GRAVEDONA ED UNITI (Co). Chiesa di Santa Maria delle Grazie con affreschi “storie di s. Antonio abate”.

800px-Gravedona_con_Pietro_Berra_luglio_2017_091La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, sede di un ex convento agostiniano, fu costruita negli anni 1467-1468 e consacrata nel 1496. La chiesa è ancora oggi utilizzata come luogo di culto, mentre i locali del convento ospitano la biblioteca comunale.

Nella seconda cappella a destra sono raffigurate Storie della vita di sant’Antonio abate, affreschi del 1509.
Al centro della cappella, la figura del Santo in trono, con il porcellino ai suoi piedi.

Intorno a lui, incorniciati da cornici e lesene dipinte, vari episodi della vita di sant’Antonio abate, ognuno dei quali è descritto da un cartiglio alla base del dipinto.
Da alcuni studiosi gli affreschi sono attribuiti al pittore Alvise De Donati.
Questa cappella è datata al 1509 e fu commissionata dalla famiglia Stampa.

Vedi anche: Pittura in alto Lario fra XIII e XIV secolo

Vedi anche: Sant_Antonio_Abate

GRAVEDONA ED UNITI (CO). Cripta di Sant’Antonio abate nella Chiesa di San Vincenzo.

Piazza XI Febbraio – Gravedona (Co)
Gravedona cripta s AntonioLa cripta, dedicata a S. Antonio, occupa la parte sottostante la zona presbiteriale della parrocchiale di S. Vincenzo. Vi si accede lateralmente da una scala posta sul fianco settentrionale della chiesa.
L’impianto planimetrico è a tre navate, terminate da altrettante absidi semicircolari, voltate a crociera e divise da colonne monolitiche, da colonne in rocchi lapidei e da due pilastri circolari in blocchi di pietra. Attualmete la zona absidale è separata dalle navate da un muro trasversale costruito in occasione degli ampliamenti seicenteschi del coro della chiesa soprastante.

Durante gli interventi di restauro eseguiti tra il 1977 e il 1979 sulle pareti delle absidi sono stati rinvenuti lacerti di affreschi di cui uno datato 1304; tale data pone il termine ante quem per l’esistenza della cripta sotto la zona presbiteriale della Chiesa di S. Vincenzo, la cui sussistenza e  dedicazione a Sant’Antonio sono indicate nella visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda del 1593.
La ristrutturazione seicentesca della Chiesa di S. Vincenzo e, in particolare, l’ampliamento della zona presbiteriale con la costruzione del coro quadrangolare, comportarono la riduzione dimensionale della cripta; venne infatti costruito un muro trasversale che ne occluse la zona triabsidata e comportò la parziale demolizione delle strutture semicircolari.
GRAVEDONA cripta affrescoImmagini, spesso frammentarie, di sant’Antonio abate sono dipinte sulle pareti.

 

Nella cripta vi è anche una statua del Santo con in mano il fuoco, uno dei suoi attributi, oltre al porcellino e al bastone.

 

Riferimenti bibliografici:
– Pescarmona, D./ Rossi, M./ Rovetta, A., Alto Lario Occidentale, Como 1992
– Magni, M., Architettura romanica comasca, Milano 1960
– Fecchio, L., Notizie storico-religiose di Gravedona, Como 1893
– Zecchinelli, M., Le tre Pievi: Gravedona Dongo Sorico, Menaggio 1995
– Albonico Comalini, P./ Conca Muschialli, G., Gravedona. Paese d’arte, Gravedona 2006
– Belloni, L. M., Il San Vincenzo di Gravedona, Como 1980
– Guida Italia, Lombardia Guida d’Italia del Touring Club Italiano, L’Alto Lago: da Menaggio a Colico, Milano 2005
– AA. VV., L’area Sacra di Gravedona, Foggia – Roma 2005
– Zastrow, O., L’arte romanica del comasco, Lecco 1972