CANTU’ (Co). Chiesa di Sant’Antonio con hospitale

03 CANTU' SANT'ANTONIO - VISTA LATERALELa chiesa romanico-gotica dedicata a Sant’Antonio Abate prospetta su un sagrato a forma rettangolare con pavimentazione in ciottoli costeggiato sul lato lungo da via Daverio. Davanti al portone principale è presente un tondo semiraggiato pure in acciottolato policromo, con un monogramma recante al centro il Tau caratteristico dell’iconografia di Sant’Antonio e dell’antico ordine ospedaliero che al Santo faceva riferimento.
Già citata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, S. Antonio sorgeva al di fuori delle mura, lungo il tracciato dell’antica Via Canturina, attualmente via Daverio, che proveniva da Como. Nelle vicinanze scorre la roggia detta di Sant’Antonio o Mairola, oggi in parte interrata.
06 CANTU' SANT'ANTONIO - ABSIDELa primitiva struttura dell’edificio sacro è riconducibile alla seconda metà del XII secolo; verosimilmente nel XIV secolo sarebbe stata poi aggiunta l’abside (che esternamente presenta un coronamento di arcatelle a sesto acuto in mattoni) e fatti interventi sulla facciata; notevoli sono stati anche i rimaneggiamenti barocchi.
La facciata a capanna asimmetrica, perché addossata ad un edificio sul lato destro, è aperta da un portale gotico in cotto delimitato superiormente da un arco a tutto sesto e da un altro più grande a sesto acuto, sovrapposti. Sopra il portale si apre un rosone pure gotico con bordo in cotto e, più in alto ancora, una finestrella cruciforme. Il campanile, posto nella parte posteriore destra della chiesa, viene fatto risalire al secolo XVIII.
05 CANTU' SANT'ANTONIO - LUNETTA PORTALE LATERALESul lato costeggiato dalla strada si apre un ingresso laterale sormontato da una lunetta con resti di un affresco scarsamente leggibile.
Sul lato opposto alla chiesa era annesso un hospitale con funzioni assistenziali di pellegrini e ammalati. Attualmente ben poco è rimasto dell’ospedale gestito da monache agostiniane: è noto che ospitò gli appestati della grande pestilenza del 1631 e trasformato poi in cascina a corte quale si presenta oggi. Gestito inizialmente dalla monache agostiniane e passato nel XV secolo ai canonici di Sant’Antonio di Vienne, di origine francese. Nel XVII secolo divenne una dipendenza del monastero di S. Maria e vi furono traslate le ossa delle monache, come testimonia una lapide conservata in chiesa (1689).
Gli antichi edifici che chiudono la corte hanno subito nel tempo variazioni d’uso. Vi fu ospitata per un periodo la fonderia artistica dei fratelli Carlo e Luigi Rigola, milanesi di nascita, ma canturini di adozione, gli stessi che in sodalizio con lo scultore Ludovico Pogliaghi realizzarono il portale bronzeo centrale e l’altare maggiore del Duomo di Milano, nonché le statue marmoree ai lati dell’ingresso al Tempio Voltiano di Como. Ora è stato frazionato in abitazioni private.
All’inizio del XXI secolo la dedicazione a Sant’Antonio abate è stata estesa all’attuale ospedale della città.
09 sant-antonio-madonna-con-gesu-bambino - sanvincenzocantu.itL’interno, ad aula unica, è ad un livello più basso rispetto al piano della strada. Le pareti interne un tempo erano affrescate, ma pochi sono gli affreschi rimasti che si possono far risalire a periodi diversi, tra la fine del XIII e gli inizi del XV con apporti che vanno dal mondo bizantino alla pittura trecentesca lombarda.
In controfacciata, sulla destra, si trova una Madonna del latte, affresco devozionale di modesta fattura e di datazione incerta. Sulla parete destra si può notare, dal fondo, lacerti di affreschi raffiguranti una Madonna in trono con Bambino con una Santa e un’Offerente; al di sopra, in una nicchia, è conservata una grande statua in arenaria di Sant’Antonio, in origine collocata in facciata, fatta risalire al secolo XIV, di mano dei maestri campionesi.
10 sant-antonio-madonna-del-latte-520x390 - sanvincenzocantu.itIn una seconda nicchia una statua policroma di San Rocco, si possono vedere a destra due Santi e a sinistra un’altra figura con piaghe, da alcuni identificata con San Lazzaro, patrono di malati infettivi e dei mendicanti.
A metà della parete sinistra l’ingresso laterale è sovrastato da una lunetta decorata con un’Annunciazione. A sinistra e destra sono presenti lacerti di affreschi.
Il presbiterio è introdotto da un arco ogivale, al cui centro è appeso un Crocifisso ligneo; l’abside, di forma poligonale, è coperta da una volta gotica con costoloni in cotto. L’altare maggiore in pietra è sovrastato da una statua policroma tardo-gotica in legno di fico del Sant’Antonio abate.

