MILANO. Museo Diocesano, tavole con s. Antonio abate, XIV – XV secolo

 

Madonna dell’Umiltà tra i santi Giovanni Battista, Pietro, Paolo e Antonio abate, la Trinità

Vedi foto in alto.
Taddeo di Bartolo (Siena, documentato dal 1386 al 1422)
Tempera su tavola, 92 x 52,5 x 7 cm eseguita nel 1397 -1401
Inventario MD 2000.018.038
Proviene dalla Collezione di Alberto Crespi

Taddeo di Bartolo fu attivo prevalentemente a Siena, ma anche in altre città del nord Italia; nella fase matura della sua carriera unì il suo interesse per un’indagine naturalistica dettagliata con la sua ricerca della monumentalità.
Il dipinto, in discreto stato di conservazione, presenta la Vergine che tiene il Bambino in fasce e seduta su un telo rosso con decoro dorato, secondo il motivo iconografico della Madonna dell’Umiltà. Ai lati di esse due santi inginocchiati: S. Giovanni e S. Pietro a sinistra; San Paolo e Sant’Antonio abate a destra. Nella metà superiore della tavola è raffigurata la Trinità secondo il tipo iconografico del Thronum gratiae. Il dipinto coniuga in maniera insolita l’iconografia della Madonna dell’Umiltà con il mistero della Santissima Trinità. La composizione apparentemente solenne con i Santi in atteggiamento severo disposti intorno al gruppo divino, è stemperata dalla naturalistica vivacità del Bambino e dalle caratterizzazioni fisionomiche di alcuni dei santi, in particolare del Sant’Antonio abate, raffigurato a destra con la tau sul mantello, il bastone a tau e il libro rosso, dalla stesura pittorica sciolta e dalla vivacità cromatica.
Secondo gli studiosi, è possibile collegare questo dipinto all’attività di Taddeo Gaddi in Liguria, vicina nel tempo alla sua esecuzione del Battesimo a Triora nel 1397.

Link:
https://artsandculture.google.com/asset/madonna-of-humility-with-st-john-the-baptist-st-peter-st-paul-st-anthony-and-the-trinity/awG5AyYPq4MI-g

https://chiostrisanteustorgio.it/luogo/museo-diocesano-carlo-maria-martini/


Madonna con il Bambino tra otto Santi e due angeli

Maestro della predella dell’Ashmolean Museum (Firenze, attivo dal 1360 al 1390 ca.), Tempera su tavola, 48,5 x 41,1 x 1,8 cm
Inventario MD 2000.018.042
La tavoletta, databile intorno al 1375-1380, è stata molto probabilmente decurtata nella parte superiore, che doveva terminare, secondo una tipologia molto diffusa, in forma centinata, comprendendo anche la tradizionale rappresentazione della Crocifissione. L’opera rappresenta la Madonna in trono col Bambino con un uccellino nella mano sinistra, e ai piedi due angeli offerenti, circondati da otto Santi: l’artista, pur rifacendosi a modelli di Jacopo di Cione, rivela una maggiore vivacità espressiva grazie ai giochi di sguardi incrociati fra i personaggi, come già in altre opere a lui attribuite.

Il Santo a destra è identificabile con sant’Antonio abate per la barba, abito monastico e mantello, libro rosso nella mano sinistra e bastone nella destra.

Link:
https://chiostrisanteustorgio.it/luogo/museo-diocesano-carlo-maria-martini/museo-diocesano-carlo-maria-martini-collezione-fondi-oro-2/


Cristo crocifisso fra la Vergine e san Giovanni evangelista; ai lati i santi Giovanni battista, Antonio abate, Matteo e Nicola di Bari


Opera di ignoto pittore veneziano del 1350 – 60, Lorenzo Veneziano?
Tempera e oro su tavola, 53,9 x 48 × 2,5 cm
Inventario MD 2000.018.001
Destinato alla devozione personale, questo trittico è stato concepito fin dall’inizio come struttura rigida e non a sportelli richiudibili, secondo una tipologia diffusa in Veneto nel Trecento. A lungo riferito al padovano Guariento, è stato recentemente ricondotto dalla critica all’ambito lagunare e in particolare agli esordi di Lorenzo Veneziano o comunque al suo entourage, grazie ad alcuni dettagli quali le aureole bordate di rosso, il lembo svolazzante del mantello di Giovanni Battista, il tipo di basamento della croce.

