ORISTANO. ex ospedale e chiesa di Sant’Antonio abate, oggi Pinacoteca e biblioteca comunale

Via Sant’Antonio
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L’ospedale (Hospitalis Sancti Antoni), citato nel testamento datato 1335 di Ugone II de Bas-Serra, giudice d’Arborea, era situato all’interno della città murata e adibito all’assistenza dei malati.
I mezzi di sussistenza per l’ospedale, che aveva circa 12 posti letto, furono le provvidenze prima giudicali, poi quelle dell’autorità spagnola, ed erano quantificate con la destinazione del cosiddetto quartu de Sant’Antoni, un quarto di starello, ossia 13 litri di frumento, su ogni 40 are di terreno coltivato a grano.

Nel secolo XVI, l’ospedale necessitò di importanti interventi e manutenzioni. Il 24 aprile 1640 l’edificio fu affidato all’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli, ma dopo quasi due secoli era nuovamente in rovina e nel 1834 venne sostituito dai locali della chiesa e del monastero di San Martino extra muros.

I vecchi locali dell’ospedale di Sant’Antonio furono destinati alle Pie Maestre Venerine, per aprirvi il primo Asilo Infantile della città. Tale istituto di accoglienza e assistenza per bambini fu inaugurato il 20 aprile 1866 e accolse le giovani generazioni oristanesi sino a pochi decenni fa.

Oggi gli edifici sono adibiti a Pinacoteca e biblioteca comunale.

All’interno del complesso doveva esservi una chiesa dedicata a Sant’Antonio – di origine gotica, tardo XIII secolo – di cui oggi non rimane traccia: l’unica testimonianze della sua passata esistenza è una foto del XIX secolo che ritrae, sul lato del Distretto Militare, un campanile a vela a due luci di fianco a una facciata orientata a ovest.


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