SALERNO. Pinacoteca provinciale, “polittico di Buccino” con s. Antonio abate, 1512

Databile nella prima metà del XVI secolo, 1512 circa, proviene dalla chiesa di Sant’Antonio abate a Buccino, vedi scheda.
Oggi si sono conservati solo quattro pannelli che raffigurano: la Madonna delle Grazie, Sant’Antonio abate e il committente Francesco Caracciolo, Sant’Agostino e San Michele.
Opera di Andrea Sabatini da Salerno (1480 – 1530 circa), che fu tra i maggiori pittori rinascimentali dell’Italia meridionale, promotore di un rinnovamento pittorico; importanti i riferimenti alla bottega raffaellesca.

La tavola con sant’Antonio abate è collocata in basso a sinistra. Il Santo con la mano destra tiene il bastone a Tau, con la sinistra un libro e un campanello; a destra un piccolo maiale nero. Ai piedi di s. Antonio, a sinistra, l’immagine del committente inginocchiato.

Scrive Andrea Zezza1 :  «Nel polittico già nella chiesa di S. Antonio a Buccino, commissionato nel gennaio del 1512, appena sei mesi dopo la consegna del precedente, Andrea sembra avere già intrapreso una strada diversa e più moderna, sviluppando in modo più maturo la ricerca di una dimensione monumentale delle figure, infondendo ai suoi personaggi una nuova vitalità e una più realistica capacità di movimento e di espressione, e mostrando un interessamento per lo stile del primo Raffaello romano, declinato attraverso una inflessione lombarda, leonardesca. Ciò ha fatto credere che questa maturazione possa essere stata facilitata da un incontro con il pittore milanese Cesare da Sesto, già seguace di Leonardo a Milano, poi operoso fino al 1511 negli appartamenti papali di Giulio II, documentato al Sud a partire dal 1514, quando probabilmente doveva frequentare Napoli e Andrea già da qualche tempo. »
Il 9 gennaio del 1512 a Napoli, presso lo studio del notaio Nicola Antonio Casanova fu stipulato il contratto per la realizzazione di un importante polittico a olio su tavola. I contraenti furono il famoso pittore Andrea Sabatini da Salerno e Agostino Czalafra, priore del monastero agostiniano di Sant’Antonio abate a Buccino, e Domenico de Reclusa, procuratore dell’altro committente. Il dipinto in origine comprendeva, nel registro superiore, le figure dei santi Nicola da Tolentino, Giovanni Battista, Nicola di Bari e Giovanni Evangelista. Di essi non v’è più traccia. Resta soltanto la figura intera e isolata dell’Arcangelo Michele in alto, al centro del polittico; anche la monumentale cornice intagliata e dorata è scomparsa.
Alla base del dipinto era prevista una predella con Santi e con lo stemma della famiglia nobiliare dei duchi Caracciolo alla quale apparteneva il duca di Brienza, Caggiano e Buccino, Petraccone Caracciolo; l’opera verosimilmente fu commissionata dal fratello di Petraccone, Francesco, che all’epoca ricopriva la carica di priore della basilica barese di San Nicola.
Il polittico doveva avere grandi dimensioni, circa 4 m di altezza per 2,5 di larghezza. Fu realizzato in un momento nel quale l’autore evidenziò una vena stilistica legata a influssi leonardeschi e raffaelleschi, tra il 1512 e il 1515 circa, anche sulla scia dei contatti che ebbe con Cesare da Sesto e, prima ancora, grazie al viaggio che probabilmente compì a Roma.

Emanuele Catone – nel saggio indicato in bibliografia2 – definisce, grazie ad una approfondita indagine documentaria condotta in diversi archivi e ai documenti inediti rinvenuti, l’origine e gli sviluppi delle controverse vicende che portarono nel 1928 al trasferimento all’allora Museo Provinciale di Salerno del Polittico e di altri pregevoli quadri della chiesa agostiniana di Sant’Antonio di Buccino. La storia è interessante, emblematica e merita di essere ricordata.
«A seguito della deliberazione consiliare del 21 ottobre 1924, il Comune prese contatto con la Soprintendenza all’Arte Medievale e Moderna a Napoli e iniziò le pratiche «in merito alla vendita dei quadri e degli arredi sacri appartenenti a questo Comune ed al concorso dello Stato nella spesa per i restauri dell’ex convento di S. Antonio. […] Il 29 settembre 1928 fu perfezionato l’accordo tra il Comune di Buccino, rappresentato dal podestà Carbone e la Provincia di Salerno. […] L’accordo prevedeva che le quattro tavole superstiti del polittico del Sabatini, le due tavole di san Giovanni Evangelista e santa Monica e le due tavolette con il martirio di san Giovanni e il battesimo di sant’Agostino fossero affidate alla Provincia di Salerno per essere restaurate, “sistemate, esposte e salvaguardate nei locali del Museo stesso con opportuna indicazione della loro provenienza”. […] Nel frattempo il Polittico di Buccino ed i due quadri di san Giovanni e santa Monica vennero restaurati a cura della Soprintendenza alle Gallerie della Campania: le tavole dei due santi furono sottoposte ad una radicale pulitura, mentre il Polittico fu restaurato integralmente e fu necessario trasferire il sant’Antonio su una nuova tavola. Essi furono nuovamente esposti in una importante mostra organizzata nel duomo di Salerno dal settembre 1954 al settembre 1955. […] Il 5 marzo 1956, infatti, il Consiglio Provinciale deliberò all’unanimità l’acquisto delle sei opere maggiori ricevute in deposito nel settembre 1928 per la somma di un milione di lire, da destinarsi però al restauro non più della chiesa, che nel frattempo era stata riparata e riaperta al culto, bensì del chiostro dell’ex convento agostiniano ad essa adiacente. […] Ogni controllo da parte nostra negli archivi del Comune di Buccino e della Provincia di Salerno non ha finora restituito alcun documento che attesti il perfezionamento delle procedure d’acquisto da parte dell’Amministrazione Provinciale e la ricezione della somma promessa da parte del Comune di Buccino. In ogni caso, la procedura di acquisizione dei dipinti dovette essere perfezionata dal momento che il Consiglio Comunale alla fine non mise in atto alcun atto legale nei confronti della Provincia e il Comune di Buccino da quel momento non ha più rivendicato la restituzione dei dipinti, che oggi sono tra i più antichi e preziosi esemplari della collezione di pittura esposta nella Pinacoteca Provinciale di palazzo Pinto.»


La pinacoteca provinciale di Salerno è ubicata al primo piano del seicentesco palazzo Pinto, dimora gentilizia di una delle famiglie nobiliari più importanti della città. Via Dei Mercanti, 63.

 

Bibliografia:
1 . Zezza Andrea, Sabatini Andrea, detto anche Andrea da Salerno, Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 89, 2017
2. Catone Emanule, Il polittico di Andrea Sabatini da Buccino a Salerno: un trasferimento controverso, in: «Rassegna Storica Salernitana», n.s., 69 – XXXV/1, giugno 2018. pp. 73-104

Link:
https://www.lacittadisalerno.it/cultura-e-spettacoli/quel-dipinto-a-olio-di-andrea-sabatini-1.1767733