IRLANDA – DUBLINO. Galleria Nazionale dell’Irlanda, “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. van Wijnen, 1680 circa

Olio su tela di 72 x 72 cm
Firmato al centro a sinistra: “DVW Æscanius”
Opera del pittore di Amsterdam Domenicis van Wijnen (1661 – dopo il 1690). Nato e formatosi all’Aia, Van Wijnen si recò in Italia negli anni ’80 del Seicento, dove divenne membro della “Schildersbent”, una società di pittori olandesi e fiamminghi che lavoravano a Roma. Durante la sua iniziazione al club, noto per le sue feste chiassose, ricevette il soprannome di “Ascanio”, in riferimento al figlio dell’eroe troiano Enea.
Sono sopravvissuti soltanto circa una dozzina di dipinti di Van Wijnen, la maggior parte dei quali fantastiche allegorie contenenti numerose figure.

Inventario numero NGI.527
Provenienza: Artaria, Vienna, Marzo 1811; venduto da J.M. de Birckenstock, lot 121; S. Sharp, Esq., 1868; Arthur Kay, Glasgow, 1901

Sant’Antonio si ritirò nel deserto per sfuggire alle tentazioni; giace qui accanto a un libro, una candela e un teschio, e recita il rosario, guardando fisso un crocifisso mentre appare la Lussuria che si illumina i seni. Dietro di lei ci sono l’Avarizia (incatenata a sacchi di denaro), Invidia (una vecchia con serpenti al posto dei capelli), Orgoglio (una donna nuda portata sulle spalle da tre persone). A fianco vi è la Gola (l’ubriacone sulla botte rappresenta probabilmente Bacco, il dio del vino e della baldoria, e potrebbe essere un riferimento ai rituali di iniziazione degli “Schildersbent”), compaiono anche la Pigrizia (il maiale) e l’Ira (gli uomini che combattono in basso a destra).

Immagine da Wikimedia

Link:
http://onlinecollection.nationalgallery.ie/objects/8970


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