Il culto di sant’Antonio abate, la cui festa cade il 17 gennaio, è legato alla protezione di uomini e di animali dalle malattie e, per estensione moderna, ai mezzi di trasporto, che sfilano il pomeriggio di quel giorno per ricevere la “benedizione di Sant’Antonio”.

Localizzazione: Via Francesco Daverio 21, 22063 Cantù (Co)

Fonti:
http://www.camminacitta.it/cantu-punti-di-interesse/cantu-percorso-1-punti-di-interesse/
https://sanvincenzocantu.it/museobeni-artistici/beni-artistici-san-teodoro/
http://www.camminosanpietro.it/?pag=8&cakeurl=/items/lightView/10

Info:
La chiesa è aperta solo in occasione delle celebrazioni liturgiche.
Fa parte della Parrocchia di S. Teodoro – Segreteria, Piazza S. Teodoro 3 Cantù; Tel. 031.714570; E-mail segreteria.santeodoro@sanvincenzocantu.it; Sito internet http://sanvincenzocantu.it/comunita-pastorale/parrocchie/san-teodoro/

Data di rilevazione: 6 giugno 2021

Nome del rilevatore: Marina Celegon

Foto esterni: Marina Celegon

Foto interni: dal sito https://sanvincenzocantu.it/museobeni-artistici/beni-artistici-san-teodoro/

ZUCCARELLO (Sv). Cappella di Sant’Antonio abate

_MG_8152Sulla strada all’ingresso del paese, sulla destra, poco prima del borgo venendo da Albenga si trova la graziosa cappella di Sant’Antonio, nella quale si possono ammirare degli splendidi affreschi recentemente restaurati e risalenti al XV secolo.

Internet: sito del comune di Zuccarello

Data compilazione scheda: 17 – 09 – 2021

Nome del rilevatore: Valter Bonello

MONTEU ROERO (Cn). Castello, cappella dedicata a Sant’Antonio abate

CAPPELLA SANT'ANTONIO ABATE CASTELLO MONEU ROERO CN (4)Via XXV aprile 35 –  Monteu Roero (Cuneo)
https://goo.gl/maps/ruJeJZrTinaLYoRJA
Cappella dedicata a Sant’Antonio Abate (assenti immagini del santo)

Fruibilità: aperta su prenotazione – Sabato 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Domenica 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Lunedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Martedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Mercoledì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Giovedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Venerdì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00

Info: tel.0141739528-3337678652

CAPPELLA SANT'ANTONIO ABATE CASTELLO MONEU ROERO CN (4)Notizie storiche:
Il Castello di Monteu Roero veniva chiamato di Monte Acuto – dal latino Mons Acutus – per la sua posizione strategica, sulla cima di una collina adatta al controllo della zona. L’anno di fondazione del Castello è il 1041.

Internet: www.castellomonteuroero.it, info@castellomonteuroero.itbelmonteu@libero.it

Data compilazione scheda: 23/10/2021
Nome del rilevatore: Valter Bonello

DIANO MARINA (IM). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, con affreschi

La chiesa si trova in via Giuseppe Garibaldi (la via Aurelia), già via Genala 1, a poca distanza dal mare.
https://goo.gl/maps/W4wUfVtdnnYMd3i68

Diano-01

 

L’edificio, che già in origine aveva una pianta rettangolare absidata a tre navate di stile tardo romanico, nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri e rifacimenti dopo la fase più antica, risalente agli ultimi anni del XIV secolo e gli inizi del XV. Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento la chiesa è stata soggetta a una ristrutturazione, che ha determinato un ampliamento e la presenza di cinque cappelle e cinque altari; inoltre è stata realizzata la copertura a volta e la facciata adeguata allo stile barocco.
Tra il 1770 e il 1850 l’edificio è stato ulteriormente ingrandito con la formazione di nuove cappelle, tre per ognuna delle due navate laterali.
Diano-03Tra il 1862 e il 1865 la chiesa, a causa della sua precaria staticità dovuta ai numerosi interventi subiti, è stata quasi completamente demolita e ricostruita, e ha ricevuto un’impronta neoclassica. L’aspetto odierno del campanile risale al rifacimento avvenuto nel 1876. Il terremoto che ha colpito la Liguria nel 1887 ha provocato gravi danni alla chiesa, che ha subito una nuova ristrutturazione, con l’ampliamento del coro e del presbiterio.

