BENE VAGIENNA (CN). Chiesa di San Francesco, dipinto con s. Antonio abate, XVII secolo

Olio su tela di 69 x 114 cm. Opera di ignoto di ambito piemontese, databile agli inizi del XVII secolo.

« Notizie intorno al dipinto si trovano nel manoscritto in cui è trascritto un Libro Mastro dei Francescani quando, parlando della Compagnia del Cordone che si trasferisce dall’altare di San Lorenzo all’altare maggiore, sono nominati due dipinti che nel XVIII secolo furono riutilizzati nell’allestimento del parapetto della cantoria (con materiali di reimpiego dall’altare della cappella della Beata Paola). Il dipinto quindi nel 1654 era sistemato nella prima cappella a sinistra e venne quindi trasferito nella sede della Compagnia. Presenta tonalità molto vive di colori. Per essere sistemato nel parapetto è presumibile che sia stato ridotto nelle dimensioni, come denoterebbero certe interruzioni della scena in alto e le scritte situate sotto il dipinto.»

Il dipinto raffigura un “Episodio della vita di sant’Antonio abate”.
Il Santo, inginocchiato e appoggiandosi a un bastone con terminazione a “L”, adora un Crocifisso. Le figure a destra in abbigliamento orientale e l’uomo con la spada sguainata non rientrano nell’iconografia antoniana né sembrano parte di una delle varie Storie del Santo. (cfr.  https://www.santantonioabate.afom.it/biografie-di-s-antonio-abate/).

 

Immagine e parte del testo da:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100019776

Info sulla chiesa :
https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/388-chiesa-di-san-francesco

BELLUNO, frazione Bes. Chiesa di San Martino, pala con s. Antonio abate di F. Frigimelica, XVII secolo

Grazie a un documento ritrovato all’interno dell’altare si sa che la chiesa fu consacrata il 4 maggio 1514.

Al suo interno si conservano un prezioso affresco del XVI secolo e un elegante altare ligneo seicentesco con una pala raffigurante la Vergine con il Bambino, San Martino e Sant’Antonio abate: in basso le immagini dei due offerenti.
L’opera è di Francesco Frigimelica il Vecchio (1570 circa – dopo il 1649).

Sant’Antonio abate è raffigurato a destra, inginocchiato; tiene con la mano destra un bastone a tua e una campanella; con la sinistra regge un fuoco.

La chiesa è sita in in Via Canzan 238 – Bes, Belluno

Segnalazione di Valter Bonello

CASTELLARQUATO (PC). Museo della Collegiata, polittico con s. Antonio abate, XV secolo

Nel Museo è conservato un bel polittico di autore ignoto, che evidenzia ricchezza della decorazione e alta qualità pittorica. Databile ai primi decenni del XV secolo.
Il dibattito sull’attribuzione è ancora aperto: gli studiosi ipotizzano un legame con l’arte ligure o bolognese.
Lo stemma di Castell’Arquato nei tondi sopra le cuspidi suggerisce che la pala fosse destinata a uno degli altari della Collegiata, sebbene non se ne trovi menzione nei documenti fino al XIX secolo.
L’ipotesi di una committenza legata al monastero cistercense femminile di Castell’Arquato, filiazione di quello di Santa Franca, apre ulteriori scenari sulla provenienza e la storia di questo polittico.

Al centro in alto la Crocifisione e al lati busti di Santi. Nelle cuspidi e nella predella ci sono tondi con altre figure sacre.
In basso al centro la Vergine col Bambino e al lati figure intere di vari Santi. Si riconosce, nel secondo da sinistra, sant’Antonio abate, che ha la mano destra nel gesto di benedizione e tiene con la sinistra un bastone a stampella cui è appesa una campanella

Il Museo, che ha accesso dallo splendididio chiostro della basilica, raccoglie opere d’arte dal XIII al XVI secolo: croce astile in argento dorato cesellato sec. XV, paliotto bizantino sec. X, pala d’altare sec. XV, mantellina di papa Paolo III Farnese, affreschi, dipinti, paramenti e tessuti, oggetti artistici in bronzo, oro, argento e ferro.

