OMEGNA (VCO), frazione Pescone. Oratorio di San Rocco con immagine di s. Antonio abate

All’interno dell’oratorio di San Rocco si trovano a destra la statua del Santo titolare e, sulla parete di fondo un dipinto che raffigura sinistra Sant’Antonio abate, al centro la Madonna con il Bambino, e a destra San Rocco con il fedele cane.
Sant’Antonio tiene nella mano destra un bastone cui è appesa una campanella e nella sinistra il fuoco.

Chi avesse informazioni sulla storia dell’oratorio, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it

 

Immagini di Graziano Tamone da:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10229628346151574&set=pcb.3075645832572171

Segnalazione: Valter Bonello

LORETO (AN). Santuario della Santa Casa, sacello con due affreschi di s. Antonio abate, XIV-XV secolo

Il Santuario contiene la Casa di Maria, dalle vicende complesse, che è racchiusa in una monumentale costruzione marmorea ideata dal Bramante con il contributo di Andrea Sansovino e di Antonio da Sangallo il Giovane.

Nel sacello, sulla pareti della Casa di Maria sono state affrescate nel XIV-XV secolo sei raffigurazioni della Madonna seduta con il Bambino e la relazione Madre – Bambino è resa in maniera diversa.

Si hanno poi due sant’Antonio abate, in atteggiamento diverso: uno è seduto sullo scranno abbaziale, l’altro in piedi; tengono nella mano sinistra il bastone a tau e nella destra la campanella.
Altri santi sono affrescati una sola volta: santa Caterina d’Alessandria, san Giovanni evangelista, san Luigi IX re di Francia, san Giorgio, san Francesco o sant’Antonio, san Bartolomeo.

 


In molte chiese vi è una replica del sacello della Santa Casa, con copia degli affreschi, comprese le figure di s. Antonio abate. Vedasi un elenco in:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_della_Santa_Casa

Tali repliche sono talora in stato di degrado, come quella a Venezia in San Clemente in Isola, eretta dopo la peste del 1630.

FARRA DI SOLIGO (TV). Chiesuola di Santa Maria Nova, affreschi con due s. Antonio abate, XIV secolo

Edificio costruito in sassi dopo la peste del 1348. A una sola navata con tetto a due falde. L’aggettivo “nova” può indicare la precedente esistenza di un’altra chiesa, forse distrutta nelle lotte dei Caminesi contro il comune di Treviso, oppure la distinzione necessaria dalla chiesa del locale ospedale di Santa Maria dei Battuti. Il fondatore affidò la cappella ai Gerosolimitani fino al 1359 e questo spiegherebbe la presenza di santi di cui era devota la famiglia Collalto (S. Giorgio, S. Eustachio, S. Caterina). Nel 1871 i solighesi acquistarono la Chiesuola dagli allora titolari del giuspatronato, i conti Spineda de Cattaneis. Durante la prima guerra mondiale la chiesa subì gravi danni a causa delle artiglierie che la colpirono con una bomba, ma il danno fece emergere gli affreschi. L’originaria struttura ad aula unica fu interrotta nel XVIII secolo da tre archi su esili colonne in pietra tenera.

All’interno la chiesa conserva una serie di affreschi appartenenti a varie scuole venete del XIV secolo.
Contemporanei all’erezione della cappella sono il Cristo nel sepolcro e la teoria di quattro figure di Apostoli, sulla parete di fondo del presbiterio. Seguono nella parte sud la Decollazione di S. Giovanni Battista, la figura femminile orante e la Madonna col Bambino.
L’immagine di Santa Lucia posta a lato della porta d’ingresso è attribuita ad Antonio da Meschio, attivo in zona alla metà del ‘400, mentre il frammento di S. Martino e il povero apparterrebbero al maestro della cappella Galletti. La Madonna col Bambino in trono è opera, secondo il critico Fossaluzza, di Giovanni di Francia o della sua bottega.

Nella parete nord sono affrescate molte figure devozionali di santi: San Prosdocimo, S. Giustina e S. Stefano, S. Antonio abate, S. Leonardo, forse S. Martino di Tours, S. Giorgio e S. Caterina d’Alessandria.
La figura di s. Antonio abate  (terza da sinistra) è accanto a un santo Vescovo, forse s. Martino, e risale al 1362. Il dittico misura 182 x 145 cm.
Il Santo ha barba bianca biforcata, appoggia la mano sinistra su un bastone a stampella cui è appesa una campanella; ai suoi piedi, a sinistra la figurina dell’offerente, Armerico Azzoni, il cui nome e quello di s. Antonio e la data sono indicati nell’iscrizione sottostante.

 

Una seconda immagine di s. Antonio abate si trova lungo la stessa parete nord (sesta da sinistra). L’affresco misura 183 x 81 cm, e presenta il Santo con barba scura, campanella nella mano sinistra e bastone nella destra; la figura di una devota è a suoi piedi a sinistra.

