MOMBASIGLIO (CN), frazione Piani. Cappella di Sant’Antonio abate

Frazione Piani, Via Umberto I, a fianco del ponte sul torrente Rifreddo.
https://maps.app.goo.gl/qGGdJ9SBT6j1CrdV6

 

La “Capèla ‘d Sant’Antoni”, in frazione Piani a 450 m s.l.m., è una piccola costruzione  sovrastata da recenti e/o ristrutturate case d’abitazione.

Ha una semplice facciata rettangolare con una porta e due finestre ai lati. Sopra la porta vi è un oculo di forma inconsueta.

Ignota è la data di costruzione; un restauro fu eseguito nel 1989.

É amministrata da un Priore e da un Sottopriore nominati dall’amministrazione della Chiesa parrocchiale, avendo il Comune da più anni rinunciato al diritto che aveva da antica consuetudine di fare tale nomina.

 

Link:
https://www.comune.mombasiglio.cn.it/Luoghi?ID=1991

 SAN GIORGIO BIGARELLO (NM), frazione Bazza. Oratorio di Sant’Antonio abate a Corte Bazza

Il comune è nato nel 2019 dalla fusione tra i disciolti comuni di San Giorgio di Mantova e Bigarello.
Frazione Bazza, Via Bazza 25 https://maps.app.goo.gl/BphdG8xyq4KpXFvLA

La struttura di Corte Bazza si compone di un massiccio fabbricato padronale a cui si affiancano le case dei salariati, corpi rustici sul retro e l’Oratorio. La corte, realizzata tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento su probabile commissione del nobile Antonio di Agostino dalla Valle, si presenta oggi in forme ottocentesche. Al piano terra del palazzo padronale si trova un interessante ciclo di affreschi della fine del secolo XVI raffigurante lo zodiaco e i lavori relativi ai vari mesi dell’anno.

L’Oratorio fu edificato nel 1605 per volere del nobile Antonio di Agostino della Valle, come attesta la targa esterna con la scritta “Divo Antonio hoc sacrum Antonius a Valle dicat anno MDCV”.
La facciata è caratterizzata da due coppie di lesene tuscaniche con trabeazione spezzata e coronata da una cimasa a nicchia con frontone curvilineo.

La domenica più vicina al 17 gennaio la frazione celebra la festa di s. Antonio abate e la benedizione degli animali e la processione con la statua lignea del Santo.

Link:
https://www.ecomuseomantova.it/luoghi-da-visitare/1100/corte-bazza-e-oratorio-di-santantonio-abate

CASPOGGIO (SO), località Pianaccio. Chiesa di Sant’Antonio abate

In Località Pianaccio https://maps.app.goo.gl/wjNbtAZNjJNeJsZ8A

La chiesa fu costruita intorno al 1673 dal parroco Giovanni Antonio Miotti, su sua proprietà e a sue spese. Alla sua morte, ne affidò la cura agli eredi, che nel 1957 cedettero la gestione alla parrocchia.

La chiesa, semplice e armoniosa, presenta una facciata a capanna, un campanile essenziale e un interno sobrio. Il presbiterio  ha la volta a crociera ornata di stelle dorate e angeli in gesso. La pala d’altare raffigura Sant’Antonio abate inginocchiato, con in alto Cristo e in basso don Miotti, copia dell’originale seicenesco.

L’altare attuale, in serpentino, è stato installato nel 2009 e dedicato alla Beata Vergine della Neve, rappresentata in una statua policroma con Bambino sulla destra del presbiterio. Lungo le pareti si trovano le 14 stazioni della Via Crucis, realizzate dal fiorentino Lorenzo Bardi nel 1800.

 

Immagini e info da:
https://www.ecomuseovalmalenco.it/dettaglio-bene/chiesa-di-s-antonio-abate/116/

CASTIGLIONE DEL LAGO (PG), località Pozzuolo Umbro. Chiesetta di Sant’Antonio abate o del Romitorio

Viale Milano 29/31, Loc. Pozzuolo Umbro, Castiglione del Lago
https://maps.app.goo.gl/cfzDCJ75ZCK4iHPz6

Una piccola chiesa ricavata in un casale che conserva un affresco votivo dedicato a Sant’Antonio abate che raffigura una casa impossessata dal maligno e liberata per intercessione del Santo; mentre i demoni alati scappano, il fuoco la avvolge; ma non si tratta di un incendio, bensì di una salvezza. L’Eremita appare in primo piano, inginocchiato in preghiera, con il maiale ai suoi piedi.

