OSTANA (CN), borgata Sant’Antonio. Cappella di S. Antonio abate

La strada della borgata che sale a monte passa sotto il porticato della cappella.
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Non si conosce la data di fondazione della piccola cappella; citata nel “Libro delle Valbe” del 1789, custodito nell’Archivio Storico del Comune di Ostana, dal quale risulta che all’epoca misurava 16 tavole e 24 piedi e presentava una forma simile a quella attuale, seppur priva di portico.
La chiesa subì diverse e importanti modifiche nel corso della prima metà dell’Ottocento. Nel 1822 il campanile fu ricostruito utilizzando la tipologia “a vela” e, nello stesso anno, furono anche effettuati lavori di intonacatura all’interno della cappella. Nel 1830 fu realizzato il porticato esterno e fu rifatta anche la facciata. Negli anni seguenti fu sistemato il piazzale del porticato, costruito l’altare e dipinto l’interno della chiesa. Le eccezionali nevicate del 1972 causarono danni per i quali si rese necessaria la ricostruzione del tetto e del soffitto, rifatto a soletta invece che a volta.

Fino agli anni ’50 del Novecento era possibile ammirare sulla facciata sotto il portico tre affreschi, raffiguranti S. Chiaffredo a cavallo a destra, Sant’Antonio accompagnato da un altro santo in centro ed un quarto santo a sinistra, forse S. Claudio, S. Bernardo o S. Sebastiano.
I dipinti che attualmente campeggiano sulla facciata risalgono al 2000 e sono opera del pittore Aldo Tufo che, basandosi sui resoconti degli abitanti e sulle poche tracce superstiti, ha voluto ridar vita alla scena. Attualmente sono rappresentati S. Chiaffredo a destra, S. Antonio abate al centro e S. Claudio a sinistra.

 

Nella cappella si festeggiava in origine solo S. Antonio abate il 17 gennaio; successivamente si è iniziato a ricordare anche Sant’Antonio di Padova il 13 giugno, ma la festa di gennaio era quella più importante e più sentita. La sera precedente si preparava il falò a la Crouxetto, all’incrocio tra la Vio de Scoste e la vio che scendeva alla Villa, presso il pilone votivo a valle della frazione. Il giorno seguente, dopo la celebrazione religiosa – durante la quale si distribuiva il caritoun (pane benedetto) – si festeggiava con canti, balli, giochi e intrattenimenti.

 

Link:
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https://libroaperto.comune.ostana.cn.it/museo-diffuso/sulle-tracce-di-cattolici-valdesi-ebrei-ed-eretici/cappelle-e-santuari/s-antonio


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