BUJA (Ud). Pieve di San Lorenzo sul Monte, con statua, tela e scultura di sant’Antonio abate.

Gli scavi archeologici degli anni ’80, i cui risultati sono in parte ancora visibili all’interno dell’aula, hanno evidenziato sotto il pavimento cinquecentesco una successione di fasi edilizie che dal periodo romano si protrae fino al XIII secolo (quando, per l’appunto, fu eretta la fabbrica romanica).
Sembra che il luogo venisse occupato per la prima volta nella tarda età imperiale da un complesso produttivo-artigianale, comprendente una cisterna in muratura con volticina in cocciopesto ed un “focolare”. Queste strutture, situate presso il perimetrale sud della chiesa, erano servite da una stradina lastricata che correva con andamento NO-SE, seguendo il naturale pendio del terreno.
In un periodo di poco posteriore al primo impianto, il complesso, che certamente si estendeva oltre il perimetro della chiesa, fu ampliato verso est mediante la costruzione di un vano quadrangolare di incerte dimensioni, con pavimento in cocciopesto, delimitato da un muro in “opus incertum”; al suo esterno si impiantò una fornace, forse funzionale alla fusione di oggetti in bronzo.
La presenza all’interno del vano di una vasca di forma leggermente ellittica (68×80 cm), profonda circa 40 cm, con l’imboccatura rivestita da pietre, ha fatto ritenere che l’ambiente avesse assunto, in una fase di posteriore a quella originaria, la funzione di aula di culto, provvista di vasca battesimale.
Il nuovo edificio cultuale, largo quanto l’attuale ma più corto circa di 20 metri, era concluso a est da un’abside semicircolare.
Nella fase di maggiore espansione, nel XIV sec., il “castrum cum suis fortiliciis” si articolava in tre punti strategici, corrispondenti alle tre vette del Monte, collegati fra loro e racchiusi nel perimetro di un’unica cortina (“murus zironi”), ancora testimoniata da ampi tratti di mura, soprattutto sul versante nord, presso il borgo abitato.
Nel XIV sec. venne costruita la cappellina annessa alla chiesa, dedicata alla Vergine, coperta da una volta a botte tutta affrescata, forse da Valente di Valcone di Gemona nel 1328. Sono dipinti il gruppo dei 12 apostoli e 10 soggetti mariani che formano un ciclo completo e unico in Friuli della vita della Madonna.
Dopo il terremoto del 1511, nel 1518 fu ricostruita la chiesa e collocato il portale principale, come si legge sull’architrave; nel 1520 fu ultimato il campanile pentagonale, come risultava dalla data incisa sul cornicione della cella campanaria.

Fonte: http://www.ipac.regione.fvg.it

All’interno, a sinistra della porta maggiore si trova il nicchione destinato a contenere il portacatino battesimale. Sotto la prima arcata delle trabeazioni di sinistra è collocata la statua lignea di possenti dimensioni raffigurante la Trinità.
Sulla parete opposta è collocata la statua assisa di Sant’Antonio Abate privo dei consueti attributi. Le due figure lignee (popolarmente chiamate i Santons di Buje) sono opere del secolo XV, della scuola di Domenico da Tolmezzo.

Lungo la parete destra si ammira l’altare barocco marmoreo di proporzioni più ridotte di Sant’Antonio Abate, eretto dall’antica Confraternita di Sant’Antonio nel 1695. La pala, dipinta da ignoto autore secentesco, raffigura Sant’Antonio tra i santi Caterina e Paolo. Al centro del paliotto, dalle gradevoli ornamentazioni in marmi colorati, c’è una tarsia marmorea con l’effigie di Sant’Antonio Abate, in abiti monastici, con il saio e il bastone a T dell’eremita.

Fonte e immagini:
https://guidartefvg.it/elenco/la-pieve-di-san-lorenzo-monte-di-buja/

PORTOFINO (GE). Castello Brown, pala con s. Antonio abate di R. e G. De Rossi, XVI secolo

Il Castello conserva, tra altre opere d’arte, anche una pala d’altare proveniente dalla chiesa di San Giacomo di Chiappa, frazione di San Bartolomeo a Mare (IM) che raffigura nel registro inferiore San Mauro (?), San Giovanni Battista e San Giacomo Maggiore, San Pietro e San Paolo; nel registro superiore sono a mezzo busto: a sinistra San Lorenzo e San Nicola di Bari e a destra San Bernardo e Sant’Antonio abate; nella lunetta sono Dio padre benedicente in gloria angelica; ai lati della lunetta due tondi raffigurano l’Angelo annunziante e la Vergine annunziata.

Attribuito a Raffaello De Rossi (Firenze, fine XV secolo – Diano Castello IM, 1573) e a suo figlio Giulio (1525 – Diano Castello, 1591).

In restauro dal 2024 presso il Laboratorio di Restauro e Diagnostica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria.

In alto a destra la figura di sant’Antonio abate, con lunga barba bianca, tiene con la mano destra un bastone e con la sinistra una campanella.

