GALATINA (LE). Basilica di Santa Caterina, affresco di s. Antonio abate, 1435
Secondo la tradizione, tra il 1369 e il 1391 fu costruita su una preesistente chiesa bizantina del IX-X secolo a due navate, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo che aveva portato a Galatina una reliquia di santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua morte, la moglie Maria d’Enghien affidò a maestranze provenienti da diverse scuole italiane la realizzazione del vasto ciclo di affreschi che ancora oggi ricopre pareti, archi e volte della chiesa con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della vita e passione di Cristo, dell’Apocalisse e figure di Santi. Le opere furono realizzate tra la prima metà del Trecento fino agli anni Quaranta del Quattrocento.
Tra questi, l’unico affresco recante la firma “Franciscus De Arecio” è ubicato nell’ambulacro destro e riporta un’immagine di sant’Antonio abate con donatore, forse Raimondello Orsini. Col nome dell’artista viene riportata la data ‘MCDXXXV’ (1435).
Sant’Antonio, stante, con barba bianca biforcata, indossa saio, scapolare e mantello. Tiene con la mano sinistra un libro chiuso e una campanella; la destra è appoggiata a un corto bastone a tau. In basso a sinistra, sotto la piccola figura del committente inginocchiato, spunta il muso di un maiale scuro.
LA BASILICA è in stile romanico-gotico; la facciata presenta tre cuspidi e un grande rosone finemente decorato. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull’architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra i dodici apostoli.
L’interno è articolato in tre navate principali affiancate da due navatelle laterali. In fondo al coro si erge la tribuna ottagonale realizzata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Del Balzo Orsini entro il 1459. Nella terza campata Scene della vita di Cristo con Ultima Cena
Accanto alla basilica si sviluppa il convento dei frati minori francescani, ricostruito tra XVI e XVII secolo. Il chiostro quadrangolare è decorato da un ciclo di affreschi del 1696 realizzato da fra’ Giuseppe da Gravina, dedicato alla storia dell’ordine.
Il Tesoro della Basilica è visitabile solo in occasioni particolari, conserva preziosi reliquiari e oggetti liturgici. Tra i pezzi più importanti spiccano il reliquiario del dito di Santa Caterina, quello della mammella di Sant’Agata e un raro mosaico portatile bizantino del XII secolo, composto da minuscole tessere di circa un millimetro.
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria
Immagine da:
https://www.galatina.it/franciscus-de-arecio-tra-galatina-e-soleto






