BEURA-CARDEZZA (VCO), frazione Cardezza. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza della Chiesa, 2 – Cardezza, Beura-Cardezza VCO
https://maps.app.goo.gl/fysTcCCSKUrzvv2x9

Di fondazione antica (esistente nel 1515), ingrandita nel 1833, custodisce pregevoli affreschi del pittore vigezzino Lorenzo Peretti (XIX secolo?), tra cui il dipinto raffigurante le Tentazioni di S. Antonio abate posto sopra il portone di ingresso, sotto il porticato.

 

All’interno della chiesa vi è una statua di Sant’Antonio abate che tiene un libro con la mano destar e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://www.comune.beuracardezza.vb.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-di-sant-antonio-abate-sec-xv-xviii-19016-1-ca4797eb3ed944f3bf6664c17db320b0?immagini

VOLTAGGIO (AL). Oratorio Sant’Antonio abate

Via Provinciale.
https://maps.app.goo.gl/Cib17n5rLdts8dMr6

L’oratorio, che era un tempo collocato fuori dal centro storico, all’estremo sud del paese, può può quasi sicuramente essere identificato con la cappella rurale menzionata nel 1582 da mons. Bossi: oratorium vicinum portae Vultaggi.

La chiesa non era in origine sede di Confraternita, ma l’estendersi dell’abitato comportò la costituzione nel 1695 della Confraternita di Santa Maria in Portico sotto il titolo di Sant’Antonio abate.
In precedenza l’edificio era stato sottoposto a lavori di rifacimento o di consolidamento, come testimonia la data 1629 incisa su un trave del tetto e recentemente riemersa a seguito della rimozione del vecchio tramato ligneo.

L’architettura della chiesa odierna, coerente nelle semplici linee a capanna e la facciata spoglia, con le tecniche edilizie rustiche dell’artigianato locale e con la semplice architettura degli oratori liguri, sembrerebbe quindi riferibile al terzo decennio del Seicento. Inconsueta è invece la singolare guglia che sovrasta il campanile che fa pensare a successivi interventi di restauro, probabilmente ottocenteschi.

 

L’interno ha una struttura compatta a navata unica con copertura a volta. Dal coro si accede, a destra, alla sacrestia. All’interno vengono conservate opere del ‘600 genovese come la statuetta lignea di S. Antonio attribuibile alla scuola del Maragliano.

Il Santo ha un libro nella mano sinistra e tiene un fuoco sul pollice destro.



Un Gonfalone seicentesco ha la particolarità di essere dipinto da entrambe le parti con lo stesso soggetto a specchio e raffigura il Santo, nella sua classica iconografia, con il maiale e il bastone a T e in alto la Vergine col Bambino tra angeli. Il gonfalone è dipinto a olio su seta damascata.

 

Una serie di dipinti seicenteschi adorna le pareti dell’oratorio, uno dei quali, la Pietà con San Giovanni Battista e San Francesco, attribuito a Domenico Fiasella (1589-1669); altri quattro dipinti con soggetti diversi sono genericamente attribuiti alla scuola genovese della prima metà del Seicento. Due Crocifissi processionali, uno di scuola maraglianesca del tardo Settecento, completano l’arredo dell’oratorio.

L’altare maggiore, in marmo di Carrara, degli inizi del secolo XVIII ha tarsie policrome e al centro un clipeo rappresenta una Tau sormontata da una fiamma.

 

A Voltaggio, quello di s. Antonio abate era uno dei quattro oratori presenti che nel 1773 il cartografo Matteo Vinzoni rappresentò nella planimetria del borgo ne “Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma”, e ne registrò la collocazione urbanistica: all’estremità Sud (fuori dalla cinta muraria)  l’Oratorio di Sant’Antonio abate; al centro è tuttora ubicato quello di S. Maria del Gonfalone; all’estremità Nord, erano presenti gli Oratori di San Sebastiano (sconsacrato dal 1962) e di San Giovanni Battista; quest’ultimo, dopo il 1870, fu demolito e ricostruito sempre a Nord ma presso la località San Nazaro.

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Il 17 gennaio, festa di S. Antonio era tradizione benedire gli animali che aiutavano l’uomo nel lavoro dei campi. Oggi vengono benedetti gli animali da compagnia, e la protezione del Santo viene estesa anche a moto ed auto. Nello stesso giorno si distribuiscono anche “sale e focaccette” benedette. Queste ultime vengono pressate in stampi di legno ottocenteschi e assumono una caratteristica forma rotonda sulla cui superficie restano impressi i simboli sacri.

 

Link:
https://www.archiviocasalis.it/localized-install/biblio/alessandria/voltaggio

Immagini da:
https://www.chiekete.eu/2025/09/26/oratori-voltaggio-santantonioabate/

BUJA (UD). Pieve di San Lorenzo sul Monte, con statua, tela e scultura di sant’Antonio abate

