TEOLO (Pd). Oratorio di Sant’ Antonio abate.
Brevissima passeggiata senza alcuna difficoltà adatta soprattutto nel periodo invernale e primaverile. Da Teolo si sale ancora seguendo le indicazioni per “Monte della Madonna” (Santuario), dopo alcuni ripidissimi tornanti si sbuca all’evidente slargo del Passo delle Fiorine, in vista del monte Madonna, dove si trovano ampi parcheggi ed area attrezzata per pic-nic a cura dell’Ente Parco Colli Euganei.
Di domenica, specie a primavera, il posto è frequentatissimo. La strada per Teolo, e anche verso il monte Madonna, è percorsa da tantissimi ciclisti. Dopo aver parcheggiato procedere per un centinaio di metri fin dopo il ristorante Baita Fiorine da dove, subito dopo sulla sinistra, si stacca una stradina con una evidente indicazione per la chiesetta di Sant’Antonio abate.
La passeggiata è breve e facile, richiede circa un quarto d’ora. Poco prima di arrivare alla chiesetta si trova un bel terrazzo panoramico tra alcune roccette ed una brevissima discesa.
Interessante la flora mediterranea che vegeta attorno: esemplari di fichi d’India e di cisto femmina.
Via Trespole. https://goo.gl/maps/TAgg45uVerrtiHGGA
Presso l’Oratorio di sant’Antonio abate si tramanda una curiosa leggenda: nella notte precedente la festa di sant’Antonio abate (17 gennaio) gli animali possono parlare tra di loro ed i contadini non possono entrare nelle stalle per ascoltarli perché è di cattivo auspicio.
Questo è quello che si dice della costruzione che risale al 1300 e rappresenta solo una parte di un più ampio convento benedettino dedicato al santo, chiamato anche Sant’ Antonio “del fogo” (del fuoco, per ricordare che fu sottoposto alle tentazioni nel deserto); da qui deriva l’uso di chiamare “Fuoco di Sant’Antonio” la manifestazione tardiva del virus della varicella.
Era rappresentato anche con un cinghiale (Sant’Antonio “del porseeto“) perché era d’uso nel Medioevo, in terra tedesca, portare in dono un maiale all’ospedale gestito dai monaci di Sant’Antonio; adesso il santo è protettore degli animali domestici.
La costruzione apparteneva ai monaci di Santa Giustina di Padova perché una leggenda vuole che nella grotta naturale accanto alla chiesa abbia vissuto Santa Felicita (VIII-IX sec), il cui corpo è venerato nella basilica di Santa Giustina.
La chiesetta è stata restaurata da un gruppo di teolesi e si trova immersa in una splendida vegetazione mediterranea tipica dei versanti più assolati dei colli Euganei.
All’interno, sull’altare, una statua di Sant’Antonio Abate.
La festa di Sant’Antonio Abate, presso l’omonimo Oratorio, si tiene a gennaio ed è curata dall’associazione ‘Amici dell’Oratorio’.
Link:
https://www.collieuganei.it/chiese/chiesetta-sant-antonio-abate/?action=getVirtualtour
Rilevatore: Feliciano Della Mora
Data ultima verifica sul campo: 17/01/2026





