SPOLETO (PG), frazione Beroide. Chiesa campestre di Sant’Antonio abate, con affreschi

Fuori dell’abitato, lungo la SP 457
https://goo.gl/maps/yhCBAj8cC6QdEdZz9

 

La piccola chiesa campestre sorse nel XV secolo vicino al paese di Beroide nelle immediate vicinanze di un viottolo che si dipartiva dalla via Flaminia.
In origine assolveva allo scopo di lazzaretto, al fine di accogliere i malati di peste che venivano allontanati dalle mura del pase. Secondo alcune fonti la chiesa sarebbe sorta sulle rovine e utilizzando materiali di recupero di un piccolo castello chiamato Beccatiquello che nasceva proprio in quel sito, ma del quale non vi sono resti e se ne è perso anche il toponimo.
Nel 1310 Beroide fu preso dalle truppe guelfe di Perugia e alleati, alleati contro Spoleto, allora in mano ghibellina. Nel 1354 fu occupato dalle bande di fra’ Moriale (Sansi III/181-254).
La chiesa passò sotto la giurisdizione dell’Ordine ospedaliero degli Antoniani con sede a Roma e ciò provocò una fase di decadenza e successivamente passò al Comune di Spoleto.

La chiesa necessita a tutt’oggi di interventi di restauro, sia della struttura lesinata dal terremoto del 1997, sia degli affreschi che sono molto rovinati.

La facciata è a capanna e, al di sopra del portale, un piccolo clipeo in terracotta, forse settecentesco, include le figure di San Giovanni Battista e dell’Agnus Dei modellate con notevole freschezza.

Un’edicola è inserita sul lato esterno destro della chiesa e un affresco, in stato di conservazione pessimo, raffigura la Madonna col Bambino fra i santi Giacomo Maggiore e Antonio Abate. Risale al XV secolo e l’ispirazione dell’affresco è attribuibile alla tipica corrente del tardogotico spoletino.

Le pareti interne della chiesa sono decorate da numerosi affreschi, databili fra il 1410 e il 1460.
Nel catino absidale è raffigurata l’Incoronazione della Vergine fra angeli musicanti.
Nella cilindro absidale sono affrescati, al centro, la figura di Sant’Antonio Abate in trono tra due angeli e la scritta: “ST ANTONI ORA PRO POPUL….. DEVOTO BERROTANO”.
Ai lati quattro episodi della vita di sant’Antonio che, cronologicamente, sono da leggere da destra verso sinistra. Il primo all’estremità del cilindro, a destra di chi guarda sant’Antonio, è la scena di Antonio che dona ai poveri i suoi averi, con la scritta: “QUADO FU ANTONIU NELLA SUA JUVETU SPESO TUTTI SUOI BENI ALLI POURI PER AMORE DE DIO ANTONIU NO SE DEL MONDO CURA”; alla sinistra, l’episodio della Vestizione monacale del Santo, con la scritta “QUADO ELGLOLIUSU SANTU ANTONIU PIEGO LABBITU MONACHALE”.
Dopo la figura di sant’Antonio in trono, è raffigurato l’Incontro del Santo con san Paolo eremita e la scritta recita: “QUADO ELGLOLIUSU ST ANTONIU ADO ST PAULO PRIMU EREMITA”. All’estrema sinistra del cilindro absidale sono raffigurate Le esequie di sant’Antonio, con la scritta: “QUADO ELGLOLIUSU ST ANTONIU PASSO DE QUESTA PRESETE VITA”. Immagini in basso.

Molto interessanti come testimonianza del vernacolo delle campagne spoletine sono le didascalie in volgare che accompagnano le immagini.
Negli affreschi sono evidenti l’influenza diretta di Benozzo Gozzoli, che dipingeva nel 1452 nella vicina Montefalco, e di Filippo Lippi che era al lavoro nel 1467 nell’abside del duomo di Spoleto.

In seguito all’espansione dell’Ordine sulle principali strade di pellegrinaggio, sant’Antonio venne spesso raffigurato insieme con san Giacomo maggiore, come nell’oratorio dei Pellegrini di Assisi vedi scheda.
Il rapporto degli affreschi di Beroide con la civiltà dei pellegrinaggi è confermato dalla scena in cui il Santo fa elemosina dei suoi averi, dove è raffigurato un personaggio che indossa il tipico cappello con la conchiglia che ogni pellegrino era solito raccogliere a Compostela.

 

Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-beroide-di-spoleto/nggallery/page/1

https://www.montagneaperte.it/edicolesacre/spoleto-beroide-chiesa-di-santantonio-abate-spo076/



Regione Umbria