VITERBO. Chiesa di Santa Maria della Verità, varie immagini di s. Antonio abate
L’edificio, unitamente ad un complesso monastico, sorse agli inizi del XIII secolo con pianta a croce latina coperta da un semplice tetto a vista sostenuto da capriate.
Sita in Piazza Francesco Crispi, conserva affreschi tra XIII e XVI secolo.
La Cappella cinquecentesca sulla parete sinistra presenta un affresco con Madonna in trono col Bambino tra san Giovanni Battista e sant’Antonio abate (a destra). Vedi immagine in alto.
Vi è l’intervento di almeno due maestri di ascendenza culturale vagamente peruginesca: uno autore della discreta figura di s. Giovanni, ad un secondo è da attribuire il resto del dipinto che si presenta molto più modesto. Sul dipinto compare un inserto datato 1611 con una fresca rappresentazione di genere con dei taglialegna al lavoro, una conferma dello stretto legame tra il complesso di S. Maria della Verità e le corporazioni cittadine.
Sulla parete sinistra segue la cappella dedicata a Sant’Antonio abate, raffigurato in ambedue gli stipiti con i suoi tradizionali attributi del fuoco e del maiale.
In controfacciata, a destra della bussola, riportato su tela, vi è un affresco quattrocentesco attribuito a Francesco d’Antonio Zacchi detto il Balletta (attivo dal 1430 a prima del 1476) oppure a Lorenzo da Viterbo (1437/44 – post. 1476, attivo a Viterbo dal 1469 al 1472), strappato dalla stessa parete, piuttosto rovinato, che rappresenta l’Annunciazione tra s. Maria Maddalena, s. Marta e s. Antonio abate. Quest’ultimo è raffigurato con un libro nella mano sinistra e il bastone a tau nella destra.
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