 

Info sul Castello:
https://www.castellobrown.com/

PONZANO MONFERRATO (AL), frazione Salabue. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza IV Novembre, 3 – Frazione Salabue – Ponzano Monferrato (AL)
https://maps.app.goo.gl/Fmvb8bwBsthoVbp58

 

Presso il castello che fu dal Seicento all’Ottocento dei conti Cozio, nello stesso sito di una antica chiesa precedente; già sede di parrocchia prima del 1474 e consacrata nel 157. Salabue fu comune autonomo sino al 1928.
La chiesa attuale fu edificata tra il 1711 e il 1725 ; nel 1896 fu ingrandita con l’aggiunta di due cappelle laterali dedicate alla Beata Vergine Maria e a S. Carlo. Importanti restauri furono completati nel 1914. Nel 1949 fu sistemato un bell’altare marmorea barocco acquistato dalla chiesa confraternita di S. Marta di Asigliano. La chiesa fu consacrata da mons. Giuseppe Angrisani nel 1951 e nel 1958 fu decorata da Carlo Meloni. Gradinata, portale, bussola e banchi sono stati rifatti negli anni sessanta del XX secolo.

Facciata rivolta a ovest, divisa in tre settori da due ordini di lesene e culminante con un timpano triangolare. La porta d’ingresso è preceduta da una scalinata. Al di sopra, nel secondo livello, si apre una finestra rettangolare poli-lobata. Il campanile s’innalza sul fianco sinistro del presbiterio.

Interno a navata unica con volta a botte; quattro cappelle laterali con apertura ad arco sfondano i muri dell’aula; l’aula si prolunga nel presbiterio – abside rettangolare, anch’esso voltato a botte. Ai lati del presbiterio si aprono con arcate i due coretti: in quello di sinistra c’è un altarino e una tela raffigurante l’Immacolata (secolo XVIII; restaurata nel 2023).
Alla parete di fondo è infisso un quadro di fine ‘600 raffigurante Dio Padre tra due angeli musicanti. Nella prima cappella di sinistra è collocato il battistero, con fonte battesimale marmoreo a fusto e tela risalenti al secolo XVIII. Nella seconda cappella, dedicata a S. Carlo, si trova un altare di muratura stuccata e una tela seicentesca che illustra il Transito di S. Giuseppe coi Ss. Carlo e Antonio di Padova; c’è inoltre una lapide del 1840 che ricorda il conte Ignazio Alessandro Cozio (celebre esperto e collezionista di liuteria) e la moglie Antonia Maria Dalla Valle di Pomaro.
Nella cappella del Rosario, posta di fronte sul lato destro, è conservata in una nicchia una bella statua lignea dorata del Sei-Settecento che raffigura la Madonna del Rosario.
Nell’aula sono raccolti vari altri quadri, tra cui le tele tardo seicentesche raffiguranti S. Francesco in adorazione di Maria e Cristo, S. Antonio di Padova col Bambino e una con S. Antonio abate.
Ai lati della porta protetta da una bussola semicircolare sono tuttora presenti tele in parte già viste nel coro da Giuseppe Niccolini nel 1877 [Niccolini G., A zonzo per il circondario di Casale Monferrato, Torino 1877, ristampa anastatica, Casale M.to 1977, p. 319]: Eraclio riporta la croce a Gerusalemme (sec. XVII), Presentazione di Gesù al Tempio (sec. XVI), Visitazione (fine sec. XVII). I dipinti: Fuga in Egitto e Madonna col Bambino e san Rocco sono stati restaurati nel 2023.

 

Link:
https://www.comune.ponzanomonferrato.al.it/Luoghi?ID=3612

https://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=72&alfa=S

PASTURANA (AL). Chiesa parrocchiale di San Martino con immagini di s. Antonio abate

La chiesa fu edificata alla fine del Quattrocento e conserva affreschi e dipinti.
Un affresco del 1620 raffigura i santi Carlo Borromeo, Bovo e Antonio abate. Il dipinto è incorniciato da una architettura classica con colonne composite che, nella parte alta, ha la raffigurazione di Dio Padre.

Sant’Antonio abate è destra, con saio, mantello e barba bianca. Tiene nella mano sinistra un bastone con estremità curva e una campanella. Ai suoi piedi è il fuoco e, nell’angolo destro, spunta un maiale dal pelo scuro.

 

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La chiesa conserva anche una tela con “Madonna con Bambino tra i ss. Angelo custode (con Tobiolo) Nicola da Tolentino, Antonio abate e Bovo”  e un frammento di affresco con “Madonna con Bambino con i ss. Antonio abate e Bovo“.


Info sulla Chiesa parrocchiale
: https://www.piemontego.it/monumenti/pasturana-al-chiesa-parrocchiale-di-san-martino

ALESSANDRIA. Collezioni Civiche, “Sant’Antonio abate tormentato dai demoni” di Defendente Ferrari

Defendente Ferrari (Chivasso, 1480 / 1485 – Torino, 1540 circa), tempera su tavola, 56 x 31 cm, raffigurante “Sant’Antonio abate tormentato dai demoni”.   

Acquisita dalla Pinacoteca negli anni 1960-70 dal lascito Maggi; inventario 1971 n° 19.
Riconosciuto nel 1970 come originale di Defendente Ferrari, fu restaurato nel 1975. Non si conosce l’antica collocazione alessandrina.

L’opera non è esposta al pubblico, ma è in deposito presso le Sale d’arte – Via Machiavelli 13, Alessandria.

Il dipinto raffigura sant’Antonio abate inginocchiato, che indossa saio e mantello con cappuccio. Tiene le braccia alzate e le mani aperte; intorno a lui diavoli armati di nodosi bastoni.

 

Link e immagine da:
Spantigati Carlenrica e Romano Giovanni (a cura di), Il Museo e la Pinacoteca di Alessandria, Cassa di Risparmio di Alessandria, 1986, p. 105