MILANO. Pinacoteca Ambrosiana, “S. Antonio abate” di Giovanni di F. di G. del Cervelleria, metà XV secolo

Tempera su tavola di 40 x 117 cm. Scomparto di polittico raffigurante Sant’Antonio abate.

Opera di Giovanni di Francesco di Giovanni del Cervelleria (notizie 1439 post-1459), databile al 1455-59 circa.

Sant’Antonio, stante, con la mano sinistra regge il bordo del mantello e tiene con la destra un bastone a tau.

 

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/L0050-00001/

https://www.ambrosiana.it/ambrosiana-info/pinacoteca/

GALATINA (LE). Basilica di Santa Caterina, affresco di s. Antonio abate, 1435

Secondo la tradizione, tra il 1369 e il 1391 fu costruita su una preesistente chiesa bizantina del IX-X secolo a due navate, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo che aveva portato a Galatina una reliquia di santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua morte, la moglie Maria d’Enghien affidò a maestranze provenienti da diverse scuole italiane la realizzazione del vasto ciclo di affreschi che ancora oggi ricopre pareti, archi e volte della chiesa con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della vita e passione di Cristo, dell’Apocalisse e figure di Santi. Le opere furono realizzate tra la prima metà del Trecento fino agli anni Quaranta del Quattrocento.

Tra questi, l’unico affresco recante la firma “Franciscus De Arecio” è ubicato nell’ambulacro destro e riporta un’immagine di sant’Antonio abate con donatore, forse Raimondello Orsini. Col nome dell’artista viene riportata la data ‘MCDXXXV’ (1435).
Sant’Antonio, stante, con barba bianca biforcata, indossa saio, scapolare e mantello. Tiene con la mano sinistra un libro chiuso e una campanella; la destra è appoggiata a un corto bastone a tau. In basso a sinistra, sotto la piccola figura del committente inginocchiato, spunta il muso di un maiale scuro.

 

 

LA BASILICA è in stile romanico-gotico; la facciata presenta tre cuspidi e un grande rosone finemente decorato. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull’architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra i dodici apostoli.
L’interno è articolato in tre navate principali affiancate da due navatelle laterali. In fondo al coro si erge la tribuna ottagonale realizzata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Del Balzo Orsini entro il 1459. Nella terza campata Scene della vita di Cristo con Ultima Cena

Accanto alla basilica si sviluppa il convento dei frati minori francescani, ricostruito tra XVI e XVII secolo. Il chiostro quadrangolare è decorato da un ciclo di affreschi del 1696 realizzato da fra’ Giuseppe da Gravina, dedicato alla storia dell’ordine.

Il Tesoro della Basilica è visitabile solo in occasioni particolari, conserva preziosi reliquiari e oggetti liturgici. Tra i pezzi più importanti spiccano il reliquiario del dito di Santa Caterina, quello della mammella di Sant’Agata e un raro mosaico portatile bizantino del XII secolo, composto da minuscole tessere di circa un millimetro.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria

Immagine da:
https://www.galatina.it/franciscus-de-arecio-tra-galatina-e-soleto

CODEVIGO (Pd). La Chiesa parrocchiale di san Zaccaria, con immagine di sant’Antonio abate.

La prima citazione di una chiesa a Codevigo risale al 1173 e si sa che era filiale della pieve di Piove di Sacco.
Dalla relazione della visita pastorale del 1489 del vescovo Pietro Barozzi si apprende che la chiesa era a tre navate ed aveva cinque altari; qualche anno più tardi nel 1506 lo stesso vescovo da inizio alla ricostruzione della chiesa e, alla fine del secolo, vennero completati i due porticati laterali.
I lavori della nuova struttura furono lavori che diedero l’aspetto ancora attuale.

Le opere più significative contenute all’interno della parrocchiale di Codevigo sono una pala, posta sull’altare di Sant’Antonio, raffigurante lo Spirito Santo assieme ad i Santi Antonio abate, Antonio di Padova, Carlo Borromeo e Lorenzo e dipinta da Pietro Damini nel XVII secolo, una scultura lignea, databile tra il 1650 e il 1674, il cui soggetto è la Vergine ed un’altra pala d’altare, collocata nella prima cappella della parete sinistra, con la Crocifissione, opera del 1864 di Cecilio Rizzardini.

 

Info:
Telefono: 049-7483175 – Email: upcodevigo@gmail.com
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele III 14, 35020 CODEVIGO PD

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CINGOLI (MC). Collegiata di Sant’Esuperanzio con immagine di S. Antonio abate

Già esistente nel 1139, fu ricostruita a metà del XIII secolo in forme romanico-gotiche.

