MOLTRASIO (CO), fraz. Vignola, loc. Vergonzago. Chiesa di Sant’Agata, con immagine di sant’Antonio abate

Indirizzo: Via Antonio Besana

L’edificio, nominato per la prima volta nel 1215, testimonia il culto locale della Santa, che ha origini più antiche, come ricorda un documento del 1197 in cui si attesta la presenza di un ente assistenziale a lei dedicato.
È certo che la chiesa abbia avuto due fasi costruttive, ancora leggibili nell’edificio attuale.
Moltrasio11 abside s ANTONIOAlla prima, cui va riferito anche il campanile, e a cui si deve l’odierna navata principale divisa in due campate con copertura a crociera e l’abside semicircolare, risalirebbe alla seconda metà dell’XI secolo, mentre è più difficile datare l’ampliamento che, comunque, non può allontanarsi di molto dal XIII- XIV secolo; a questa seconda fase si deve la navata meridionale e, probabilmente, anche la prima campata della navata maggiore, ottenuta forse chiudendo un originario portico.
Grazie al restauro del 2006 vennero alla luce, sulla volta a crociera della navata principale, alcuni resti degli affreschi medievali in cui si possono distinguere parti di un angelo e dei decori geometrici.
Moltrasio.SAgata, abside-foto ass promoltasioNell’abside della navata minore è riemerso un affresco raffigurante Cristo – o più probabilmente Dio Padre perché è raffigurato con la barba bianca – in mandorla tra i santi Rocco e Antonio abate, da riferire al XVI secolo e attribuibile a Giovanni Andrea De Magistris (notizie dal 1504 al 1529).
Sulla facciata a capanna la discrepanza delle fasi costruttive è evidente.
La parte più antica è caratterizzata da archetti ciechi che corrono lungo il sottotetto, completamente assenti nell’altra. In quest’ultima si scorge chiaramente un secondo ingresso tamponato, mentre il principale che è nella parte più antica, occupa quasi totalmente lo spazio di una precedente trifora ancora leggibile. Nel fianco meridionale, caratterizzato da possenti contrafforti, si aprono due finestre strombate sotto alle quali si riconoscono due archi, la cui funzione non è chiara.
Moltrasio.SAgata, abside-sANTONIO-particSul fianco opposto, rivolto verso la via Regina, sono visibili due affreschi: il primo, di grandi dimensioni, raffigura san Cristoforo ed è databile al xiii secolo; l’altro, racchiuso da tre archetti ciechi, è notevolmente rovinato e rappresenta il Martirio di s Agata.
Su questo fianco si innesta lo slanciato campanile, diviso in cinque ordini da archetti ciechi.

SANTA ANATOLIA DI NARCO (Pg). Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Caso, con immagine di sant’Antonio abate

