PIENZA (SI). Museo Diocesano, trittico con s. Antonio abate di N. Gerini, XIV-XV secolo
Il trittico, restaurato negli anni ’70 del secolo scorso e poi nel 2011, è arrivato nel museo di Pienza nel 2003 come munifico dono alla città natale di Bruno Stefanelli e della moglie Maria Grazia Chechi, i quali lo avevano rinvenuto molti anni prima nella piccola cappella di loro proprietà nel borgo di Piecorto di Poggibonsi (SI), in Val d’Elsa.
Opera del pittore Niccolò di Pietro Gerini (documentato dal 1368 al 1414/1416).
Il trittico misura cm 115,3 x 169,5 x 5 cm ed è costituito da tre tavole a venature verticali, cuspidate e collegate sul retro da traverse non originali, nelle quali sono raffigurati la Madonna col Bambino al centro e i santi Antonio abate (a sinistra) e Francesco (a destra). L’infelice stato di conservazione è conseguenza delle vicende occorse al dipinto, che una quarantina d’anni fa si presentava sopra l’altare chiesetta di Piecorto occultato da una pesante ridipintura (particolarmente nello scomparto centrale) e ingenuamente riquadrato. Il pesante riassetto potrebbe risalire al secolo XV, affidato a un artigiano non particolarmente capace. Al tempo stesso non è da escludere che quanto è giunto fino a noi potesse essere solo una parte di un complesso di maggiori dimensioni.
La cappella di Piecorto non doveva essere l’originale destinazione del complesso, che resta ancora da identificare.
La figura di sant’Antonio abate si presenta con saio, mantello,barba bianca biforcata, un libro rosso nella mano destra e un bastone a tau nella sinistra.
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