Sant’Antonio è raffigurato in alto a destra, con libro rosso e bastone.

Link:
https://chiostrisanteustorgio.it/luogo/museo-diocesano-carlo-maria-martini/museo-diocesano-carlo-maria-martini-collezione-fondi-oro-2/


Sant’Antonio abate


Pittore lombardo (primi due decenni del XV sec.)
Tempera su tavola, 75,7 x 23 × 2,2 cm
Inventario MD 2000.018.014
La tavola raffigurante sant’Antonio abate, con il libro, il bastone a “tau” e la campanella, suoi caratteristici attributi iconografici, fa parte di una serie di quattro pannelli che costituivano gli scomparti laterali del medesimo polittico smembrato, al cui centro si presume ci fosse una perduta Vergine col Bambino.
La presenza di Sant’Ambrogio non esclude che l’opera provenisse da una chiesa della diocesi milanese. La caratterizzazione dei personaggi, l’eleganza della linea, l’attenzione per l’abbigliamento e l’allungamento delle figure rimandano al raffinato ambiente artistico lombardo del primo Quattrocento; tipicamente lombarda è anche la punzonatura sul fondo oro delle tavole, con un motivo a losanghe che inquadra corolle di fiori stilizzati.

Link:
https://chiostrisanteustorgio.it/luogo/museo-diocesano-carlo-maria-martini/museo-diocesano-carlo-maria-martini-collezione-fondi-oro-2/


Angelo annunziante e tre Santi; Vergine annunciata e Crocifissione

“Maestro della Madonna Lazzaroni” (Firenze, attivo dal 1370 al 1400 circa)
Tempera su tavola, 49 x 11 x 1 cm, ogni tavola.
Inventari numero MD 2000.018.024 e MD2000.018.025
Si tratta dei due sportelli laterali di un tabernacolo portatile riferiti alla mano dell’artista che prende il nome da una tavola conservata nella raccolta Lazzaroni di Parigi. Databili intorno al 1375-1380, le tavole presentano infatti gli elementi stilistici propri di questo pittore: una minore adesione alle rigide composizioni e tipologie di Orcagna, a quel tempo in voga a Firenze, in favore di un linguaggio più sciolto e accattivante, con una resa chiaroscurale morbida e una predilezione per l’esuberanza decorativa della superficie dipinta.

La figura nell’anta a sinistra, in alto in terzo piano, ipotizziamo possa essere identificata con sant’Antonio abate per alcune caratteristiche iconografiche: saio scuro e mantello grigio/marrone, bastone a tau e libro rosso, anche se barba è grigia e non biforcata.

Link:
https://chiostrisanteustorgio.it/luogo/museo-diocesano-carlo-maria-martini/museo-diocesano-carlo-maria-martini-collezione-fondi-oro-2/


Incoronazione della Vergine tra otto Santi e sei Angeli

Opera del “Maestro della Madonna Lazzaroni”, vedi tavola precedente. Seconda metà XIV secolo.
Tempera su tavola 70 x 44 cm
Proviene dalla Collezione Crespi.

Il Santo a sinistra in secondo piano ipotizziamo possa essere identificabile con sant’Antonio abate per alcune caratteristiche iconografiche: saio scuro e mantello grigio/marrone; libro e bastone (la barba però è grigia e non biforcata).

Immagine da Wikimedia
Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/3906/Maestro%20della%20Madonna%20Lazzaroni%2C%20Incoronazione%20di%20Maria%20Vergine

COLLOCAZIONE IGNOTA. “Madonna col Bambino e Santi”, tra cui s. Antonio abate del “Maestro della Madonna Lazzaroni”, ultimo terzo del XIV secolo

Tempera su fondo oro su tavola, a punta, cornice integrata, pannello centrale  34,5 x 19 cm, portelli laterali 34,5 x 9,5 cm.

Nel pannello centrale la Madonna col Bambino san Nicola di Bari e san Pietro, un monaco santo, sant’Antonio abate, sant’Andrea (?), e san Giovanni Battista (?); portelli laterali: scena della Crocifissione con Maria e Giovanni a destra, san Cristoforo, san Benedetto, un vescovo santo a sinistra e in alto l’Annunciazione di Maria.