Links:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/39409/
https://www.instagram.com/p/DHDuVukou4F/?img_index=3
https://castellarquatoturismo.it/museo-chiostro-collegiata-castellarquato/

CERTALDO (FI). Museo d’Arte Sacra: polittico di Puccio di Simone con s. Antonio abate, 1357; olio con Madonna, s. Antonio abate e s. Francesco, XVII secolo

Per notizie sul Museo, collocato nelll’antico Convento degli Agostiniani, vedi scheda https://www.santantonioabate.afom.it/certaldo-fi-museo-darte-sacra-madonna-in-trono-col-bambino-san-francesco-dassisi-e-santantonio-abate.

 

 

Il Museo, oltre all’opera sopra citata, conserva nella Prima Sala  un’altra immagine di sant’Antonio abate in una tavola a tempera su fondo oro di Puccio di Simone (attivo 1346 – 1358), un pentittico di Madonna e Santi. Datato al 1357 circa.
Il polittico proviene dalla chiesa di San Pietro a Petrognano, frazione del comune di Barberino Val d’Elsa. Prima di passare alla collezione permanente del Museo, l’opera era già stata ricoverata nella pieve di San Giovanni Battista in Jerusalem a San Donnino.

Sant’Antonio abate è raffigurato all’estrema sinistra, con barba bianca, saio e mantello: tiene la mano sinistra aperta e con la destra regge un bastone con terminazione a “Y”. Ai suoi piedi, a sinistra, spunta un piccolo maiale scuro.


Nella VI Sala, un olio su tela opera di ignoto Pittore fiorentino (forse della bottega di Matteo Rosselli), Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Francesco, prima metà del XVII secolo, proveniente dalla chiesa di San Martino a Maiano, Compagnia di Sant’Antonio

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900189027
scheda priva di fotografia dell’opera.

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_arte_sacra_(Certaldo)

Segnalazione di Valter Bonello

LONGARE (VI), frazione Costozza. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via delle Grotte – Costozza, Longare (VI) . Edifici di proprietà privata. https://maps.app.goo.gl/ZnBQa99zexuVsyFfA

 

Costruito dai Frati minori di S. Lorenzo di Vicenza. Accanto c’è un piccolo convento che fu dismesso in epoca veneziana, presenta porte e finestre sagomate, in parte originali, ed è collegato al paese da una scalinata incavata nella roccia; oggi è abitazione privata.
.L’Oratorio è storicamente celebre perché il 13 giugno 1292, sul suo sagrato, fu approvato l’antico Statuto Comunale.

L’edificio è in stile romanico, la cui costruzione risale al XIII secolo, è stato ben conservato all’esterno che presenta il campanile a vela e testimonia, nell’asimmetria della facciata, le varie fasi costruttive.

All’interno si vedono i segni dei numerosi restauri, a cui è stato sottoposto nel corso del tempo. Ha un unico altare in pietra la cui pala, attribuita a Giovanni Speranza (Vicenza, 1470 circa – dopo il 1540), ha subito un pesante restauro e raffigura al centro la Vergine con Santi tra i quali è riconoscibile e a destra sant’Antonio abate.

 

 

Interessante l’affresco della sacrestia che risale probabilmente al 1400 e una vetrata proveniente da S. Giovanni in Monte a Bologna datata 1467.

 

 

 

Probabilmente appartiene al XVI secolo un altro affresco raffigurante S. Valentino venerato da una devota, cfr. immagine a destra.


Ogni anno, il lunedì successivo alla festa di Sant’Antonio abate (17 gennaio) si celebra la messa “degli scalpellini”, a ricordo dell’usanza di questi ultimi di raccomandarsi al Santo prima di iniziare il lavoro.

 

Immagini in parte da:
https://www.facebook.com/photo?fbid=27540763708861357&set=pcb.1276928561096978

Link:
https://colliberici.it/it/longare

Segnalazione di Valter Bonello