chiesa-di-santa-maria-delle-grazie-caso-esterno7849r-1920-1024x683La Madonna delle Grazie di Caso è una chiesa devozionale cinquecentesca sorta intorno ad un sacello del secolo precedente dove è raffigurato un evento miracoloso avvenuto in tale luogo e cioè l’apparizione ad un bambino del paese della Vergine a cavallo.
L’esterno si presenta con ingresso su un fianco, la parete absidata di fondo si trova a valle, mentre quella a monte è affiancata in alto dall’ingresso di un piccolo eremo e da un campaniletto a vela con unica campana, che trovano posto in un soppalco a volta della navata principale.
Sul retro della chiesa, alla fine del secolo XIX, è stato costruito il cimitero locale in quanto le nuove leggi di polizia mortuaria volevano che le sepolture fossero state sistemate in un luogo distante dal centro abitato, ma vicino ad un luogo sacro della pietà popolare.
L’interno, a cui si discende con alcuni gradini da una porta laterale, si presenta a navata unica, coperta a capriata, pavimentata in cotto, con tre absidi nella parete di fondo, una delle quali ingloba l’antico sacello del secolo XV, completamente affrescato con gli episodi dell’apparizione.
Sia il resto delle absidi che le due pareti laterali sono state poi completamente ricoperte di affreschi votivi del secolo XVI, alcuni dei quali recentemente attribuiti al pittore Giovanni di Pietro detto lo Spagna e alla sua scuola, che aveva sede proprio nella vicina Spoleto.
chiesa-di-santa-maria-delle-grazie-CASo -internoGli ex voto, sotto cui spesso compare il nome dei vari personaggi che li hanno commissionati, raffigurano in modo particolare la Madonna col Bambino, i Santi Rocco e Sebastiano protettori contro le varie pestilenze che affliggevano la zona, San Girolamo protettore degli eremiti e dei penitenti, San Michele Arcangelo protettore per la salvezza delle anime e Sant’Antonio Abate protettore degli animali e di tutto il mondo contadino, oltre a Natività e Crocefissioni.
chiesa-di-santa-maria-delle-grazie-caso S.ANTONIOLa ricca decorazione pittorica sta a testimoniare la grande devozione verso questo luogo di culto che oltre che sul sito dell’apparizione si trovava in prossimità del castello di Caso e lungo un’antica strada un tempo molto frequentata, chiamata la Via del Ferro, che metteva in comunicazione la consolare Via Flaminia con la Valnerina e la montagna spoletina, dove si trovavano i giacimenti ed i luoghi della lavorazione del prezioso minerale.
Nella chiesa si svolge ancora oggi il rito del ricordo dell’apparizione avvenuto il 4 luglio.

SANTA ANATOLIA DI NARCO (Pg). Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con immagine di Sant’Antonio abate

santanatoliNarco.Smaria .esternoLa chiesa è un interessante edificio devozionale mariano cinquecentesco sorto intorno ad una prodigiosa maestà del ‘400, raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo e Antonio Abate, inserita poi nella costruzione successiva.
Nell’edificio si distinguono le tre diverse fasi successive della sua costruzione, corrispondenti alla parte presbiterale, a volta e completamente affrescata, ad un primo ampliamento con nicchie laterali sempre affrescate ed alla successiva navata coperta a capriata.
La facciata a capanna è arricchita da un bel portale con grandi finestre laterali munite di grata e soprastante oculo, tutto realizzato nel 1575 in pietra rossa intagliata, inoltre la cuspide è coronata da un campanile a vela a doppio fornice con due piccole campane senza iscrizioni.
Le finestre, munite anche di inginocchiatoi antistanti, consentivano di poter venerare l’immagine miracolosa della Madonna delle Grazie in qualsiasi ora, dato che il santuario mariano era posto lungo una strada di transito molto frequentata.
06a-madonna-in-trono-con-bambino-ritto-benedicente-tra-i-ss-giacomo-e-antonio-abateL’interno, ad ampia navata unica, conserva la decorazione pittorica originaria, quella del primitivo affresco attribuito al Maestro di Eggi, quella del 1578 realizzata da Piermatteo Gigli che riveste l’intero presbiterio, con le raffigurazioni dell’Assunzione e dell’Incoronazione della Madonna, con alcune sante vergini, e quella dei due nicchioni laterali dove un tempo erano inseriti due altari laterali con la Madonna del Rosario ed altra Madonna della Misericordia con il popolo sotto il mantello ed alcuni santi intorno molto venerati in loco.
Nei pilastri dell’arcone centrale della chiesa sono poste in evidenza due lapidi romane, inserite forse successivamente, in quanto probabilmente ritrovate nei dintorni, ma che ci testimoniano la presenza sul posto di un insediamento e di una necropoli con importanti personaggi in epoca romana.
06d-s-antonio-abateNel fabbricato annesso alla chiesa, attualmente una casa privata, ma un tempo sede dell’antico ospedale del luogo, che serviva pure per l’accoglienza di pellegrini e viandanti, dedicato a San Giacomo e a Sant’Antonio, si conserva un portale cinquecentesco bugnato e brunito.
Nella chiesa si svolge la festa della Madonna delle Grazie fissata per il 22 agosto.