Gli scavi archeologici degli anni ’80, i cui risultati sono in parte ancora visibili all’interno dell’aula, hanno evidenziato sotto il pavimento cinquecentesco una successione di fasi edilizie che dal periodo romano si protrae fino al XIII secolo (quando, per l’appunto, fu eretta la fabbrica romanica).
Sembra che il luogo venisse occupato per la prima volta nella tarda età imperiale da un complesso produttivo-artigianale, comprendente una cisterna in muratura con volticina in cocciopesto ed un “focolare”. Queste strutture, situate presso il perimetrale sud della chiesa, erano servite da una stradina lastricata che correva con andamento NO-SE, seguendo il naturale pendio del terreno.
In un periodo di poco posteriore al primo impianto, il complesso, che certamente si estendeva oltre il perimetro della chiesa, fu ampliato verso est mediante la costruzione di un vano quadrangolare di incerte dimensioni, con pavimento in cocciopesto, delimitato da un muro in “opus incertum”; al suo esterno si impiantò una fornace, forse funzionale alla fusione di oggetti in bronzo.
La presenza all’interno del vano di una vasca di forma leggermente ellittica (68×80 cm), profonda circa 40 cm, con l’imboccatura rivestita da pietre, ha fatto ritenere che l’ambiente avesse assunto, in una fase di posteriore a quella originaria, la funzione di aula di culto, provvista di vasca battesimale.
Il nuovo edificio cultuale, largo quanto l’attuale ma più corto circa di 20 metri, era concluso a est da un’abside semicircolare.
Nella fase di maggiore espansione, nel XIV sec., il “castrum cum suis fortiliciis” si articolava in tre punti strategici, corrispondenti alle tre vette del Monte, collegati fra loro e racchiusi nel perimetro di un’unica cortina (“murus zironi”), ancora testimoniata da ampi tratti di mura, soprattutto sul versante nord, presso il borgo abitato.
Nel XIV sec. venne costruita la cappellina annessa alla chiesa, dedicata alla Vergine, coperta da una volta a botte tutta affrescata, forse da Valente di Valcone di Gemona nel 1328. Sono dipinti il gruppo dei 12 apostoli e 10 soggetti mariani che formano un ciclo completo e unico in Friuli della vita della Madonna.
Dopo il terremoto del 1511, nel 1518 fu ricostruita la chiesa e collocato il portale principale, come si legge sull’architrave; nel 1520 fu ultimato il campanile pentagonale, come risultava dalla data incisa sul cornicione della cella campanaria.

Fonte: http://www.ipac.regione.fvg.it

All’interno, a sinistra della porta maggiore si trova il nicchione destinato a contenere il portacatino battesimale. Sotto la prima arcata delle trabeazioni di sinistra è collocata la statua lignea di possenti dimensioni raffigurante la Trinità.
Sulla parete opposta è collocata la statua assisa di Sant’Antonio Abate privo dei consueti attributi. Le due figure lignee (popolarmente chiamate i Santons di Buje) sono opere del secolo XV, della scuola di Domenico da Tolmezzo.

Lungo la parete destra si ammira l’altare barocco marmoreo di proporzioni più ridotte di Sant’Antonio Abate, eretto dall’antica Confraternita di Sant’Antonio nel 1695. La pala, dipinta da ignoto autore secentesco, raffigura Sant’Antonio tra i santi Caterina e Paolo. Al centro del paliotto, dalle gradevoli ornamentazioni in marmi colorati, c’è una tarsia marmorea con l’effigie di Sant’Antonio Abate, in abiti monastici, con il saio e il bastone a T dell’eremita.

Fonte e immagini:
https://guidartefvg.it/elenco/la-pieve-di-san-lorenzo-monte-di-buja/

GRAGNANO (NA). Collocazione ignota, scultura e dipinti di s. Antonio abate

Collocazione  ignota.
Busto ligneo di s. Antonio abate, XVII – XVIII secolo, opera di ignoto artista di ambito napoletano

Il Santo volge lo sguardo rivolto verso un libro aperto su cui è il fuoco e che tiene con la mano sinistra, dietro è il bastone. La mano destra è aperta e tiene una campanella. A destra un maiale.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500003750


 

Collocazione ignota.
Dipinto raffigurante s. Antonio abate, olio su tela, opera di anonimo della prima metà del Settecento
Il Santo, con la tau sul mantello, siede tra un tripudio di angeli. Tiene con la mano sinistra il fuoco e con la destra un bastone cui è appesa una campanella. Sotto il suo piede sinistro un maiale.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500004071


Chiesa del Corpus Domini.
Dipinto a olio su tavola raffigurante Madonna del Carmelo con Bambino, angeli, anime purganti
, sant’Antonio abate (?) e san Giovanni battista (?).
Opera di ignoto della prima metà del XVIII secolo o della fine del XVI (1).
Il Santo in basso a destra potrebbe essere s. Antonio abate perché indossa il saio, ha la barba bianca e tiene tra le mani un bastone.
La tavola fu rimpicciolita nei lati, nella base e fu sagomata nella parte alta nella seconda metà del ‘700 per essere inclusa nella grande cornice di stucco che è al centro di un retablo in stucchi colorati e dorati. Restaurata nel 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500003763

(2) Opuscolo sulla Chiesa del Corpus Domini a cura della Pro Loco di Gragnano, vedi: https://www.yumpu.com/it/document/view/15117906/chiesa-del-corpus-domini-di-anna-ruggiero-centro-culturale

SIROLO (AN). Chiesa parrocchiale di San Nicolò, statua s. Antonio abate, 1890-910

Statua processionale di Sant’Antonio abate, cartapesta dipinta, 180 x 65 x 79 cm. Databile al 1890-1910. Posta in una nicchia sopra un altare laterale.
S. Antonio indossa un mantello con cappuccio e tiene con la destra un bastone a tau e con la sinistra un libro.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100057831

Info sulla chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15999/Chiesa+di+San+Nicol%C3%B2+di+Bari