 

Bibliografia:
Fossaluzza G., Nelle chiese di Farra, Soligo e Col San Martino. Itinerario di pittura dal Tre al Quattrocento, Edizioni Stilus, Scandolara di Zero Branco, 2018

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429946-4

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429946-2

https://www.qdpconoscere.it/comuni/farra-di-soligo/la-chiesa-di-santa-maria-nova-a-soligo-una-culla-darte-dei-caminesi/

https://prolocoquartierdelpiave.it/farra-di-soligo/


Sulla parete esterna sud della chiesuola vi erano tre stemmi del Trecento e affreschi in cattivo stato di conservazione con un terzo S. Antonio abate, di 160 x 79 cm, posto a sinistra della porta laterale di accesso.
Una Crocifissione era affrescata nell’arco di scarico soprastante l’architrave e nella lunetta del portale il volto di Cristo (velo della Veronica?); una Madonna col Bambino era a destra del portale. Opere databili al 1362 come le pitture esterne; così si evince da foto del 1992 del Catalogo Beni culturali.
Però, da fotografie del 2021 della parete dell’edificio, non sono più visibili.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-0

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-1

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-2



Il Catalogo dei Beni culturali scheda un dipinto a olio su tela di 197 x 103 cm, datato 1847 e firmato Giuseppe De Lorenzi (notizie1790-1858) come da iscrizione : “JOSEPH DE LORENZI FECIT PIORUM VOTIS MDCCCXLVII”.
Raffigura la “Madonna in gloria col Bambino e s. Antonio abate”. In alto la Madonna in gloria su una nuvola tiene in grembo il Bambino che sta consegnando lo scapolare a san Giovannino. Nella parte centinata due angioletti reggono una corona fiori.
In basso Sant’Antonio abate inginocchiato, tiene con la mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella, ha gli occhi rivolti alla Madonna da cui riceve lo scapolare. Sullo sfondo un paesaggio agreste con una capanna nella parte destra, entro cui si vedono due frati.
La scheda indica come localizzazione solo il comune di Farra di Soligo e non la chiesa specifica.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500215227

Rilevatore: AC

CAPIZZI (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate (già chiesa dell’Ospedale dei Pellegrini) ex chiesa del collegio di Maria.

Corso dei Vespri – Piazza del Collare di Ferro – 98031 Capizzi (Me)
https://maps.app.goo.gl/hYcn1Vm3eLexN5wz9

La chiesa è stata edificata nel periodo normanno, divenne chiesa con annesso ospedale dei pellegrini. Successivamente fu sede dell’ordine dei Gesuiti e intorno al 1789 fu restaurata diventando chiesa dell’annesso ospedale civico e collegio di Maria.
Il portale della chiesa in pietra locale fu realizzato dagli abili scalpellini capitini dei Culò e i Sciacchitano, grazie alle donazioni di numerose famiglie ed in modo particolare di donna Caterina Principato in Russo soprannominata a Palermo “la Signora dell’oro”.
Fu abbellita di numerose tele, suppellettili, statue ma soppressa definitivamente intorno al 1967.

La chiesa adesso viene utilizzata per mostre, convegni ma anche per allestire l’altare della riposizione nella settimana santa o per l’Adorazione Eucaristica.
L’annesso ex collegio di Maria è stato trasformato in Ostello dei Pellegrini.

Bibliografia:
– N. Russo, Appendici alle notizie storiche delle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, Palermo 1852;
– N. Russo, Sulle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, notizie storiche, Palermo 1851;
– F. Sarra Minichello, Uomini illustri e virtuosi capitini, Youcanprint self, Tricase, 2022;
– F. Sarra Minichello, Storiche confraternite di Capizzi, Lulù, 2013.

Notee: Oltre alla chiesa urbana esisteva un’altra chiesa dedicata al santo nella contrada omonima dell’ex feudo di Sant’Antonio, dove un tempo vi era un eremitorio con annessa chiesa di Sant’Antonio. Il luogo situato all’interno del bosco dei Nebrodi nel territorio di Capizzi e dei vari “cippus” collocati all’interno della contrada ne conservano il suo nome.

Nome rilevatore: Francesco Sarra Minichello – francescoxharra@gmail.com

VALDUGGIA (VC), frazione Romagnasco. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Romagnasco
https://maps.app.goo.gl/SwkTxu2VTL1fp7hm6

 

La facciata riporta la data “1641”.

La porta presenta ai lati due finestrelle rettangolari ed è sovrastata da un frontone triangolare e da un oculo di forma elaborata.
Un piccolo campanile si trova sulla parte posteriore dell’edificio.
L’aula misura soltanto circa 14 x 5 m.

Chi avesse informazioni sulla chiesa, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it