Le tre navate e il presbiterio sono dotati di un ricco apparato decorativo, la cui formazione è avvenuta nel corso di alcuni secoli. Recenti sono le vetrate, realizzate tra il 1950 e il 1954, mentre la quadreria comprende opere che vanno dalla fine del XVI secolo al XX.
Gli altari, collocati nelle navate laterali, sono particolarmente interessanti sia per le statue sia per la struttura architettonica che le comprende. Il più recente è l’altare di S. Luigi Gonzaga, il secondo nella navata sinistra, realizzato nel XIX secolo, con colonne di marmo rosso e il coronamento in marmo bianco di Carrara. Il dipinto raffigurante S. Luigi, collocato in origine sull’altare, è stato sostituito da una statua di Sant’Antonio Abate. Il santo, la cui mano destra è in atteggiamento benedicente, con la sinistra regge un bastone culminante non con la tau, bensì con una croce, alla quale è appesa una campanella. Gli altri cinque altari laterali risalgono a periodi precedenti, tra il Seicento e la prima metà del Settecento.
L’altare maggiore, datato al XVIII secolo, è formato da un’alzata a gradoni e ornato con intarsi marmorei di vari colori; è sovrastato da un crocifisso ligneo, eseguito probabilmente tra Seicento e Settecento.
Diano-07Sulla volta della navata centrale tre medaglioni racchiudono affreschi che rappresentano Simone Stock, generale dei Carmelitani, al cospetto della Vergine, e due episodi della vita di Sant’Antonio Abate: la predica contro l’arianesimo ad Alessandria d’Egitto e l’incontro con S. Paolo Eremita, al quale un corvo sta portando il pane. Sul catino absidale è affrescata la gloria di Sant’Antonio circondato da angeli. Gli affreschi sono stati eseguiti da R. Resio nel 1923.
Un’opera di rilievo è il pulpito, realizzato da G. M. Augustallo nel 1586. Sui pannelli del parapetto sono scolpiti a bassorilievo i santi Chiara, Erasmo, Antonio Abate e Nicola di Bari; S. Erasmo, a cui è dedicato il primo altare della navata sinistra, in passato era oggetto di particolare devozione perché ritenuto il protettore dei marinai. Nel pulpito sul basamento di sostegno del pavimento, in corrispondenza con l’immagine di Sant’Antonio, è raffigurata una imbarcazione a vela con il timoniere.

Diano-04Delle tre ipotesi avanzate da G. Abbo (La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina) per spiegare la presenza dell’imbarcazione associata all’immagine di Sant’Antonio: il riferimento alla traslazione delle spoglie del santo in Delfinato, il legame leggendario con la famiglia dei conti di Ventimiglia, e infine la protezione che Sant’Antonio, nella devozione popolare, avrebbe accordato contro la peste “la cui minaccia veniva principalmente dal mare attraverso i naviganti” (G. Abbo), la seconda appare la meno fondata. Riguardo alla prima spiegazione, la conoscenza del trasferimento delle spoglie e, si può presumere, della figura di Sant’Antonio come guaritore, potrebbe essere dovuta all’arrivo a Diano di un viaggiatore proveniente dal Delfinato. Diano-05La terza ipotesi è sostenuta dall’associazione nel pulpito dalle immagini di S. Erasmo e di Sant’Antonio, il primo protettore dei marinai, il secondo difensore contro un contagio portato a Diano da chi viaggia per mare. Quanto qui esposto può chiarire il motivo della inusuale presenza in una località marina di una chiesa dedicata a un santo, normalmente associato a località montane o di campagna.

La chiesa è solitamente aperta.

Materiale informativo:
– G. Abbo, La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina, Diano Marina 2016
– Un opuscolo in quattro lingue.

Info: tel. 0183 434313-495515 – email: parrocchiadianom@alice.it

Verifica effettuata il 22 settembre 2021.

