FOLIGNO (PG). Basilica di Santa Maria “infra portas”, affresco di s. Antonio abate, inizi XVI secolo

Chiesa tra le più antiche di Foligno sorge dove un tempo esisteva una cappella dell’VIII secolo dedicata all’Assunta, a san Pietro e a san Paolo, che nella costruzione del XII secolo fu inglobata nella navata di sinistra. Fino al XIII secolo la chiesa era esterna alle mura della città ed era chiamata “foris portam”; con la costruzione della nuova cinta alla fine del Duecento, l’edifico venne a trovarsi fra le due mura urbiche e prese il nome di ” infra portas”.
L’attuale forma del prospetto in pietra bianca e rosa si deve alla risistemazione ottocentesca che ha reimpiegato elementi di un precedente rosone per realizzare una bifora che non è proporzionata alla facciata. Anche il piccolo portico è ottocentesco con il riuso di colonne e capitelli dell’XI-XII secolo; alla sua destra un’edicola del 1480 con una sinopia di un affresco di S. Anna coronata da angeli attribuito al Mezzastris.

L’interno a tre navate divise da pilastri conserva molte pregevoli testimonianze pittoriche di Ugolino di Gisberto; di Pietrantonio Mezzastris; di Giovanni di Corraduccio; di Lattanzio di Niccolò e Niccolò Alunno.

Nella sagrestia vi sono interessanti affreschi di ignoto folignate degli inizi del XVI secolo, raffiguranti Madonna col Bambino, San Rocco e Sant’Antonio abate.
Sant’Antonio abate, rappresentato entro una nicchia con cornice a trompe l’oil, ha la barba biforcata, indossa saio e mantello; tiene con la mano destra un libro chiuso e una campanella; con la sinistra un alto bastone con terminazione a tau molto elaborata.

 

 

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