VERONA. Quartiere San Michele, Chiesa di Santa Maria della Pace o della Madonna di Campagna con immagine di sant’Antonio abate.
Nel 1517 la Repubblica di Venezia ordinò la demolizione di tutti gli edifici presenti nel raggio di un miglio dalle mura cittadine di Verona; uno dei pochi oggetti sopravvissuto agli abbattimenti fu un piccolo muro si cui erano affrescati una Madonna col Bambino in trono tra i Santi Bartolomeo e Antonio Abate. Il vescovo Agostino Lippomano, visto l’alto valore che aveva assunto per la comunità veronese tale affresco, commissionò all’architetto Michele Sanmicheli la progettazione di una chiesa che potesse custodire l’immagine. L’edificazione della chiesa iniziò quindi nel 1559, anno della morte del noto architetto, e terminò completamente nel 1589, ma già nel 1561, a cantieri aperti ma ormai a buon punto, l’affresco venne collocato dietro l’altare maggiore.
La chiesa, essendo esternamente a pianta circolare, non presenta una facciata principale. L’accesso alla chiesa avviene da tre ingressi coperti dal porticato che circonda l’edificio, contraddistinto da colonne di ordine tuscanico.
Se l’esterno dello chiesa appare circolare (anche se in realtà è più simile ad un ovale) l’interno ha pianta ottagonale. L’impianto centrale presenta però un asse principale determinato dalla presenza del presbiterio sul lato orientale dell’edificio; esso presenta una pianta a croce greca, terminante con un fondale piatto ma con i bracci laterali dotati di absidi semicircolari.
Nel presbiterio si trova l’altare maggiore, dietro al quale si trova ancora l’antico affresco devozionale della Madonna col Bambino in trono tra i Santi Bartolomeo e Antonio Abate, datato alla fine del XIV secolo.
Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com



