ZOGNO (BG), frazione Endenna. Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, “Polittico di san Bernardino” con immagine di s. Antonio abate, di Giovanni Antonio da Pesaro, XV secolo
Il polittico presenta al centro la grande figura di san Bernardino, ai lati a sinistra in alto l’immagine dell‘Angelo annunciante e a destra della Vergine annunciata.
In basso a sinistra la figura di sant’Antonio abate e a destra di san Sebastiano.
Sant’Antonio, con saio marrone e mantello nero con la tau e rovescio bianco, tiene nella mano destra il bastone a tau e nella sinistra campanella e libro rosso chiuso.
«Considerata la proporzione della tavola centrale (232 x 80 cm) è difficile che essa fosse destinata ad un altare, si tratta piuttosto di una ancona da pilastro che ha miracolosamente mantenuta pressoché intatta la sua capsa lignea, che serviva da protezione e che veniva aperta solo durante le celebrazioni o le solennità. Le capsae sono citate di frequente nei contratti o nelle visite pastorali ma ne sopravvivono rarissimi esemplari: considerato il loro scopo soprattutto funzionale erano spesso di fattura meno raffinata, talvolta assegnate a artisti diversi dagli autori della tavola principale, e sono state tra i primi elementi ad essere dispersi mano a mano che le necessità del culto modificarono gli spazi delle chiese e l’ingombro degli altari. È chiara dunque l’importanza di questo pezzo, che di manomissioni ne ha subite pochissime.
Non è noto quando il dipinto sia arrivato a Endenna. La prima menzione che fino ad ora è stata rintracciata (ma non è stato possibile uno spoglio completo della documentazione) è quella del corrispondente di padre Donato Calvi che nel 1670 cita nell’oratorio del cimitero della parrocchiale “un quadro ancona dell’effigie intera di san Bernardino da Siena, di pittura tanto al vivo che rende maraviglia a chiunque lo vede”. Lo stesso Calvi nell’Effemeride sagro profana (1676) ne precisa ulteriormente la collocazione ricordando “nella porta sopra il cimiterio l’effige al vivo di San Bernardino da Siena”. La cappella, dedicata a san Bernardino, era posta accanto alla chiesa antica e grazie agli appunti della visita di Bernareggi può essere identificata nel vano adibito a ripostiglio sulla destra dell’attuale presbiterio. Da lì la nostra ancona fu trasportata in chiesa, nella collocazione che ha ancora oggi, probabilmente alla fine dell’ottocento, dopo la radicale ristrutturazione in stile neoclassico dell’edificio. Spostamenti e traslochi comportarono anche, con ogni probabilità, interventi di manutenzione.
L’intervento odierno (restauro del 2013), accompagnato dalla consapevolezza dell’eccezionalità del manufatto ha proceduto secondo alcune linee di indirizzo così sintetizzabili: studio quanto più possibile attento dei materiali e dei metodi costitutivi; assoluto rispetto dell’oggetto e dunque riduzione al minimo indispensabile delle operazioni invasive qualora avessero comportato la rimozione di porzioni originali; messa in sicurezza di struttura e pellicola pittorica; restituzione di una migliore leggibilità ad un oggetto sostanzialmente intatto…
Con una certa sorpresa l’autore dell’opera può essere identificato in Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro. In suo favore ci parlano le fisionomie allungate, i gesti anchilosati, i corpi irrigiditi su pavimenti ripidissimi, i colori che alternano rosa e grigi pallidi a blu e rossi sonori, la morbidezza delle stesure pittoriche racchiuse in nitidi contorni elastici. …
Nato (1415 c.) da un pittore di origine parmense trasferitosi a Pesaro, nella cui area abbiamo le testimonianze più antiche della sua attività, si formò nel multiforme ambiente adriatico che faceva perno su quell’autentico crocevia di culture che fu Ancona. Il dipinto di Endenna, in attesa di trovare documentazione più precisa, può essere collocato nella porzione finale della sua carriera (morto nel 1477), accanto ad opere datate quali il polittico del 1467 ora conservato a Urbino, nella galleria Nazionale delle Marche.»
Testo di Emanuela Daffra, dal pieghevole allegato: Pieghevole-SanBernardino.pdf



