VERONA. Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, dipinto con s. Antonio abate di A. Badile, 1542-4 e affresco XV secolo
Costruita dai Benedettini nel 1464 e consacrata nel 1483, nel sito di una precedente chiesa romanica, in un misto di stili gotico e rinascimentale. Conserva affreschi e, sui 10 altari laterali, tele di importanti artisti.
Navata di sinistra. La pala del secondo altare è un pregevole olio su tela di 285 x 179 cm firmata e datata dal pittore Antonio Badile (1517/8 – 1560) in cui è rappresentata La Beata Vergine col Figlio in gloria e i Santissimi Giovanni Battista, Antonio abate, Benedetto e Biagio, tradizionalmente conosciuta come pala di san Biagio. La tela, prettamente manieristica, richiama l’arte lombarda e in particolare lo stile di Moretto da Brescia.
La Madonna è seduta in gloria sulle nubi e su una corona di angeli che si stagliano contro il cielo, circondata da un nembo di luce gialla con riflessi rosati. I Santi sono disposti in piedi in atto di indicare la Vergine e di leggere le preghiere. alla sinistra di S. Biagio vi è una figura di paggio che regge la pala del martirio. Da notare che tra i santi figura S. Biagio a cui è dedicata la cappella e San Benedetto, la qual cosa sta ad indicare che la chiesa era dei benedettini. Nel campanello di s. Antonio vi è la sigla del pittore, cioè una lettera “A”, con altra lettera “B” fra le aste inferiori e con la data “1542” nell’occhiello superiore. In questa pala sono riscontrabili le diverse tendenze tra cui si orienta l’arte del Badile: mentre da un lato i santi ricalcano i modi del Caroto (pala di s. Fermo Maggiore) il motivo della Madonna in Gloria in un alone luminoso con il manto teso a baldacchino richiama quelli analoghi della Pala di S. Bernardino di B. Lotto e quella del Moretto per S. Giorgio in Braida a Verona; il Bimbo ricorda quello della Pala di Cà Pesaro di Tiziano.
Sul retro vi sono riportate informazioni sulla data di realizzazione e di collocazione: “AB ANT. BAYLO VERO HOC OPVS FACTVM EST ANNO SVAE/ AETATIS XXV ET HIC SITVM EST DIE IOVIS PENULTIMO OCTOBRIS MDXLIIII”
Controversa la data di realizzazione: le due sul dipinto indicano il 1542 e il 1544.
Sant’Antonio è raffigurato a sinistra al centro mentre guarda in alto verso la Vergine; tiene nella mano destra il bastone; ai suoi piedi la campanella.
Il dipinto della lunetta posta sopra la pala raffigura Le tentazioni di Sant’Antonio abate, ed è invece opera del veronese Michelangelo Aliprandi (1527 – 1595). A sinistra si nota una diavolessa seminuda, ma a destra c’è un diavolo cornuto che lo sta picchiando con un bastone.
Un’altra immagine di s. Antonio abate è affrescata nella parte destra della lunetta del lato destro della Cappella di San Biagio (edificata dal 1488) ad opera del pittore veronese Giovanni Maria Falconetto (1468 circa – Padova, 1534/35).
S. Antonio, in saio scuro e barba bianca biforcata, tiene le mani appoggiate su un bastone a tau cui è appesa una campanella.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500042919A-1






