FORMAZZA (VCO), località Riale. Chiesa di Sant’Antonio abate, San Domenico e della Madonna della Neve

La Chiesa è sita nelle vicinanze della cascata del Toce. Strada Statale 659
https://maps.app.goo.gl/FyHnWAj1L7rBqTvb9

 

Piccolo oratorio costruito nel 1621, che custodiva un prezioso trittico in legno di scuola tedesca del XV secolo.
Nella lunetta sopra l’altare, un curioso affresco della Madonna con Gesù Bambino che ha in mano un paio di sci.

FORMAZZA (VCO), frazione Fondovalle. Oratorio di Sant’Antonio abate

Nella frazione di Fondovalle, 27  – Formazza
https://maps.app.goo.gl/w7W1ZzpRn6yr9XSB8

 

Non abbiamo notizie sulla storia di questa chiesa.

Chi ne avesse è pregato di comunicarle alla email: info@afom.it. Grazie.

MILANO. Chiesa di San Vittore al Corpo, con cappella di sant’Antonio abate

La chiesa di San Vittore al Corpo (nome originario paleocristiano: basilica porziana) è una chiesa cattolica del centro storico di Milano, situata in via San Vittore.
Inizialmente costruita nel IV secolo come una delle basiliche paleocristiane di Milano, fu successivamente ampliata fino a raggiungere l’aspetto attuale tra il XVI e il XVII secolo.
Già basilica dei monaci olivetani, che dimoravano presso l’annesso monastero, convertito nel 1947 nel Museo della scienza e della tecnologia, è attualmente sede parrocchiale.

L’interno della chiesa è a croce latina, a tre navate e sei arcate per lato, separate da pilastri rettangolari con lesene corinzie decorate a vari motivi, con una struttura che richiama in scala minore San Pietro in Vaticano, avendo un asse maggiore della lunghezza di settanta metri. Gli interni si caratterizzano per la separazione strutturale della zona del transetto e dell’abside da quella delle tre navate antistanti per la presenza di una cupola, sorretta da quattro grossi pilastri.
Al di sotto del capocroce vi è la cripta, anch’essa a tre navate, con volte a crociera rette da colonne toscane, in granito.
La navata centrale della chiesa è coperta da una volta a botte a cassettoni, adornata con raffigurazioni di santi le cui spoglie dovrebbero essere conservate all’interno della chiesa; le due navate laterali, divise da pilastri, presentano volte a cupola suddivise in eleganti riquadri.
Disposte lungo le navate laterali si trovano dodici cappelle, sei per parte.
Tutti gli interni si caratterizzano per una ricchissima decorazione a stucco, con affreschi risalenti alla fine del Cinquecento e ai primi del Seicento.

La quarta cappella a sinistra, intitolata a s. Antonio abate, contiene un precoce capolavoro di Daniele Crespi (1598/1600 – 1630), la pala raffigurante Sant’Antonio assiste alla glorificazione dell’anima di San Paolo eremita, del 1619 (fotografia in alto).

Del Crespi sono anche i dipinti parietali della cappella, con Cristo che appare in aiuto del Santo tentato dai demoni (a sinistra) e Trionfo celeste di sant’Antonio (a destra).

Info:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Vittore_al_Corpo

Segnalazione e immagini di Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

VOLTAGGIO (AL). Oratorio Sant’Antonio abate

Via Provinciale.
https://maps.app.goo.gl/Cib17n5rLdts8dMr6

L’oratorio, che era un tempo collocato fuori dal centro storico, all’estremo sud del paese, può può quasi sicuramente essere identificato con la cappella rurale menzionata nel 1582 da mons. Bossi: oratorium vicinum portae Vultaggi.

La chiesa non era in origine sede di Confraternita, ma l’estendersi dell’abitato comportò la costituzione nel 1695 della Confraternita di Santa Maria in Portico sotto il titolo di Sant’Antonio abate.
In precedenza l’edificio era stato sottoposto a lavori di rifacimento o di consolidamento, come testimonia la data 1629 incisa su un trave del tetto e recentemente riemersa a seguito della rimozione del vecchio tramato ligneo.

L’architettura della chiesa odierna, coerente nelle semplici linee a capanna e la facciata spoglia, con le tecniche edilizie rustiche dell’artigianato locale e con la semplice architettura degli oratori liguri, sembrerebbe quindi riferibile al terzo decennio del Seicento. Inconsueta è invece la singolare guglia che sovrasta il campanile che fa pensare a successivi interventi di restauro, probabilmente ottocenteschi.

 

L’interno ha una struttura compatta a navata unica con copertura a volta. Dal coro si accede, a destra, alla sacrestia. All’interno vengono conservate opere del ‘600 genovese come la statuetta lignea di S. Antonio attribuibile alla scuola del Maragliano.

Il Santo ha un libro nella mano sinistra e tiene un fuoco sul pollice destro.



Un Gonfalone seicentesco ha la particolarità di essere dipinto da entrambe le parti con lo stesso soggetto a specchio e raffigura il Santo, nella sua classica iconografia, con il maiale e il bastone a T e in alto la Vergine col Bambino tra angeli. Il gonfalone è dipinto a olio su seta damascata.

