SAUZE D’OULX, fraz. Jouvenceaux (To). Cappella di S. Antonio Abate – interno.

Per info sulla storia della cappella e gli affreschi esterni vedi scheda “esterno”:
https://www.santantonioabate.afom.it/sauze-doulx-fraz-jouvenceaux-to-cappella-di-s-antonio-abate-esterno/

 

L’interno della cappella quattrocentesca è composto da un’unica navata coperta da un cassettonato ligneo, e da un presbiterio, edificato successivamente, con volta a crociera; sul lato destro del presbiterio una porta conduce alla sacrestia; sulla controfacciata è collocata una cantoria lignea.

La pala d’altare rappresenta la Madonna con il Bambino e S. Antonio abate; il Santo, inginocchiato davanti alla Vergine, si appoggia a un bastone a cui è appesa la campanella e ha ai piedi il fuoco e il maiale. Vedi le prime due immagini in basso). La pala è stata eseguita alla fine del Seicento o agli inizi del Settecento, opera di un pittore vicino all’ambiente artistico della corte sabauda.

A destra dell’altare è collocata una statua, di fattura molto recente, che raffigura S. Antonio abate, con il bastone nella mano destra, un libro nella sinistra e ai piedi il maiale. (immagine 3 in basso)
A sinistra dell’altare si trova una statua lignea di S. Sebastiano che risale all’inizio del Seicento.

In una tela sulla parete destra del presbiterio è rappresentato S. Antonio abate in preghiera; il Santo, riconoscibile per la lettera tau dipinta sul mantello e per il fuoco ai suoi piedi, è inginocchiato in preghiera davanti ad un libro. Il dipinto  risale al primo quarto del Settecento. ( vedi immagine  4 in basso).
Nella cantoria, una tela, che risale al Settecento, raffigura la Madonna con Bambino, Santi e le anime del Purgatorio.

 

Sulle pareti della navata i recenti restauri hanno portato alla luce un ciclo di affreschi con le storie di S. Antonio abate, analogo a quelli di Ranverso, di Savoulx e di Salbertrand. (immagini  5 – 6 – 7  – 8  – 9 in basso)
Gli episodi, su due registri, hanno inizio dalla parete sinistra della navata, continuavano sulla parete di fondo, poi demolita per far posto al presbiterio, e terminavano sulla parete destra.
Le scene più leggibili si trovano sulla parete sinistra: nel primo riquadro del registro superiore: ascoltando l’omelia della messa, Antonio decide di abbracciare la vita monastica; nel secondo episodio affida la sorella a un convento di monache; nel riquadro successivo distribuisce i suoi beni ai poveri.
La prima scena del registro inferiore rappresenta S. Antonio assalito dai diavoli; il riquadro seguente mostra il sogno di S. Antonio, che apprende da un angelo l’esistenza di Paolo, un eremita più anziano di lui, e quindi decide di andare a trovarlo, come è narrato nell’episodio successivo, in cui S. Antonio è guidato da un centauro.
I riquadri del registro superiore della parete destra, molto lacunosi, rappresentano le tentazioni a cui S. Antonio è sottoposto da parte del demonio.
Nel registro inferiore della medesima parete destra, dopo alcuni riquadri molto frammentari, l’ultima scena rappresenta le esequie del Santo.

Nell’ultimo registro in basso della stessa parete, accanto al frammento di una Deposizione, è raffigurata una Madonna con il Bambino e S. Biagio; in alto vi è la scritta “hoc opus fecit fieri Johannes Martin [?] ad honorem V[…]”.
Nello spazio triangolare dell’arco santo è affrescata una Crocifissione.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono attribuiti alla bottega del pinerolese Bartolomeo Serra e del figlio Sebastiano, attivi nella seconda metà del Quattrocento in Valle di Susa, oltre che nel Pinerolese e nel Canavese.
In particolare a Bartolomeo in prima persona sono assegnati il Giudizio Universale, le Storie di S. Antonio e la Crocifissione, mentre avrebbe realizzato insieme a collaboratori gli affreschi del lato esterno.
La Deposizione e la Madonna con il Bambino e S. Biagio sono di mano di un altro pittore, sempre appartenente alla bottega dei Serra.
Gli affreschi, interni ed esterni, risalgono al decennio 1480-1490.

 

Bibliografia:
 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, pag. 133 nota 121, Torino 1965
– E. ROSSETTI BREZZI, La pittura in Valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 186, Torino 1977
– M. TUA – G. DE BERNARDI, Affreschi del XV e XVI secolo in Chiese e Cappelle dell’Alta Valsusa, in E. REGIS – M. TUA – G. DE BERNARDI, Santi e dannati negli affreschi del XV e XVI secolo in Alta Valsusa, pagg. 37-43, supplemento al n. 26 di Segusium 1989, Susa 1989
– C. BERTOLOTTO, Le stagioni della pittura murale, in AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pagg. 177-178, Torino 2005
– ASSOCIAZIONE AMICI DI JOUVENCEAUX (a cura di), Cappella di S. Antonio Abate in Jouvenceaux –Sauze d’Oulx, Rovereto 2005. [Questa opera descrive la cappella nel complesso delle sue vicende storiche e artistiche, e documenta gli interventi e i restauri eseguiti, con la relativa bibliografia]
– S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 100-101, Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link: http://www.centroculturalediocesano.it
http://archeocarta.org/sauze-doulx-jovenceaux-to-cappella-santantonio-abate/
Email: museo@centroculturalediocesano.it

Note:
Nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Amici di Jouvenceaux, si è iniziato il risanamento delle strutture della cappella; gli affreschi sono stati scoperti nel corso di interventi successivi, dopo l’asportazione dell’intonaco che copriva le pareti interne. Scavi archeologici eseguiti nel 2000 hanno permesso di portare alla luce, sotto la pavimentazione, i resti di un’abitazione altomedievale.

Fruibilità:
Per le visite ci si può rivolgere al Centro Culturale Diocesano, via Mazzini 1 – 10059 Susa (To) – tel. e fax 0122 622640.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2008


Provincia Torino
Regione Piemonte