PIEVE LIGURE (GE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio abate,
https://goo.gl/maps/nC1JLfdXpTUmdjNR8

 

L’Oratorio fu eretto lungo la strada che dalla chiesa portava a San Bernardo intorno alla fine del Trecento, grazie alla Confraternita di Sant’Antonio abate.
Purtroppo non si ha una sufficiente documentazione utile a ricostruire la storia della Confraternita, ma si trova menzione dell’Oratorio in una relazione di monsignor Bossi del 1582.

L’edificio è costituito da un’unica ampia navata, costruzione architettonica tipica degli oratori delle Confraternite liguri, come l’ingresso laterale , sopra cui è posta una piccola statua di S. Antonio abate (vedi foto 2 , in basso).
La volta, le pareti e la parete di fondo sono decorate ad affreschi risalenti al 1702. A causa però del pessimo stato di conservazione negli anni Settanta del Novecento furono in buona parte ripresi e restaurati dal pittore bogliaschino Luigi Bozzo (Luisitto). Gli affreschi raffigurano i Misteri del Rosario, una Crocifissione, e, sulla parete di fondo, secondo una particolarità di tanti oratori liguri, la rappresentazione dell’Ultima Cena.

L’oratorio conserva preziosi arredi sacri come, alle pareti, grandi e pregevoli crocifissi in legno della scuola del Maragliano e lo “stendardo dè morti” raffigurante Sant’Antonio abate orante al cielo.
Interessante oggetti, simbolo del potere nella Confraternita, sono le Mazze pastorali. Vengono portate, nelle processioni dal Superiore e dal Sottosuperiore e sono costituite da un’immagine del Santo protettore, generalmente fusa in argento, retta da un bastone in legno. Quelle di S. Antonio di Pieve rappresentano i santi Antonio ed Erasmo, quest’ultimo patrono della Confraternita di Sori, alla quale Pieve era collegata da un rapporto di mutua collaborazione, insieme alle Confraternite di S. Ilario e di Bogliasco. Gli oggetti in argento fuso e cesellato con un delicato disegno risalgono alla metà del secolo XIX e furono probabilmente rifatti dopo che a fine Settecento i due precedenti finirono nelle requisizioni della Repubblica Ligure.

Il prezioso trittico datato 1520, inizialmente attribuito ad un seguace di Pietro Francesco Sacchi (1485-1528), e dopo l’intervento di restauro del 1978 definitivamente attribuito al Maestro. Raffigura S. Antonio Abate benedicente, attorniato da s. Giovanni Battista e s. Benedetto, mentre nella cimasa reca il Cristo morto tra la Vergine e l’Angelo annunziante. La data di esecuzione è riemersa dopo il restauro sul muretto dipinto sullo sfondo. Un’altra particolarità che si è potuto notare nel corso del restauro è che il pittore per lo scomparto dove ha raffigurato s. Giovanni Battista, ha utilizzato un pannello in legno di abete anziché di pioppo come gli altri scomparti. La presenza, inoltre, su questo pannello di alcuni schizzi e di appunti, poi coperti dalla dipintura ma rivelati dal restauro, fa supporre che il Sacchi abbia utilizzato, per questo scomparto, il proprio tavolo da lavoro; forse i tempi ristretti della committenza non gli consentirono di disporre di tutto il legno necessario.

 

Nell’Oratorio, il giorno della festa di S. Antonio (17 gennaio), o la domenica più vicina, si svolge la tradizionale benedizione degli animali.

 

Link:
http://www.parrocchie.it/pieveligure/michele/chiesa5.htm

https://www.ligurianotizie.it/la-festa-degli-animali-a-pieve-ligure-alloratorio-di-santantonio-abate/2020/01/20/364767/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Francesco_Sacchi

 

Bibliografia e foto (trittico):
Zanelli Gianluca, Cultura d’oltralpe e linguaggio toscano nell’opera di Pietro Francesco Sacchi, in : “Arte Lombarda”, Nuova serie, No. 123 (2), 1998, pp. 18-25

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC


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