Autore: M. Gabriella Longhetti

MONTEREALE VALCELLINA (PN). Chiesa di San Rocco o di Santa Maria Assunta, con immagine di s. Antonio abate

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERALa chiesa di San Rocco a Montereale Valcellina è ubicata poco prima della stretta di Ravedis, in posizione decentrata rispetto all’attuale abitato. La sua antichità è confermata dalla presenza del cimitero, com’era di costume nelle vecchie pievi. La chiesa, ancora oggi inserita nel cimitero, era una delle pievi più antiche e importanti della diocesi di Concordia.
Nei pressi dell’area oggi occupata dalla Pieve sono state messe in luce abitazioni e necropoli dall’età del bronzo a quella romana, di oggetti ritualistici e di una piccola ara al dio Timavo.
Dedicata in un primo momento a Santa Maria Assunta (o di Calaresio, antico nome di Montereale), venne poi intitolata a San Rocco. Nominata in una bolla pontificia di Urbano III del 1186 fu centrale per l’evangelizzazione del territorio circostante già dal V secolo.
46 MONTEREALE V - S. ROCCO ESTERNO E CIMITERO SFALe indagini archeologiche hanno identificato tre fasi nella sua costruzione: la prima, paleocristiana, risalente al V secolo, quando fu dedicata all’Assunzione della Vergine; la seconda, medievale, del XII secolo, della quale rimangono i paramenti murari della navata; la terza, quella rinascimentale d’inizio 1500, che ha determinato l’attuale configurazione dell’edificio e il cambio d’intitolazione, a San Rocco. L’edificio venne ampliato nel XVIII secolo e restaurato nel 1969.
La facciata liscia è caratterizzata da un semplice portale con pilastri in pietra e architrave. Un secondo ingresso e tre finestre si aprono sul fianco destro, una finestra si apre anche nel presbiterio. Esisteva anche un campanile, probabilmente d’epoca tardo medievale, che fu demolito nel 1983.
03 MONTEREALE V - S. ROCCO INTERNO SFAL’ambiente interno è ad aula rettangolare con copertura a capriate lignee e due cappelle laterali lungo il fianco sinistro. Il presbiterio rettangolare ha una copertura a vele ed è più alto rispetto all’aula. I due ambienti sono separati da un arco a sesto acuto. Il corpo di sacrestia (del XVI secolo) è annesso lateralmente.
Nonostante la semplicità dell’aspetto esteriore, la chiesa custodisce al suo interno un gioiello pittorico: si tratta della decorazione del coro realizzata da Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari (Pordenone, 1500 circa – dopo il 1570), tra il 1559 e il 1563, riconosciuto come una delle sue opere più importanti. Lo stile del Calderari mostra le influenze del suo maestro Giovanni Antonio de’ Sacchis (il Pordenone) e di Pomponio Amalteo, i due grandi nomi del Rinascimento pittorico friulano. Calderari ha lasciato un certo numero di tele e affreschi in numerose chiese della destra Tagliamento. “Da un loro attento esame si ricava l’impressione di essere di fronte ad un pittore che, pur ripetendo stancamente la lezione appresa dal Pordenone, raggiunge anche effetti sorprendenti dove si limita ad un ritratto o ad un particolare, mentre mostra di non saper dominare i grandi spazi; sempre abile mestierante, anche se raramente artista, è in possesso di un linguaggio popolare spesso fresco ed arguto, che talvolta dà sapore alle composizioni” [Bergamini-Tavano 1991].
02 Montereale San Rocco SANT'ANTONIO ABATE SFALa dedica originaria della chiesa a Santa Maria Assunta si riflette nei soggetti degli affreschi.
Sulla fronte del coro erano un tempo collocati due altari in marmo secenteschi che incorniciavano pale secentesche e dopo la sparizione di queste, gli affreschi sottostanti. Con i restauri del secolo scorso gli altari sono stati smontati per lasciare il posto a due bassi altari che lasciano liberamente in vista gli affreschi. Sulla fronte del coro in alto si vedono affrescati a sinistra l’Offerta di Abele e a destra l’Offerta di Caino. La rappresentazione del Sacrificio di Caino e Abele sostituisce qui la rappresentazione dell’Annunciazione, la più comune ai lati dell’arco. In basso due gruppi di santi: a sinistra San Rocco e i santi Sebastiano e Francesco d’Assisi, a destra Santo Stefano e i santi Antonio abate e Nicola di Bari.
03 Montereale San Rocco SANT'ANTONIO ABATE SFA

