PIENZA (SI). Chiesa di San Francesco, affresco con s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa è di origine duecentesca. L’impianto è quello tipico delle chiese francescane, a navata unica e scarsella terminale voltata a crociera.
Anche la facciata è improntata all’austerità: solo il portale vi introduce una nota decorativa. All’interno si trovano importanti resti di affreschi trecenteschi, soprattutto nel presbiterio, con Annunciazione, Deposizione, Orazione nell’orto, Stimmate di San Francesco, episodio del lupo e figure di Santi, dovuti a due pittori senesi della seconda metà del Trecento, Cristoforo di Bindoccio e Meo di Piero.
Altri frammenti e figure di santi sono venuti alla luce durante i restauri, tra cui lo Sposalizio mistico di Santa Caterina.
Sull’altare sinistro è presente un affresco raffigurante la Madonna della Misericordia e i santi Sebastiano e Bernardino, attribuito alla bottega di Luca Signorelli.
Restaurata nel 1998-2002

Tra le figure di santi, compare anche sant’Antonio abate, con saio e mantello, barba biforcata, tien con la mano sinistra un libro e con la destra un nodoso bastone a tau cui è appesa una campanella. La parte inferiore della figura è abrasa.

 

Segnalazione di Valter Bonello

REZZO (IM). Cappella dell’Ospedale con immagine di s. Antonio abate, XV secolo

Si tratta di un antico edificio di ricovero medievale per pellegrini e viandanti, situato lungo i percorsi nei pressi del bosco e del paese.

Chiamata anche Oratorio di Santa Croce dell’Ospedale o di Santa Maria Maddalena, la chiesetta custodisce importanti cicli di affreschi storici, nella parete dell’altare di Pietro Guido da Ranzo, attivo tra il 1490 e il 1532, membro più celebre e divulgatore di un linguaggio pittorico popolare, di una dinastia di pittori attiva dal quarto decennio del Quattrocento fino al Cinquecento inoltrato, caratterizzata da influenze tardo-gotiche piemontesi e scambi culturali con la costa ligure.

Tra i Santi raffigurati sulla parete di fondo, a sinistra accanto a s. Giovanni battista, la figura di sant’Antonio abate con saio e mantello con la tau. Tiene un libro chiuso nella mano sinistra, la destra compie il gesto di benedizione e accanto ha un alto bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Segnalazione di Valter Bonello

IMPRUNETA (FI). Chiesa di San Miniato a Quintole con immagine di s. Antonio abate, XIV secolo

Della chiesa di epoca romanica si conserva solo il portale; infatti l’edifico fu più volte rimaneggiato.

Conserva nel braccio sinistro del transetto un frammento di affresco trecentesco, un trittico murale, con la Madonna col Bambino in trono e sant’Antonio abate, opera del 1380 circa di un pittore daddesco, il “Maestro di Barberino”, attivo a Firenze e nel contado nel terzo quarto del Trecento.

Sant’Antonio, del quale è rimasta solo la parte superiore della figura, ha la barba bianca biforcata; tiene la mano destra appoggiata a un corto bastone a tau e con la sinistra regge un libro chiuso.

 

Bibliografia e immagine del dipinto:
Camporeale Elisa, Polittici murali del Trecento e Quattrocento: un percorso dall’Umbria alla Toscana, Leo Olschki editore, Firenze, 2012, p. 35

NIMIS (UD). Pieve dei SS. Gervasio e Protasio con immagine di s. Antonio abate 

Il primo edificio di culto fu costruito nel VI secolo, e in seguito più volte ampliato e restaurato fino a quando fu distrutto dal terremoto del 1348. Riedificata, è l’edificio attuale che fu ristrutturato varie volte: nel 1714, nel 1898, nel 1934, nel 1964 e nel 2000.

Conserva all’interno affreschi risalenti al Medioevo, al Rinascimento

Un affresco medievale, con cadute di intonaco, raffigura al centro la Vergine col Bambino e a sinistra sant’Antonio abate che tiene un bastone a tau nella mano sinistra e nella destra una campanella.

Immagini da:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=28980205854916241&set=pcb.1342093897913777

Info:
https://www.archeocartafvg.it/portfolio-articoli/nimis-ud-chiesa-di-san-gervasio-e-san-protasio/

Segnalazione di Valter Bonello

CASALROMANO (MN), frazione Fontanella Grazioli. Santuario della Malongola, immagine di s. Antonio abate

Edificato nel XIII secolo a navata unica con capriate e con un campanile sormontato da un cono. Durante la peste del 1630, la chiesa fu adibita a lazzaretto e gli affreschi che ornavano le pareti furono ricoperti di intonaco.
L’edificio è stato restaurato per il Giubileo del 2000.

All’interno sono presenti alcuni importanti affreschi; parte di quelli nell’abside è datata al 1392 (in alto un Cristo in gloria e in basso figure di Santi). Una Deposizione e una Crocifissione sono sopra la porta del campanile,

Sulla parete sinistra, affreschi cinquecenteschi che raffigurano: Madonna in trono con Bambino e san Donnino, sant’Antonio abate, San Francesco che riceve le stimmate.
Sant’Antonio abate tiene con la mano sinistra un bastone pastorale cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi, a destra, un piccolissimo maiale.

 

Link:
https://www.parrocchiadiasola.it/storia-malongola

https://www.sordello.it/storia-di-goito/edifici-storici-e-monumenti/la-chiesa-di-massimbona/