La facciata in pietra è arricchita da un grande rosone geometrico e il monumentale portale d’ingresso mostra raffinate decorazioni di scuola lombarda e fu realizzato nel 1295 come recita un’iscrizione. Sull’architrave è l‘Agnello mistico fra i simboli degli Evangelisti, nella lunetta la scultura del Santo tra due angeli e una nicchia sovrastante con la statua, molto rovinata, del Santo patrono in abiti vescovili.
Tra il Trecento e il Cinquecento i devoti commissionarono sempre più affreschi che pian piano coprirono tutte le pareti della navata. Inoltre nel XV secolo si restaurò l’edificio e numerose cappelle gentilizie vennero create negli spazi tra i pilastri. Le uniche due superstiti, fatte costruire dai Silvestri quella a sinistra, e da Simonetti l’altra, presentano begli esempi di altari rinascimentali a candelabre[

All’interno della struttura si sviluppa un impianto solenne che custodisce pregevoli affreschi di scuola marchigiana del ‘400 e ‘ 500 e si conclude con un presbiterio rialzato sotto il quale si trova la cripta che conserva le spoglie storiche di Sant’Esuperanzio.

Un affresco in controfacciata raffigura Pietà (nella lunetta) e in basso i santi Antonio abate, Giovanni Battista e Cristoforo,  risale al  XV secolo ed è attribuito ad Arcangelo di Cola da Camerino .
S. Antonio abate, al centro, ha la tau sul mantello, tiene con la mano sinistra un bastone e con la destra regge una campanella rivolta verso l’alto.

 

Link:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/sesuperanzio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Sant%27Esuperanzio

Segnalazione di Valter Bonello

ACQUALAGNA (PU). Abbazia di San Vincenzo al Furlo, varie immagini di s. Antonio abate

Si tratta di un antico complesso benedettino, pare edificato su un tempio pagano di epoca romana, che prosperò nel Medioevo grazie ai pedaggi e alle offerte dei viandanti. Tradizione vuole che abbia custodito le reliquie di San Vincenzo (vescovo di Bevagna) portate qui per sfuggire alle invasioni longobarde. Il primo documento ufficiale che ne attesta la florida attività risale al 970.Agli inizi dell’anno 1000, il monastero divenne un importante centro di riforma monastica ed eremitica, ospitando figure di spicco come San Romualdo (1011) e San Pier Damiani (1042).

La chiesa presenta una semplice facciata a capanna, con un portale ad arco con un duecentesco architrave in pietra scolpito, sormontato da una cornice romana di reimpiego; al di sopra del portale è un finestrone risalente a un rimaneggiamento quattrocentesco.
All’interno la chiesa, che aveva in origine due navate, oggi ne ha una sola terminante con un’abside con finestra ad arco acuto. Dell’originaria navata destra sono visibili le arcate tamponate sul fianco della chiesa attuale e sul retro una piccola abside. La navata è coperta da volte a crociera nelle due campate di fondo, da un tetto a capriate lignee nella campata iniziale.

Il presbiterio è rialzato, con una stretta scalinata centrale di 15 gradini, sopra una  suggestiva cripta tripartita da sei colonne, con capitelli a tronco di piramide.

Alle pareti  si conservano affreschi quattrocenteschi, due raffiguranti la Madonna con bambino, una Madonna del latte e vari dipinti devozionali di Santi e tra essi la figura di sant’Antonio abate compare più volte:

 

1 Parete sinistra della navata, presso l’abside, vi sono tre dipinti: a sinistra san Rocco, a destra la Madonna col Bambino, al centro sant’Antonio abate riconoscibile per la campanella nella mano destra e un bastone nella sinistra.


 

2 Abside, lato sinistro, un riquadro con san Vincenzo e a destra sant’Antonio abate con barba bianca biforcata e libro nella mano sinistra, nella destra un bastone cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi, a destra, un piccolissimo maiale della cinta senese.


 

3 Abside,  lato destro, due riquadri sovrapposti parzialmente: a sinistra un altro sant’Antonio abate  e a destra una Madonna col Bambino. Sant’Antonio, quasi speculare di quello a sinistra, tiene con la mano destra un libro e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.


4 Sulla parete destra della navata un dipinto, del quale manca la parte inferiore, con san Sebastiano, san Vincenzo (?) e un altro Santo che potrebbe essere un altro sant’Antonio abate, ma non è identificabile con certezza anche perché deteriorato.

 

 

 

 

 

 

Immagini da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-san-vincenzo-al-furlo-acqualagna-pu-2/

Segnalazione di Valter Bonello