 

Una serie di dipinti seicenteschi adorna le pareti dell’oratorio, uno dei quali, la Pietà con San Giovanni Battista e San Francesco, attribuito a Domenico Fiasella (1589-1669); altri quattro dipinti con soggetti diversi sono genericamente attribuiti alla scuola genovese della prima metà del Seicento. Due Crocifissi processionali, uno di scuola maraglianesca del tardo Settecento, completano l’arredo dell’oratorio.

L’altare maggiore, in marmo di Carrara, degli inizi del secolo XVIII ha tarsie policrome e al centro un clipeo rappresenta una Tau sormontata da una fiamma.

 

A Voltaggio, quello di s. Antonio abate era uno dei quattro oratori presenti che nel 1773 il cartografo Matteo Vinzoni rappresentò nella planimetria del borgo ne “Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma”, e ne registrò la collocazione urbanistica: all’estremità Sud (fuori dalla cinta muraria)  l’Oratorio di Sant’Antonio abate; al centro è tuttora ubicato quello di S. Maria del Gonfalone; all’estremità Nord, erano presenti gli Oratori di San Sebastiano (sconsacrato dal 1962) e di San Giovanni Battista; quest’ultimo, dopo il 1870, fu demolito e ricostruito sempre a Nord ma presso la località San Nazaro.

——————–

Il 17 gennaio, festa di S. Antonio era tradizione benedire gli animali che aiutavano l’uomo nel lavoro dei campi. Oggi vengono benedetti gli animali da compagnia, e la protezione del Santo viene estesa anche a moto ed auto. Nello stesso giorno si distribuiscono anche “sale e focaccette” benedette. Queste ultime vengono pressate in stampi di legno ottocenteschi e assumono una caratteristica forma rotonda sulla cui superficie restano impressi i simboli sacri.

 

Link:
https://www.archiviocasalis.it/localized-install/biblio/alessandria/voltaggio

Immagini da:
https://www.chiekete.eu/2025/09/26/oratori-voltaggio-santantonioabate/

PONZANO MONFERRATO (AL), frazione Salabue. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza IV Novembre, 3 – Frazione Salabue – Ponzano Monferrato (AL)
https://maps.app.goo.gl/Fmvb8bwBsthoVbp58

 

Presso il castello che fu dal Seicento all’Ottocento dei conti Cozio, nello stesso sito di una antica chiesa precedente; già sede di parrocchia prima del 1474 e consacrata nel 157. Salabue fu comune autonomo sino al 1928.
La chiesa attuale fu edificata tra il 1711 e il 1725 ; nel 1896 fu ingrandita con l’aggiunta di due cappelle laterali dedicate alla Beata Vergine Maria e a S. Carlo. Importanti restauri furono completati nel 1914. Nel 1949 fu sistemato un bell’altare marmorea barocco acquistato dalla chiesa confraternita di S. Marta di Asigliano. La chiesa fu consacrata da mons. Giuseppe Angrisani nel 1951 e nel 1958 fu decorata da Carlo Meloni. Gradinata, portale, bussola e banchi sono stati rifatti negli anni sessanta del XX secolo.

Facciata rivolta a ovest, divisa in tre settori da due ordini di lesene e culminante con un timpano triangolare. La porta d’ingresso è preceduta da una scalinata. Al di sopra, nel secondo livello, si apre una finestra rettangolare poli-lobata. Il campanile s’innalza sul fianco sinistro del presbiterio.

Interno a navata unica con volta a botte; quattro cappelle laterali con apertura ad arco sfondano i muri dell’aula; l’aula si prolunga nel presbiterio – abside rettangolare, anch’esso voltato a botte. Ai lati del presbiterio si aprono con arcate i due coretti: in quello di sinistra c’è un altarino e una tela raffigurante l’Immacolata (secolo XVIII; restaurata nel 2023).
Alla parete di fondo è infisso un quadro di fine ‘600 raffigurante Dio Padre tra due angeli musicanti. Nella prima cappella di sinistra è collocato il battistero, con fonte battesimale marmoreo a fusto e tela risalenti al secolo XVIII. Nella seconda cappella, dedicata a S. Carlo, si trova un altare di muratura stuccata e una tela seicentesca che illustra il Transito di S. Giuseppe coi Ss. Carlo e Antonio di Padova; c’è inoltre una lapide del 1840 che ricorda il conte Ignazio Alessandro Cozio (celebre esperto e collezionista di liuteria) e la moglie Antonia Maria Dalla Valle di Pomaro.
Nella cappella del Rosario, posta di fronte sul lato destro, è conservata in una nicchia una bella statua lignea dorata del Sei-Settecento che raffigura la Madonna del Rosario.
Nell’aula sono raccolti vari altri quadri, tra cui le tele tardo seicentesche raffiguranti S. Francesco in adorazione di Maria e Cristo, S. Antonio di Padova col Bambino e una con S. Antonio abate.
Ai lati della porta protetta da una bussola semicircolare sono tuttora presenti tele in parte già viste nel coro da Giuseppe Niccolini nel 1877 [Niccolini G., A zonzo per il circondario di Casale Monferrato, Torino 1877, ristampa anastatica, Casale M.to 1977, p. 319]: Eraclio riporta la croce a Gerusalemme (sec. XVII), Presentazione di Gesù al Tempio (sec. XVI), Visitazione (fine sec. XVII). I dipinti: Fuga in Egitto e Madonna col Bambino e san Rocco sono stati restaurati nel 2023.

 

Link:
https://www.comune.ponzanomonferrato.al.it/Luoghi?ID=3612

https://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=72&alfa=S