 

La chiesina del Romitorio conserva anche una statua di legno dell’800, che raffigura il Santo benedicente che tien con la mano sinistra un alto bastone a tau cuin è appesa una campanella. Ia suoi piedi un maiale. La statua viene portata in processione in occasione della festa.

 

Link e immagini:
https://www.experiencetrasimeno.it/it/attrattore/chiesetta-di-santantonio-abate/

PONDERANO (BI). Chiesa di San Lorenzo martire, con altare dedicato a sant’Antonio abate

Di antica origine, la chiesa sorse come Rettoria della Pieve di Santo Stefano e, come tale, figurava già nella Bolla di Papa Innocenzo III del 2 maggio 1207.
Ricostruita in forma rinascimentale, fra la fine del sec. XV e la fine del sec. XVI, sui resti di quella medioevale che doveva trovarsi sull’area attuale ma di forme più modeste come tutte le chiese romaniche, aveva caratteristiche proprie dell’arte rinascimentale biellese della fine del quattrocento e dell’inizio del cinquecento.
La chiesa rinascimentale, le cui prime descrizioni sono contenute nelle relazioni delle Visite Pastorali della seconda metà del sec. XVI, era suddivisa in tre navate lungo le quali si trovavano addossati ai muri delle pareti laterali, otto altari (l’Altare Maggiore, che conservava il SS. Sacramento; nella navata sinistra, partendo dall’ingresso, l’altare dedicato a San Rocco, l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, che si estendeva fuori dal perimetro delle mura dell’edificio, e l’altare dedicato alla Madonna delle Grazie; nella navata destra, l’altare dedicato a Sant’Eligio, l’altare dedicato ai Santi Bovo, Giulio e Nicola, l’altare dedicato a Santa Caterina, e poi a Sant’Antonio Abate, e l’altare dedicato a San Giorgio), un presbiterio più piccolo dell’attuale, che serviva anche da sacrestia, una facciata dotata di due porte e di grande rosone ma, priva di portico, un campanile ed un cimitero esterno che occupava l’area davanti la facciata e sul lato sud della chiesa.
Nel 1959, durante la creazione della cappella dedicata alla Madonna d’Oropa, furono scoperti affreschi di Gaspare da Ponderano, fine XV secolo, che rappresentano l’incoronazione della Vergine e San Bernardo.
A partire dalla seconda metà del sec. XVII la chiesa prese l’aspetto attuale. Delle tre navate divise da snelle colonne di pietra con ampio cornicione in cotto lavorato restano il corpo principale della navata centrale e alcuni muri perimetrali, su cui sono venuti alla luce affreschi della stessa epoca. La pianta si presenta irregolare a causa dei numerosi ampliamenti e delle modifiche avvenuti nel tempo. Le strutture verticali sono in muratura continua. L’aula è coperta da volta a botte rinforzata da quattro grandi chiavarde che la attraversano diametralmente mentre il coro è a pianta rettangolare coperta con volta a padiglione mediante l’interposizione, fra la pianta rettangolare dell’ambiente e la pianta poligonale di imposta, di elementi di raccordo (pennacchi).

Il campanile, ricostruito nel 1660, incorpora alcuni muri dei primi tre piani dell’edificio romanico. Di queste parti medioevali la muratura è molto ben curata e regolare, costituita da ciottoli disposti a spina di pesce e da scapoli di pietra. Resti di una cornice ad archetti pensili disposti in modo regolare e formati da pezzi di mattone messi di punta, poggiati su mensoline dello stesso materiale (probabilmente sette per ogni lato) costituiscono la decorazione che corre all’altezza del secondo del terzo piano. Le aperture originali (feritoie rettangolari al primo e secondo piano e monofore terminanti ad arco con la centina in pietra al terzo piano) sono state quasi tutte murate.

Fonte:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=36852