala/

Note: per informazioni 011 641915. Tra le numerose opere presenti nella chiesa è da ricordare il Compianto sul Cristo morto, opera d’arte fiamminga risalente al XV secolo.

Data compilazione scheda: luglio 2019

Nome del rilevatore: M. Gabriella Longhetti

VINOVO (To). Compagnia di Sant’Antonio Abate.

La Compania intitolata a Sant Antonio Abate, sodalizio popolare a carattere religioso, è presente in Vinovo (TO) dalla prima metà del secolo XIX.
Sulla vecchia bandiera era ricamata a mano la data 1860, quindi ancora vigente l’epoca del Regno di Sardegna.
Tutt’oggi tale Compania, retta da un Priore e da un Vice, oltre al Tesoriere, conta circa 350 iscritti.
Oltre all’annuale festa di gennaio con la benedizione degli animali e mezzi agricoli (trattori) che si svolge dopo la S. Messa ed alla quale segue il pranzo sociale, la bandiera della Compania accompagna i funerali dei soci.
Inoltre tutti gli anni viene distribuito durante il pranzo un simpatico calendarietto di formato tascabile con una bella dedica in lingua piemontese.

Autore: Gervasio Cambiano

RIMINI (Rn). Museo della Città, tela raffigurante Sant’Antonio abate di Gaetano Gandolfi

Museo della Città di Rimini – via Luigi Tonini, 1, 47921 Rimini RN . tel. 0541793851
Tipologia immagine:
olio su tela raffigurante Sant’Antonio Abate, proveniente dal deposito del museo delle Grazie dei MM. OO. di Rimini, opera di Gaetano Gandolfi (1734-1802)
Il Museo è aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 19,00.

 

Info:
musei@comune.rimini.ithttp://www.facebook.com/museicomunalirimini

Data compilazione scheda: 5-1-2020

Nome del rilevatore: Valter Bonello

RIMINI (Rn). Museo della Città, tela raffigurante Sant’Antonio abate di Guido Cagnacci

Museo della Città di Rimini – via Luigi Tonini, 1, 47921 Rimini RN – tel. 0541793851

Olio su tela raffigurante Sant’Antonio abate di Guido Cagnacci (1601-1663).

Il Santo, che ha nella mano sinistra il fuoco, è affiancato da san Pantaleone (a sinistra) e san Giuliano (a destra). A terra ci sono altri simboli di sant’Antonio (il campanello, il campanello…).

 

Il Museo è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19,00.

Info:
musei@comune.rimini.it –  http://www.facebook.com/museicomunalirimini

https://m.facebook.com/RiminiMusei/photos/a.249089798544218/3640007339452430/?type=3&_rdr

Data compilazione scheda: 5-1-2020

Nome del rilevatore: Valter Bonello