CAMPOBASSO. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
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Sorta come oratorio fuori le mura nell’antica piazza chiamata “Maiura” o “Chiaia”, fu trasformata in chiesa nel 1572 dalla Congrega delle Maestranze. La facciata presenta un coronamento orizzontale con un portale barocco.
L’interno è ad una navata con un magnifico altare maggiore realizzato in marmo nel 1748. Sulle pareti laterali vi sono quattro altari intagliati in legno e rivestiti di oro zecchino con importanti tele del Seicento napoletano e dedicati a San Benedetto; al Sacro Cuore; al Crocifisso e al Santo titolare.

L’altare dedicato a Sant’Antonio abate presenta dipinti di piccolo formato opera del pittore avellinese Francesco Guarini o Guarino, da Solofra (1611 – 1651), realizzati nel 1642. Si tratta di nove riquadri che attorniano una statua cinquecentesca del Santo. Al di sopra un dipinto dello stesso autore raffigura l’episodio del corvo che porta il pane ai santi Antonio e Paolo eremita. (foto in basso)
I quattro riquadri della colonna a sinistra, dall’alto:
Sant’Antonio abate si ritira in eremitaggio un castello abbandonato scacciandone i serpenti.
– Sant’Antonio si affaccia dal finestrino del suo eremo per esorcizzare la figlia ossessa del generale Martiniano.
– Sant’Antonio allontana il demoni introdottosi nella sua spelonca travestito da pellegrino.
– Sant’Antonio tentato dal demonio sotto forma di una giovane regina.
Al centro, sopra la statua, un dipinto raffigura Un centauro che mostra la via a s. Antonio, con data 1642 tra le zampe del centauro. (foto in basso).
I quattro riquadri della colonna a destra, dall’alto:
Sant’Antonio è tentato da un bacile d’argento pieno di monete.
– Sant’Antonio è assalito dai demoni in forma di cani e animali mostruosi.
– L’angelo indica ad Antonio il luogo dove ritirarsi in eremitaggio.
– Sant’Antonio muore assistito dai confratelli.

 

Lungo il registro superiore della navata corre un ciclo di affreschi che illustra le Storie della vita di S. Antonio abate, eseguiti nel 1614.

 

Il dipinto Tentazione di S. Antonio, sulla parete di fondo del coro, è opera di influsso fiammingo del tardo Cinquecento.

La Chiesa conserva anche una statua in pietra di sant’Antonio del XIII- XIV secolo.

 

La tradizionale Festa di Sant’Antonio abate a Campobasso, nel 2021 e 2022 non si è svolta causa pandemia. Si accendeva un grande falò che il 17 gennaio illuminava il sagrato davanti la Chiesa e si svolgeva la benedizione degli animali.

 

Bibliografia:
Riccardo Lattuada, Opere di Francesco Guarino a Campobasso, in: “Prospettiva” No. 31 (Ottobre 1982), pp. 50-69
Reperibile in: https://www.jstor.org/stable/24426402

Data compilazione scheda: 12-2-2022
Rilevatore: AC


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