Opera del “Maestro della Madonna Lazzaroni” ,artista che prende il nome da una tavola conservata nella raccolta Lazzaroni di Parigi (attivo a Firenze nell’ultimo terzo del XIV secolo. Vedi scheda ).

Asta Dorotheum, Vienna, lotto No. 551. Veduto il 17 – 4 – 2013
Proviene da collezione privata europea.

Sant’Antonio, a destra, è nella consueta iconografia.

 

Link e immagine:
https://www.dorotheum.com/it/l/5440710/

SAN SEVERINO MARCHE (MC). Chiesa (vecchia) di Santa Maria della Pieve, affresco con s. Antonio abate, XIV-XV secolo

La chiesa (da non confondere con la nuova Parrocchiale), edificata nel X secolo, fu ricostruita nel 1228. Nel XV secolo la chiesa fu decorata con numerosi affreschi da Lorenzo e Iacopo Salimbeni, oggi conservati nella Pinacoteca Civica in seguito al distacco e successivo restauro del 1960. Quelli rimasti nell’abside, di mano anonima, ma ascrivibile all’ambito marchigiano, risalgono al periodo a cavallo tra XIV e XV secolo. Tra essi anche un sant’Antonio abate in trono.
Nella seconda metà del XVII secolo l’instabilità del fondo argilloso dell’area di sedime impose l’abbattimento delle due navate laterali al fine di preservare la statica del corpo principale. L’attuale facciata a capanna risale al 1832.

 

La figura di sant’Antonio abate, con la tau sul mantello, reca una fiamma tra le mani, col braccio destro tiene un bastone con appesa una campanella e un libro. Un piccolo donatore è inginocchiato a destra.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/33881/Chiesa+di+Santa+Maria+della+Pieve

http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/06_chiese/03_macerata/00137/index.htm

NORCIA (PG). Chiesa di Sant’Agostino, affresco con s. Antonio abate, 1497

L’affresco, nell’abside raffigura: “Madonna con Bambino in trono tra sant’Antonio abate, sant’Eligio e un donatore, (in alto) Incoronazione di Maria Vergine”.

Opera di Giovanni Battista da Norcia (notizie 1497-1511).
Sant’Antonio è dipinto a sinistra e regge il bastone cui è appesa una campanella.

La chiesa fu costruita nel XIV secolo. La facciata a capanna presenta un bel portale ogivale in stile gotico con sopra una lunetta affrescata nel 1368 e raffigurante la Madonna con Bambino tra Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino.
L’interno, a unica navata e con copertura a capriata, custodisce preziosi altari barocchi del 1600, un organo con cantoria in noce del XVII sec. ed affreschi votivi del XIV-XVII sec. posti nella controfacciata e alle paresti laterali, opera di numerosi artisti tra cui gli Sparapane di Norcia, Nicola da Siena, Giovan Battista e Giovannotto di Norcia.

Purtroppo molto danneggiata dal terremoto del 2016.

 

 

 

 


Link:

http://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/chiese/italia/umbria/norcia.html

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/29201/Giovanni%20Battista%20da%20Norcia%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20sant%27Eligio%20e%20un%20donatore%2C%20Incoronazione%20di%20Maria%20Vergine

https://web.valnerinaonline.it/cio-resta-della-chiesa-santagostino-norcia/

CINGOLI (MC). Collegiata di Sant’Esuperanzio, affresco con s. Antonio abate di Arcangelo di Cola, inizi XV secolo

L’antica chiesa ( XII secolo) ricostruita nel 1250, con un bel portale del 1295, conserva resti importanti del grande ciclo pittorico eseguito fra XIV e XVI secolo e riportato alla luce durante il restauro del 1920.
Tra essi un riquadro in controfacciata che raffigura “Pietà (in alto) con i santi Antonio abate, Giovanni battista e Cristoforo”, del XV secolo, e attribuito ad Arcangelo di Cola, uno dei protagonisti della pittura dell’Italia centrale dei primi decenni del XV secolo (vedi scheda).

Sant’Antonio è al centro, con la tau sul mantello, tiene in mano campana e bastone. Purtroppo l’affresco è rovinato.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/sesuperanzio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Sant%27Esuperanzio

https://www.treccani.it/enciclopedia/arcangelo-di-cola-da-camerino_%28Dizionario-Biografico%29/