Franco Dessilano, Culto e devozione a sant’Antonio abate nella diocesi novarese. La città e la pianura.

Balosso rilevava la moltiplicazione delle dedicazioni al santo abate nel corso del Cinquecento: su tutta la diocesi, dalle quattro documentate precedentemente si passa infatti alle 104 di fine secolo, sulla spinta di voti individuali o collettivi in occasione di calamità.5 In particolare la devozione ad Antonio Abate fu motivata dalle virtù taumaturgiche attribuitegli soprattutto contro l’herpes zoster (o “fuoco di sant’Antonio”) e, più generalmente, contro la peste e altre malattie contagiose dell’uomo e l’erisipela del bestiame.6 Il carattere popolare di questa devozione, tuttavia, ha fatto sì che essa si esprimesse in grandissima parte attraverso la pietà individuale e singoli dipinti votivi, non sempre segnalati dalla documentazione d’archivio (per altro piuttosto scarsa per il Medioevo) e non sempre giunti fino a noi….

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