SAN MARTINO DI LUPARI (Pd), Duomo di San Martino Vescovo, due immagini di sant’Antonio abate.

Il duomo é formato da una grande navata centrale di m. 11,20 x 34,50, da due navate laterali larghe 5,50 m., da due transetti di m.11,20 x 38, dal presbiterio e dal retro coro che misurano m. 11,20 x 14. All’aula presbiterale sopraelevata si innesta il coro racchiuso da una grande abside e contro abside e delle ampie sacrestie laterali suddivise in due piani. Sotto il presbiterio e il coro si trova la grande cripta. La capienza del duomo si stima essere sulle 5.000 persone.
La facciata é grandiosa; su di essa si innesta un’ampia gradinata sopraelevata di circa un metro rispetto al piano stradale che da’ accesso a tre porte d’ingresso racchiuse in grandi pentafore ad archi ogivali. Sul muro della facciata si può ammirare un triplice ordine di fori ed un grande rosone centrale che illumina la navata interna.
Dalla facciata principale partono i muri perimetrali delle navate laterali, divise da quattro piloni ribassati che racchiudono una teoria di tre archi reali per ogni lato, realizzati con mattoni decorativi ad alto effetto visivo, sormontati da una bella cornice.
La parte terminale della chiesa racchiude con un doppio ordine di sacrestie laterali, il coro e il retrocoro, formando un piacevole movimento di corpi sporgenti e rientranti che danno una visione complessiva articolata, ma nel contempo ordinata.
Entrando nel tempio, l’aspetto scenografico é quanto mai suggestivo.
La visione d’insieme delle tre grandi arcate per lato, lavorate con mattoni a faccia vista, é di grande effetto scenico e di ampio respiro che suggerisce eleganza e ricercatezza nei particolari dei capitelli ornamentali in pietra d’Istria sui quali poggiano le arcate sostenute da imponenti colonne abbinate in marmo di Verona.
All’aula presbiterale centrale si accede oltrepassando una elaborata e moderna balaustra in marmo bianco che immette nell’ampia scalinata di marmo verde dove si trova l’altare mobile e in posizione più arretrata l’altare e il tabernacolo, concepiti con preziosi marmi policromi, che segnano la linea di divisione fra il presbiterio e il retrostante coro nel quale si trova l’organo.
Sempre nel transetto s’innesta l’arco trionfale e i quattro nicchioni per gli altari secondari.

(a cura del dott. Claudio Miotto – estratto)

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com


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