PONTE IN VALTELLINA (SO). Chiesa di San Maurizio, affresco con s. Antonio abate, XV secolo
Le sue origini sono riconducibili al XIII secolo e all’intraprendenza dei Quadrio che da Como si erano stabiliti a Ponte. Del primitivo edificio sopravvive solo il campanile romanico, forato da monofore, bifore e trifore; il resto è da ascrivere alla metà del Trecento ma soprattutto all’ampliamento intrapreso a metà del Quattrocento in forme gotiche
Bernardino Luini (1481 circa – 1532) è autore della lunetta rinascimentale affrescata sopra l’ingresso; a lui è intitolata la bella piazza su cui si affaccia la chiesa.
La chiesa conserva all’interno pregevoli dipinti, sculture e arredi di epoche diverse, ma molto armoniche. Nella prima cappella di sinistra gli affreschi di Battista Malacrida (1501) convivono con i dipinti del Gavazzeni (1899). Il fonte battesimale è del 1585.
La cappella di destra è intitolata alla Madonna delle Grazie e custodisce l’ancona di Giacomo del Maino (1491-1505 ca.), scolpita, dipinta e dorata nell’ultimo decennio del XV secolo con sei formelle che narrano le Storie di San Gioacchino e Sant’Anna. La volta è stata affrescata da Felice Scotti, che vi ha dipinto angeli musicanti e busti di Profeti e Sibille, occhieggianti, in suggestive prospettive, da cornici tonde.
Alle pareti l’affresco raffigurante San Nicola da Tolentino e tre affreschi tardo-quattrocenteschi “strappati” e riportati su tela, raffiguranti Sant’Allo, Sant’Antonio abate e San Giovanni Battista. Una cancellata in ferro battuto artisticamente lavorata chiude la cappella.
Sant’Antonio abate, con mantello, saio e scapolare, ha la mano destra nel gesto di benedizione,; con la sinistra tiene un alto bastone con terminazione a “L”.
Il presbiterio e l’abside furono le ultime opere in muratura realizzate, e concluse nel 1500; furono dapprima commissionate all’architetto milanese Giovanni Antonio Amadeo, che, tuttavia, non potè portarle a conclusione; intervennero quindi i fratelli Giacomo e Tommaso Rodari di Mareggia che ultimarono la cappella, abbellendola con lesene culminanti in capitelli scolpiti e un grazioso portale che immette nella sagrestia. Otto medaglioni in marmo bianco, di altissima fattura, con volti di Apostoli, sono disposti nel fregio che corre tutt’intorno alle pareti. Il ciborio in bronzo, realizzato nel 1578 secondo i canoni controriformistici dettati da San Carlo Borromeo, è opera quasi unica di due orafi pontaschi, i fratelli Innocenzo e Francesco Guicciardi. Alle spalle del ciborio si trovano gli stalli corali, opera realizzata in momenti diversi, con l’intervento di Pietro Brasca, (1500), Pietro Ramus (seconda metà del 1600) e Giovanni Picceni (XX secolo). Alle pareti tre tele del pittore morbegnese Giovan Pietro Romegialli (Morbegno 1738 – 1799): l‘Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, sul fondo San Maurizio e Compagni. Le settecentesche quadrature che le ornano sono di Giuseppe Porro.
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Maurizio_(Ponte_in_Valtellina)
https://www.parrocchiaponte.it/chiese/san-maurizio
Segnalazione di Valter Bonello