Nel sottarco dall’alto in basso si vedono le immagini di sante martiri e di profeti: a sinistra Santa Barbara, il profeta Geremia, Sant’Agata ed in basso Santa Lucia ed a destra il profeta Isaia, Sant’Apollonia, il profeta Daniele e in basso Santa Caterina d’Alessandria.
Al coro, completamente affrescato, si accede tramite alcuni gradini e oltrepassando una balaustra.
Sulla parete sinistra si possono vedere: in alto la Nascita della Vergine, la Presentazione di Maria al tempio con un angelo musicante, in basso lo Sposalizio della Vergine (con in basso il ritratto del parroco pre Stefano Decano da Grizzo) e la Nascita di Gesù. Nella vela della volta si vedono la Sibilla Libica, il profeta Daniele, l’evangelista Marco ed il dottore della Chiesa Sant’Agostino.
04 Montereale San Rocco SANT'ANTONIO ABATE SFASulla parete di fondo campeggia In alto il Cristo dell’Apocalisse ed angeli, in basso la scena della Dormitio Virginis con la Vergine che non muore realmente ma si addormenta prima della sua assunzione al cielo. Sono da notare in basso le piccole e delicate immagini di fiori, frutti e uccelli. Nella vela della volta si vedono la Sibilla Persica, il profeta Simeone, l’evangelista Luca ed il dottore della Chiesa San Gregorio papa.
Sulla parete destra si vedono in alto l’Annunciazione e la Visitazione ed in basso la Fuga in Egitto e Gesù al tempio fra i dottori. Nella vela della volta compaiono una Sibilla non identificata, il profeta Mosè, l’evangelista Matteo ed il dottore della Chiesa Sant’Ambrogio.
Sulla parete verso l’aula nella vela della volta si vede un’altra Sibilla non identificabile, il profeta Davide, l’evangelista Giovanni ed il dottore della Chiesa San Girolamo.
Negli angoli delle vele sono dipinti degli angeli musicanti.
Al di sopra della porta laterale si trova un crocifisso ligneo del XVI secolo affiancato dalle sagome della Madonna e di San Giovanni evangelista. Fino al 1969 erano collocati sul trave del coro e vennero spostati durante i lavori di restauro. Le sagome lignee originali dei due santi vennero sostituite con opere di Giovanni Pitau nel 1673, quelle oggi visibili sono copie realizzate nel 2001.
Del Calderari è anche la pala dell’Assunta, lasciata incompiuta a causa della sopravvenuta morte dell’artista. La pala, oggi collocata sopra la porta d’ingresso, era un tempo collocata sull’altare maggiore, concludendo così il ciclo delle storie di Maria affrescato nel coro. L’altare maggiore marmoreo, con le statue dell’Assunta e di San Giuseppe, è stato spostato nella nuova parrocchiale.
A sinistra dell’ingresso una corta cappella contiene il fonte battesimale. Poco oltre una seconda cappella contiene un altare ligneo opera del bellunese Giovanni Battista Auregne (1650 – 1675), con una Madonna del Rosario con bambino, angeli e i santi Domenico e Caterina da Siena. La statua della Madonna e quelle degli angeli vennero rubate nel 1986 e due anni dopo venne rubata anche la copia della statua della Madonna che l’aveva sostituita. Quelle oggi visibili sono copie recenti.
Nell’antica sacrestia, che si trovava dalla parte opposta di quella attuale, nel 1584 furono ascoltati diversi testimoni a eventuale carico o a discolpa di Domenico Scandella detto Menocchio, il mugnaio di Montereale condannato a morte per eresia dall’Inquisizione.

Fonti:
– Bergamini Giuseppe, Perissinotto Luciano. Affreschi del Friuli. Istituto per l’enciclopedia del Friuli Venezia Giulia. 1973.
– Bergamini Giuseppe e Tavano Sergio. Storia dell’arte nel Friuli Venezia Giulia. Chiandetti Editore, Reana del Rojale 1991
– Comune di Montereale Valcellina. Montereale Valcellina e le sue frazioni. 2019
– Goi Paolo – Antica Pieve di Montereale. Sequals Grafiche Tielle. 2002.
– Marchetti Giuseppe (a cura di Gian Carlo Menis). Le chiesette votive del Friuli. Società Filologica Friulana. Arti Grafiche Friulane, Udine riedizione 1990

Sito Chiese italiane:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=65603&Chiesa_di_San_Rocco__Montereale_Valcellina
Localizzazione: SR251, 66, 33086 Montereale Valcellina PN

Data ultima verifica: giugno 2020
Informazioni: trovata aperta in orario di apertura del cimitero.

Autore: Marina Celegon

Immagini: Marina Celegon.